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S di Suocera

In Italia, il paese dei mammoni, la Suocera con la S maiuscola, la fa da padrone, soprattutto se è la mamma del figlio maschio (ma sono abili anche nel tenere in scacco le figlie femmine). Sono stati scritti e detti fiumi di inchiostro e parole per descrivere il ruolo deleterio di questa donna su generi e nuore.

Cb53W-HXIAAIMQ2In tutte le nostre auto c’è “il posto della suocera”, che come ben si sa è quello davanti, a lato del conducente, ed è quello in cui si ha maggior probabilità di morte in caso di incidente. Poi c’è la “curva della suocera”, ossia il tornante di montagna più rischioso. La pianta “lingua di suocera” non lascia adito a fraintendimenti… Per non parlare degli aforismi che in modo sarcastico e cattivello fanno capire come la Suocera da secoli tenga in scacco i matrimoni dei figli:

“Secondo me non è necessario inasprire le pene per bigamia. Un bigamo ha due suocere: come punizione mi pare che basti” (Sir Winston Churchill)

“Adamo è stato l’uomo più fortunato del mondo. È stato l’unico al mondo a non avere una suocera.” (Mark Twain)

“Mia suocera tiene i miei figli il sabato, in compenso io tengo il suo tutti i giorni!” (Anonimo)

 

Quali sono le caratteristiche della vera Suocera?

  1. Invadenza. È la prima delle sue “doti”: ti capita a casa quando meno te lo aspetti e comincia a fare osservazioni sulla pulizia, sulla disposizione di mobili e soprammobili, sul vostro stile di vita, su quanto poco o tanto siano vestiti i nipoti, etc, etc, etc… Mette bocca su tutte le decisioni che prendete, vi dice come vivere e cosa dovete fare (“Per il vostro bene, eh?… mica perché voglio comandare!”)

Antidoto: andate ad abitare almeno a 20 km di distanza. La Suocera non è un asso al volante e preferisce che andiate voi a trovarla. Poi vi farà sentire in colpa perché non lo fate con la necessaria frequenza, ma almeno non entra ed esce da casa vostra 10 volte al giorno!

  1. Manipolazione. La Suocera è laureata in “Arte della Triangolazione”, nessuno come lei riesce a farvi litigare con il partner, a distorcere il significato di una vostra banalissima frase in modo da farvi apparire sciagurati, a creare dissidio nella famiglia, andando a parlare male di voi con i cugini o semplicemente raccontando i fatti vostri proprio a quella persona che non volevate sapesse… il tutto con un’aria da finta tonta e “Ma io non sapevo, non avevo capito, sei tu che…” e ovviamente con la sua frase cavallo di battaglia “Mi raccomando, non dirgli che te l’ho detto sennò…”

d37fafb340537af346145f353822d51a_passive-aggressive-dil_580x326 (1)_featuredImageAntidoto: Oltre ai 20 km di distanza, predisponete in casa un luogo dove il cellulare non prende in cui rifugiarvi o sistemare il vostro telefono se avete sentore che vorrà chiamare. Raccontate il meno possibile dei fatti vostri, anche quando sembra gentile e disponibile: è solo per rinfacciarvi i favori che vi ha fatto alla prima buona occasione.

  1. Cattiveria. Eh già… si dice che nessuno è cattivo veramente… Ma qui vengono i dubbi. Quando una donna diventa Suocera, si attivano dei geni silenti nel DNA che prendono il sopravvento. Sembra che la Suocera abbia la capacità chirurgica di andare a toccare proprio quei lati di voi che vi mettono in difficoltà e che vi fanno stare male. Un lavoro certosino e quotidiano ai fianchi per annullarvi psicologicamente, per farvi sentire insicuri, deboli, inadeguati, piccoli.

Antidoto: creare dei paletti dentro di voi chiari e precisi per scindere bene quali sentimenti, pensieri, caratteristiche vi appartengono e che cosa invece è ciò che lei vi proietta addosso: oltre ai 20 km di distanza, la zona di casa telefono-free organizzatevi mille impegni quotidiani (ovviamente anche quelli inventati ad hoc vanno bene!).

  1. Egoismo. Nel mondo esiste solo lei, con le sue pretese, il suo modo di pensare, la sua organizzazione e le sue scadenze. Tutto ciò che esce dal suo schema è inammissibile e viene visto come un enorme torto che avete la sfrontatezza di farle. Si offenderà, vi farà sentire in colpa in tutti i modi possibili, parlerà male di voi alla prima occasione con chiunque, commiserandosi e dicendo quanto sfortunato è suo figlio/a ad avere trovato una persona come voi che l’ha plagiato/a e che lo sta mettendo contro la famiglia.

be7867b98d9e75aaa2283a51dbdd23a9_thatevildaughterinlaw_featuredImageAntidoto: è inutile prendersela o tentare di andarle incontro. Le persone fatte così non cambiano, per quanto voi cerchiate di essere amichevoli e comprensivi, rimarrete degli zerbini. È più utile invece prendere una distanza emotiva che vi permetta di non stare male o arrabbiarvi, senza sprecare energie utili in una battaglia persa. Mentre lei parla spegnete l’audio, pensate a spiagge dorate al sole, discese in canoa tra le rapide di montagna, la brezza leggera sul viso in cima alla torre Eiffel. Non sorridete troppo altrimenti si accorgerà del trucchetto.

  1. Onniscienza. La Suocera sa tutto (il diavolo le fa un baffo). È esperta ingegnere edile, cucina meglio di Bastianich, è psicologa, pedagogista, insegnante, idraulico, elettricista etc, etc, etc. Lei ha già fatto tutto (ovviamente meglio di voi), vi contraddice per puro piacere, non vi darà mai la soddisfazione di dirvi “hai ragione tu”. La convinzione in ciò che pensa, dice e fa è incrollabile e non si crepa neanche di fronte all’evidenza più schiacciante.

Antidoto: anche questa è una causa persa. Farvi arrabbiare è ciò che vuole per sentire che ha potere. Non datele la soddisfazione. Ditele di sì con condiscendenza, faccia seria e contrita, poi appena se ne va chiamate un idraulico vero.

 

Ovviamente non tutte le suocere sono così, ma l’ironia lascia scrivere. Ci sono al mondo generi e nuore fortunati perchè hanno incontrato una suocera disponibile, buona, consapevole, attenta, discreta, entusiasta, quasi una seconda mamma, sempre col sorriso… Che abita distante, ha altri figli di cui occuparsi (per cui il suo ruolo di suocera è ben sparpagliato e meno concentrato su un/a singolo/a genero/nuora), che non sa ancora che avete cambiato numero di telefono ed è convinta di aver accolto in famiglia un lontano discendente della famiglia reale svedese (storia raccontata “en passant” durante il primo pranzo di Natale in famiglia). O magari la suocera proprio non c’è (pace all’anima sua…).

Scusate, ci siamo ricascati…

 

 

 




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