Persecuzione e stalking: le 5 tipologie di stalker

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Persecuzione e stalking: le 5 tipologie di stalker

Persecuzione e stalking: le 5 tipologie di stalker

Si chiama stalking e identifica una serie di comportamenti di tipo persecutorio ripetuti nel tempo, realizzati da un persecutore nei confronti di una vittima: la parola arriva dal verbo inglese "stalk" che significa seguire, pedinare, braccare. Chi fa stalking attua un insieme di condotte vessatorie, come minacce, molestie, atti lesivi continuativi che inducono la persona che li subisce a un disagio psichico e fisico e a un ragionevole senso di terrore.

Nell'ambito di una relazione possiamo spiegare questo comportamento con la "sindrome del molestatore assillante" in quanto i giochi di forza e controllo sottoposti dal persecutore alla vittima diventano la base su cui la relazione si evolve. Tutto ne viene coinvolto, per primo lo svolgimento della vita quotidiana nelle sue normali attività inserendole in un tunnel di costante ansia e paura.

Gli strumenti dello stalker sono ormai comunemente conosciuti: telefonate, email, sms, messaggi sui social network, lettere, fino ad arrivare all'invio di regali o oggetti non richiesti che incutono paura (si passa dai fiori a proiettili, animali morti, foto strappate) e danno la sensazione di essere osservati, seguiti. Altri strumenti di cui si avvale lo stalker riguardano il pedinamento e l'accostamento della vittima nei luoghi pubblici o al lavoro fino sotto casa con l'intento di spiarla e studiare i suoi movimenti e abitudini. In genere se questo tipo di comportamento si protrae per più di due giorni c'è un forte possibilità che continui nelle settimane e nei mesi seguenti.

Solitamente il persecutore si relaziona con la vittima attraverso delle minacce e solo in pochi casi il suo approccio diventa violento e aggressivo. Il suo bersaglio può estendersi dalla vittima diretta dello stalking ad alcune persone molto vicine a questa, come per esempio il partner della vittima. L'esito violento della persecuzione è improbabile che evolva in danni fisici gravi, da non sottovalutare gli effetti devastanti della violenza psicologica provocati da questo comportamento.
Negli ultimi anni lo stalking sta prendendo una piega particolare nel momento in cui il persecutore utilizza strumenti come internet e altri tipi di tecnologie similari: la pubblicazione di messaggi indesiderati, false informazioni, calunnie contro la vittima, la ricerca di informazioni personali (come ad esempio conti bancari e dati personali sensibili) sono una violazione tipica dei cyber-stalker.

INDENTIKIT DELLO STALKER:

Lo stalker è un individuo che psicologicamente ha problematiche legate a una storia di relazioni imprevedibili o caotiche, un'immagine negativa di sé che lo porta a dipendere dagli altri per accrescere la sua autostima, ed un bisogno di controllo del contesto. L'intimità lo spaventa perchè teme il rifiuto. Durante i periodi di intenso stress mette in atto strategie di coping (l'insieme di strategie mentali e comportamentali che sono messe in atto per fronteggiare una certa situazione) disadattive.

Irascibile e rabbioso nel contesto in cui ricerca il controllo ed in particolare quando si sente impotente di fronte ad un rifiuto o un abbandono. In generale l'obiettivo è infliggere danni di tipo psicologico attraverso:

  • Comportamenti manifesti o overt:  come ad esempio inseguire la vittima, scrivere lettere, effettuare telefonate, inviare doni indesiderati, minacciare proprietà e beni della vittima;

  • Comportamenti latenti o covert: come esercitare pressione emotiva, psicologica e verbale per minacciare il senso di se e di sicurezza della vittima.


La teoria più accreditata sulle origini di questo modello disadattivo di relazione avvalora l'ipotesi che il soggetto lo abbia sviluppato già durante l'infanzia, attraverso un'educazione severa, rigida, punitiva, in cui prevale il senso di ingiustizia e la rabbia. Questo è un approccio educativo incide sulla qualità dell'attaccamento affettivo alle figure genitoriali e conseguentemente sui rapporti interpersonali futuri. Il persecutore ha un'immagine di sé negativa perciò il disagio emotivo che sperimenta di fronte ad un rifiuto, reale o immaginario di abbandono, fa si che metta in atto comportamenti di controllo e manipolazione.

