IL MAGAZINE SUL CICLO DI VITA DELLA COPPIA

 

Cosa cambia per le coppie conviventi?

Si parla molto della rivoluzione copernicana che sta per travolgere (in positivo) la vita delle coppie omosessuali, ma nulla o poco si dice delle novità che, loro malgrado, stanno per colpire le coppie etero conviventi.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Le coppie possono decidere di sposarsi (o di unirsi civilmente, se dello stesso sesso), di convivere senza alcun vincolo codificato, oppure di convivere, senza sposarsi, ma recandosi da un avvocato o da un notaio per stipulare accordi a contenuto patrimoniale che regolamentino la loro unione (per esempio regolamentando il pagamento delle spese di gestione della vita comune, la proprietà dei beni, etc..).

Ma se una coppia (omosessuale o etero) instaura una stabile convivenza senza compiere volontariamente alcun atto che possa creare un vincolo, la nuova normativa prevede comunque l’insorgenza di alcuni diritti e doveri.

Tra i più significativi (e condivisibili), vi è la facoltà di assistenza in ospedale in caso di necessità.

Si pone quindi fine alle assurde situazioni nelle quali il convivente (magari da decenni) si trovava privo persino della possibilità di fare visita al proprio compagno, o di essere reso partecipe delle decisioni dei medici nei casi più gravi.

È poi prevista la facoltà di subentro nel contratto di locazione dell’immobile ove si esplicava la convivenza, per evitare che l’improvvisa scomparsa del partner possa comportare l’ulteriore concomitante problema di trovarsi da un giorno all’altro senza abitazione.

Vi è infine un ulteriore aspetto sul quale, forse, i conviventi avranno qualcosa da ridire: per il solo fatto di aver convissuto, ci si troverà per sempre obbligati a provvedere agli alimenti dell’ex partner che si venga a trovare in stato di bisogno.

Si tratta di un dovere comunque commisurato alla durata della convivenza, e limitato allo stretto necessario per vivere… ma si sa che l’Italia è il paese in cui il legislatore suggerisce le leggi, che poi vengono definitivamente plasmate dalla magistratura, per cui non è escluso che, nel tempo, quest’obbligo venga ad assumere i caratteri di un vero e proprio mantenimento.

In sostanza, la convivenza tra due persone che non vogliono vincolarsi, finirà per creare comunque dei vincoli.

Dopo un bel film visto accoccolati sul divano, meglio quindi tornare ognuno a casa propria, per non correre rischi.

 

avv. Arnaldo De Vito

 

L’avvocato è disponibile a rispondere ai vostri quesiti. Scrivete a domande@noi2magazine.com.

 

 




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