Quando la coppia è in stallo

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Quando la coppia è in stallo

Quando la coppia è in stallo

ayrilik-erkekler-son-crop_origPuò capitare in una relazione di arrivare a un punto di stallo del rapporto di coppia. In genere succede quando i partner si arenano, si fissano su un comportamento o una posizione o delle convinzioni e non lasciano spazio a nessun tipo di comprensione per il punto di vista dell'altro. Nessun compromesso, e si sa che l'amore è fatto proprio di compromessi.

Questa situazione di impasse o di blocco sembra a volte non avere via d'uscita e portare il rapporto a un declino inevitabile. L'unica cosa che può aiutare in tali momenti è una corretta comunicazione, ben gestita e finalizzata a chiarire le due parti in causa per il bene comune, senza snaturare la personalità di nessuno dei due coinvolti.

La causa che può scatenare l'impasse è anche un piccolo problema, un fastidio o irritazione che portano al conflitto aperto fatto di lunghi silenzi, contrasti forti e offensivi. Tutto ciò crea ferite importanti e segni indelebili nel rapporto.

Come riuscire quindi a superare un'impasse di coppia?


Innanzitutto è necessario accettare il disaccordo quando la comunicazione tra i partner si blocca. È inutile tentare di comunicare i propri punti di vista e sentimenti, né sintonizzarsi su pensieri e motivazioni del partner. Di fronte ad una divergenza di opinione l'insistenza può solo portare ad attacchi verbali, momenti di silenzio e disagio, posizioni difensive che possono solo ulteriormente irritare ambedue i partner e condurli ad in vicolo cieco in cui è impossibile arrivare a un accordo. Meglio in questi casi ammettere che c'è un problema da affrontare e rimandare il confronto ad un momento in cui tutti e due i soggetti implicati siano disponibili ad ascoltare attivamente la posizione altrui senza riserve, pregiudizi o condanne a priori.

Se la coppia si trova in un vicolo cieco è probabile che entrambi i partner abbiano già alzato barriere della comunicazione, per cui insistere a questo livello risulterà frustrante e controproducente. A volte il disaccordo è accompagnato da comportamenti minacciosi, critica eccessiva nei confronti del partner, prepotenza, sentimenti di noia, rabbia, mancanza di interesse per ciò che l'altro ha da dire. Raggiungere un accordo è complicato e spesso peggiora la situazione.

kadin-erkekPer superare l'impasse è importante contenere le emozioni per mantenere l'interazione sana e civile. Invece di scagliarsi contro l'altro e lanciare accuse a vicenda è d'obbligo fare uno sforzo utile a dichiarare come ci si sente in merito a ciò che sta accadendo, senza però agire le proprie emozioni sull'altro.

A questo livello, io suggerisco porre attenzione al proprio linguaggio per privilegiare la comunicazione IO anziché la comunicazione TU. Affermare "Io mi sento deluso per questa decisione… " è una comunicazione cordiale ed efficace perché rivela all'altro il proprio vissuto personale, incontestabile senza trasformarsi in accusa. Diversamente, affermare "Hai preso la decisione sbagliata" mette l'altro sulla difensiva poiché si tratta di una forma di comunicazione critica, normativa, che può spingere l'altro al contrattacco o sentirsi in difetto ed in colpa. Mantenere quanto più possibile la calma nella conversazione è necessario, per scoraggiare la messa in atto di comportamenti difensivi nell'altro e trovarlo più facilmente disponibile al compromesso.

Ogni giorno prendetevi del tempo con il vostro partner per parlare e discutere di questioni che comunemente evitate. Farlo in modo "programmato" anziché su situazioni di emergenza ad alta carica emotiva vi permetterà di allenarvi ad una comunicazione aperta i cui valori sono il rispetto, l'incoraggiamento ed il sostegno reciproco. L'invito al dialogo deve avvenire in un contesto tranquillo e quando entrambi i partner sono nella condizione fisica ed emotiva adeguata: è possibile rimandare una conversazione delicata di qualche ora se non ci si sente nella condizione ottimale, così da poterla gestire in modo calmo e rispettoso. Ciò non significa mettere l'altro in eterna attesa senza mai rispondere, o ignorando, l'invito ricevuto.

Ci sono coppie che a fronte di a un prolungato impasse iniziano a pensare alla separazione o al divorzio. È facile puntare il dito sull'altro al quale attribuire la colpa del fallimento della relazione soprattutto quando il conflitto porta uno dei due, a seguito dell'insoddisfazione ed esasperazione, ad esagerare con offese verbali gratuite.

La responsabilità non è mai cosi nettamente a favore di uno e a sfavore dell'altro. Spesso entrambi sono responsabili in modo più o meno indiretto della crisi. Nonostante questo, molte persone sono incapaci di porre fine ad un rapporto, soprattutto se significativo e duraturo, per effetto della co-dipendenza, per paura della solitudine, per la presenza di figli, di legami coi familiari, o se vi è ancora un residuo di buona volontà per migliorare le cose. Quando due persone hanno opinioni diverse rischiano di fare a "braccio di ferro" anziché riflettere il modo onesto sui contributi e limiti di entrambi i soggetti implicati nel rapporto. Tendono a dimenticare che la relazione non progredisce l'uno contro l'altro ma attraverso un lavoro in cui entrambi, con atteggiamento aperto e rimettendosi in discussione, riescono a traviare una terza soluzione capace di fare vincere il "NOI" piuttosto che un "IO" a scapito di un altro.

pr-impasseSe ci sono elementi che fanno pensare di poter uscire dall'impasse e recuperare un rapporto, alla cui base deve esservi sempre un sentimento profondo d'amore, è utile non focalizzarsi sulle mancanze dell'altro, sui bisogni che non è in grado di soddisfare, su un cambiamento che l'altro non può o non ritiene di dover fare. Bisogna invece puntare lo sguardo su ciò che è stato in grado di dare per aiutarci a crescere e su ciò che ancora può darci. Non va trascurato anche come possiamo noi personalmente contribuire al rilancio ed al benessere della relazione per superare il muro che ci divide dall'altro. Quindi più che fare il gioco delle accuse e delle mancanze dell'altro è necessario rivalutare il valore ed il contributo che il partner ha apportato nella nostra vita ed il motivo per il quale lo abbiamo scelto oltre identificare ciò che noi possiamo ancora fare, ed evitare, in questo momento per recuperare la relazione di coppia.

Questo processo può essere facilitato dalla presenza neutrale di uno psicologo o psicoterapeuta. Se, anche grazie ad un intervento di mediazione, i due partner sono in grado di uscire dal circolo vizioso ed improduttivo dell'io contro di te per riuscire a valorizzare le cose buone fatte da ambedue, ciò che è stato costruito, allora vi è una via di uscita dall'impasse.

E se non fosse più possibile recuperare la storia dopo questa attenta ed onesta analisi, la chiusura è probabile che sarà vissuta ed accettata con maggior serenità.

 

 

Maurizio Sgambati

Per approfondimenti e altri articoli specifici del dott. Sgambati visitate il sito www.psicologo-psicoterapeuta-pordenone.it

 

 

 
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About Author

Psicologo Psicoterapeuta ed Analista Transazionale Certificato. Effettuo attività di consulenza psicologica e psicoterapia come libero professionista in privato privilegiando le problematiche del singolo adulto. Collaboro con alcune associazioni di promozione sociale offrendo formazione e supervisione professionale. Per Noi2 Magazine scrivo articoli di taglio psicologico riguardanti il mondo delle relazioni.

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