Possiamo identificare 5 tipologie di stalker:

Lo stalker rifiutato:

La motivazione iniziale dello stalker è recuperare un rapporto affettivo interrotto, una amicizia finita o un lavoro perduto. Lo stalking avviene nei confronti di una persona con cui ha avuto un rapporto stretto o significativo: ex partner, amante, familiari, amici, colleghi o datore di lavoro. Il persecutore nutre nei confronti del bersaglio sentimenti ambivalenti che vanno dal bisogno di riconciliazione a quello di vendetta. Se da un lato è desideroso di ripristinare il rapporto così come era in origine dall'altro è chiaramente arrabbiato e desideroso di vendetta. L'obiettivo dello stalker è mantenere un rapporto di vicinanza alla sua vittima. L'attività vessatoria diventa quindi il sostituto del rapporto passato e permette allo stalker di salvaguardare la propria autostima dal fallimento del rapporto.


Lo stalker alla ricerca di intimità:


Questa forma di stalking nasce dalla solitudine e dalla mancanza di relazioni strette e confidenziali.  Lo stalker è mosso dal desiderio di una relazione affettiva ed intima con una persona identificata come destinataria del suo amore. È convinto di amare la persona che "insegue" e di essere ricambiato. La vittima di solito è un estraneo o un conoscente che diventa il bersaglio per una relazione. Spesso si tratta di uno stalker affetto fa una malattia mentale grave che presenta convinzioni deliranti sulla vittima (delirio erotomanico) come ad esempio essere convinto di avere una relazione affettiva con la vittima.

Lo stalker incompetente:

Questa forma di stalking nasce dalla mancanza di adeguate abilità sociali e della conoscenza dei rituali di corteggiamento. A differenza di quello alla ricerca di intimità quello incompetente ha come unico obiettivo un incontro sessuale a breve termine più che una relazione d'amore. Solitamente il comportamento vessatorio è di breve durata e finalizzato al sesso ma quando persiste nel tempo è perché ci si trova di fronte ad una persona del tutto indifferente al disagio della sua vittima. A volte questa insensibilità è dovuta alla mancanza di abilità sociali ed alla presenza di disturbi dello spettro autistico o disabilità intellettiva.

Lo stalker predatore:

Si tratta di uno stalker di sesso maschile motivato da scopi sessuali come l'abuso o la violenza sessuale a danno di donne ignare di origine straniera. È una forma di stalking meno comune all'interno del quale si collocano soggetti affetti da parafilie (deviazioni sessuali o perversioni) che hanno subito condanne per reati sessuali. Lo stalking è il mezzo attraverso il quale esercitare il proprio senso di potere e controllo per una mera gratificazione sessuale.

Lo stalker risentito:

Si tratta di uno stalker che si è sentito maltrattare o che è stato oggetto di una qualche forma di umiliazione da parte del bersaglio. La vittima è un estraneo o un conoscente ritenuto responsabile dell'ingiustizia subita. Lo stalking risentito può essere affetto da una grave malattia mentale che lo porta a sviluppa credenze paranoiche sulla vittima e utilizza lo stalking come modo per pareggiare i conti. L'obiettivo è spaventare ed angosciare una vittima specifica.

 

dott. Maurizio Sgambati

 

Per approfondimenti e altri articoli specifici del dott. Sgambati visitate il sito www.psicosgambati.it

 

 
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About Author

Psicologo Psicoterapeuta ed Analista Transazionale Certificato. Effettuo attività di consulenza psicologica e psicoterapia come libero professionista in privato privilegiando le problematiche del singolo adulto. Collaboro con alcune associazioni di promozione sociale offrendo formazione e supervisione professionale. Per Noi2 Magazine scrivo articoli di taglio psicologico riguardanti il mondo delle relazioni.

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