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Educare i piccoli alla parità di genere

Se pensiamo che fino a qualche decennio fa le bambine frequentavano lezioni di economia domestica e i bambini quelle di educazione tecnica, la società italiana ha compiuto passi da gigante nella parità di genere tra i più piccoli. Eppure, sebbene spesso non ce ne rendiamo conto, la strada da percorrere rimane ancora lunga nei comportamenti quotidiani, anche nelle famiglie giovani.

In casa i genitori sono il primo esempio per i più piccoli, perciò è importante fermarsi a riflettere sui comportamenti che trasmettiamo ai nostri figli, evitando di perpetuare alcuni pregiudizi che noi stessi abbiamo osservato e interiorizzato nella nostra infanzia. In un periodo in cui si parla tanto e spesso a sproposito di “teoria gender” (Leggi anche Gender: facciamo chiarezza) proponiamo alcuni spunti di riflessione per educare alla parità di genere.

  1. Porsi delle domande.

Chi prende le decisioni importanti in famiglia? Come vengono divisi i compiti? Come risolviamo i conflitti? I genitori sono una fonte di informazione costante per i bambini, che osservano i loro comportamenti senza filtri, li assorbono e li imitano. Per evitare la discriminazione e, nei casi più gravi, la violenza di genere, noi per primi dobbiamo osservarci in modo critico e sforzarci di assumere atteggiamenti egualitari e rispettosi all’interno della coppia.

  1. Osservare e parlare

È molto importante osservare come si relazionano i nostri figli con gli altri bambini e discutere con loro delle informazioni che ricevono a scuola o nelle loro attività. In questo modo possiamo capire cosa pensano, come si sentono e aiutarli a sviluppare lo spirito critico. Non dobbiamo temere di rispondere alle loro domande, comprese quelle sulla sessualità o le relazioni di coppia, usando un linguaggio semplice e comprensibile che sciolga i loro dubbi.

  1. Applicare principi di uguaglianza

Nelle famiglie con figli di sesso diverso la questione della parità di genere è all’ordine del giorno e viene trasmessa in modo molto sottile e potente. Evitiamo di fare differenze tra figli e figlie: coinvolgiamoli allo stesso modo nelle diverse attività (ad esempio nei lavori di casa tradizionalmente maschili o femminili), invitiamoli a scambiarsi i giochi e lasciamo che esprimano liberamente attitudini e interessi evitando di dare giudizi negativi se non corrispondono a quelli considerati “adatti” al loro sesso.

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  1. “Smontare” i pregiudizi

Se i bambini mostrano atteggiamenti categorici nei confronti delle differenze di genere dobbiamo aiutarli a superarli in modo critico. Ad esempio, se nostro figlio non vuole lavare i piatti perché è “da femmine” possiamo chiedergli se per caso i maschi non hanno le mani o non sono capaci di lavare. O se nostra figlia prende in giro il fratello perché piange dobbiamo farle capire che anche lui ha il diritto di esprimere i propri sentimenti come meglio crede.

  1. Non generalizzare

È importante far capire ai bambini che le generalizzazioni vanno evitate: ogni persona è unica e irripetibile, con le proprie capacità e i propri difetti, indipendentemente dal genere (o da altre caratteristiche), e che non esistono comportamenti corretti o sbagliati per i maschi e per le femmine. Evitiamo i luoghi comuni riguardo il genere e lasciamo che siano i bambini a creare le proprie opinioni, con rispetto ed empatia per gli altri.

 

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