Gaslighting, manipolazione emozionale

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Gaslighting, manipolazione emozionale

Gaslighting, manipolazione emozionale

Il Gaslighting è un sofisticata tattica di manipolazione mentale che alcune persone usano per creare dubbi nella mente di altre.

SarahXerta_001_Gaslighting101_IMAGEIl nome deriva dal titolo di uno spettacolo teatrale del 1938 dal titolo appunto "Gas Light" nel quale un marito cerca di sbarazzarsi della propria moglie facendola impazzire attraverso piccoli cambiamenti nell'ambiente in cui vivono. Il titolo origina dal subdolo affievolimento delle luci a gas da parte del marito, cosa che la moglie accuratamente nota ma che il marito insiste essere solo frutto dell'immaginazione di lei. L'opera è poi stata interpretata anche al cinema da Ingrid Bergman e Charles Boyer (Gaslight, 1944).

Quando una persona è vittima di gaslighting arriva al punto di dubitare delle proprie capacità di giudizio e scivola nella trama che costruisce il manipolatore, finendo in suo potere e sotto il suo controllo. Alla vittima è tolta la speranza del domani e ben presto manifesta problemi psichici e psicosomatici.

In numerosi casi il comportamento di gaslighting è adottato dal coniuge abusante per punire o allontanare l'altro quando si vivono rapporti coniugali conflittuali, insoddisfazioni personali e relazioni extraconiugali. Questa particolare forma di violenza nasce anche all'interno di rapporti precedentemente costruiti sull'amore. Poi, accade che una frustrazione alla quale non si sa adeguatamente reagire, mette in crisi la sicurezza e la fiducia che ripone in sé il manipolatore e tutto crolla: l'amore è sostituito dalla cattiveria gratuita e dalle molestie.

Di seguito alcuni esempi di frasi tipiche:

La vittima nella relazione di abuso


"Sei grassa! (magra, brutta, ecc..)"

"Scusatela, mia moglie è una deficiente!"

"Sbagli sempre tutto! Non ne fai una giusta!"

"Ma come non ti ricordi! Me l'hai detto proprio tu!"

"Non me l'hai mai detto! Te lo sarai immaginato!'

"Le tue amiche/i tuoi amici sono insignificanti, proprio come te!"

Messaggi dunque di svalutazione, ingiunzioni che feriscono emotivamente, ancor di più se pronunciati alla presenza di altre persone come fosse una pubblica umiliazione. Il gaslighter sa come ferire, e prova godimento dagli effetti del suo comportamento.

Tipologie di carattere

Sono state individuate tre categorie di manipolatori:

  1. l'affascinante. È probabilmente il più insidioso, sottopone la sua vittima ad una continua doccia scozzese. Alterna silenzi ostili e tremende pungolature a momenti d'alluvione d'amore e lusinghe. Si può solo immaginare l'atmosfera di disorientamento che pervade la vittima.

  2. il bravo ragazzo. Che sembra avere a cuore solo il bene della vittima ma in realtà è un egoista camuffato da persona altruista. È sempre attento ad anteporre i propri bisogni, il proprio tornaconto personale a quello della vittima, anche se riesce a dare un'impressione opposta.

  3. l'intimidatore. È il contrario dei manipolatori precedenti e, sicuramente, il più diretto. Non si preoccupa di nascondersi dietro false facciate. Rimprovera apertamente la vittima, fa battute sarcastiche su di lei, l'aggredisce esplicitamente.


Anche la vittima ha delle caratteristiche psicologiche tipiche: fattori come una scarsa autostima, vissuti di insicurezza e una propensione alla dipendenza costituiscono elementi che possono favorire la caduta in una spirale di violenza psicologica ad opera di un partner, per non parlare di esperienze pregresse di maltrattamento e abuso: è soprattutto in casi simili che può realizzarsi quell'epilogo apparentemente paradossale per cui, spogliata delle sue residue capacità di resistenza e completamente alla mercé del suo aguzzino, la vittima lo riconosce come unico sostegno e fonte di protezione, rinforzando sempre di più le maglie della sua catena psicologica.

LEGGI ANCHE La relazione di abuso. Come riconoscerla


Le fasi del gaslighing

Dal punto di vista degli effetti prodotti sulla vittima, il fenomeno del gaslighting è caratterizzato da tre fasi:

  1. la fase dell'incredulità, nella quale la vittima, mantenendo ancora una sufficiente sicurezza di sé e conservando un'adeguata dose di obiettività, non attribuisce grande credito ai messaggi provenienti dal gaslighter.

  2. La fase della difesa, che interviene dopo che la strategia manipolativa del gaslighter si è già sviluppata attraverso molteplici espressioni vessatorie e che la vittima, abbandonando la sua precedente incredulità e, soprattutto, perdendo i residui della sua sicurezza, inizia a difendersi, confermando così che gli affondi del suo aguzzino hanno prodotto i risultati auspicati. In tale fase dilaga nella vittima anche la confusione, mentre il gaslighter si trova perfettamente a suo agio in quella che può essere definita una caccia del gatto con il topo.

  3. L'ultima fase definita della depressione, rappresenta lo stadio della resa: la vittima ha raggiunto la convinzione di essere "sbagliata" e accetta passivamente la realtà che le viene comunicata dal suo torturatore come l'unica vera e possibile, sprofondando in balia di vissuti di insicurezza, autosvalutazione e dipendenza. È in questa fase che interviene la cronicizzazione della violenza e la vittima diventa così dipendente dal suo aguzzino da isolarsi anche a livello sociale; da ciò deriva l'estrema difficoltà che essa riesca da sola a rendersi conto della trappola perversa nella quale è imprigionata e chiedere aiuto.


Domande per comprendere

Il rapporto di co-dipendenza


Ci sono alcuni segnali che possono farti riflettere se sei vittima di gaslighting. Di seguito alcune domande:

  1. Hai continuamente ripensamenti su come sei e ti senti incapace?

  2. Ti chiedi se sei troppo sensibile più volte al giorno?

  3. Ti senti spesso confusa o pazza?

  4. Non riesci a capire perché, con così tante cose apparentemente buone nella tua vita, non sei felice?

  5. Ti trovi spesso a scusare il comportamento del tuo partner ad amici e parenti?

  6. Ometti spesso informazioni ad amici e parenti in modo da non dover dare spiegazioni?

  7. Senti che c’è qualcosa di terribilmente sbagliato, ma non riesci a capire cosa è?

  8. Hai difficoltà a prendere decisioni semplici?

  9. Hai la sensazione che eri una persona diversa: più sicura, più amante del divertimento, più rilassata?


Ci vuole molto coraggio per uscire da una dinamica così perversa come quella del gaslighting, il primo passo è quello di prendere consapevolezza e poi di chiedere aiuto. Raccontare ciò che accade ad una terza persona può aiutare a fare un esame di realtà e può condurre ad uscire dalla spirale di violenza.

 

dott. Maurizio Sgambati

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About Author

Psicologo Psicoterapeuta ed Analista Transazionale Certificato. Effettuo attività di consulenza psicologica e psicoterapia come libero professionista in privato privilegiando le problematiche del singolo adulto. Collaboro con alcune associazioni di promozione sociale offrendo formazione e supervisione professionale. Per Noi2 Magazine scrivo articoli di taglio psicologico riguardanti il mondo delle relazioni.

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