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Italia e unioni civili. Ancora discriminazione

È stata approvata ieri la legge che sancisce il diritto alle unioni civili anche per le coppie omosessuali.

Se volete un’analisi dei contenuti del testo vi rimando anche a questo articolo di Marco Gattuso su articolo29.it.

Io vorrei, ancora una volta, tentare di spiegare perché questo testo e la bagarre politica che è andata in scena in questi mesi sono a mio avviso inaccettabili ed offensivi.

Innanzitutto, come osserva Gattuso, nel 2016 e con tutto quello che è successo in questi anni nel resto del mondo e d’Europa, creare un istituto diverso dal matrimonio è quantomeno anacronistico.

Poi perché non è vero che, come urlano in troppi, questo testo tutela i bambini, anzi, li discrimina e li condanna ad un futuro incerto e privo di tutele. Se il genitore biologico non c’è più o non vuole rivestire tale ruolo, l’altro genitore non ha il diritto di crescere i propri figli.

La nostra classe politica, ancora una volta, ha scelto di non scegliere, di non assumere alcuna responsabilità. Questo perché rimanda al lavoro della magistratura la definizione dei passaggi più sensibili come, appunto, la questione della genitorialità. Già in passato delle sentenze hanno riconosciuto il diritto/dovere del genitore sociale di crescere i propri figli. Quindi, mi chiedo: dove stava la difficoltà nell’ufficializzare quanto stabilito con una sentenza? Perché obbligare decine di coppie a ricorrere ad un sistema giudiziario oltremodo oberato di lavoro? Perché dover far ricadere anche questa responsabilità sui giudici e non prendersela in prima persona? Ci sarebbe anche la controparte propagandistica: abbiamo ridotto il carico di lavoro dei tribunali.

Non riesco a non vedere in molti aspetti della nuova legge evidenti elementi di discriminazione. Sembra di essere tornati al ’38 e alle leggi razziali di Mussolini. Di nuovo viene ufficializzata la divisione fra cittadini di serie A e cittadini di serie B: quelli che hanno accesso a tutti i diritti, e quelli che ne hanno solo alcuni, per cui hanno dovuto combattere, e saranno sempre esposti al ricatto del “dimostrate di esserveli meritati, altrimenti, come ve li abbiamo dati, ve li togliamo”.

Un’altra pagina discutibile, insieme alla riforma del lavoro, quella dell’istruzione, quella della sanità, il malcelato flop di EXPO, i disastri ambientali, e tutti i mille altri esempi di malgoverno di questo Paese. Ancora una volta, “Ma com’è che non è ancora scoppiata la rivoluzione?”.

 

Antonio Pauletta



Antonio Pauletta

Mi sono laureato in scienze internazionali e diplomatiche, ma la mia vera passione era il palcoscenico. Appena me la sono sentita ho mollato la vita confortevole dell'impiegato per perseguire il mio sogno. E dopo anni di studio sui libri, ho finalmente cominciato a sperimentare e a vivere il e con il corpo. Ho imparato che i nostri muscoli, le nostre cellule ne sanno e ne capiscono molto più della nostra testa. Ho scoperto così l'anima e il cuore. Mi piace scoprire, capire, approfondire. Amo il buonvivere e mi sento a mio agio in giacca e cravatta e con addosso solo vento e sole.


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