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Si può dimenticare un amore?

Essere anziani in una società in cui solo chi è efficiente, produttivo e veloce conta, è molto difficile. Se si è malati poi, si viene percepiti come un peso. Se oltretutto si appartiene alla minoranza che è rimasta l’unica ad essere apertamente discriminata e dileggiata, beh, a quel punto si scompare completamente dall’orizzonte della società.

Come ho già scritto in un mio precedente post, gli anziani LGBTI sono la categoria sociale maggiormente esposta ai rischi di marginalizzazione e trascuratezza. A questo, purtroppo, contribuisce anche la loro scarsa presenza, per non dire totale assenza, dai programmi e dalle attività delle associazioni arcobaleno.

memoria-pesce-rossoPer questo, quando ho letto della produzione del film La Memoria del Pesce Rosso, ho provato una grande gioia: perché vuole raccontare, con toni leggeri, gli anziani LGBTI e la loro quotidiana lotta con l’età, la malattia ed i problemi che ne derivano.

Gualtiero ed Armando stanno insieme da 15 anni ma quest’ultimo, a causa dell’Alzheimer, si dimentica di questo amore e si convince di essere sposato con Paloma, la badante. Verranno coinvolti i suoi famigliari (l’ex moglie ed il figlio) per trovare una soluzione, che però arriverà solo grazie ad un pesce rosso.

Il cortometraggio, in fase di pre-produzione, è diretto da Lorenzo Romoli, giovane regista toscano che vive e lavora a Torino, al quale abbiamo chiesto di raccontarci un po’ di più di questo cortometraggio.

Lorenzo, spiegaci innanzitutto da dove viene il titolo del film.

Lorenzo: Il titolo nasce durante le prime fasi di stesura della storia. Avevamo bisogno di raccontare la condizione di Armando con un linguaggio leggero e accessibile, e i pesci rossi ci hanno dato un aiuto notevole: si dice che abbiano una memoria molto breve, di circa tre secondi. Il richiamo alla malattia, in questo modo, era perfetto, e durante il film ci divertiamo a smontare anche questo falso mito. Ma c’è anche un secondo significato nascosto dietro al titolo: in un modo inaspettato, è proprio grazie a Elton John, il pesciolino dei due protagonisti, che la storia si risolve.

Perché questo argomento? Vi siete ispirati ad una storia vera o a delle vostre esperienze?

Lorenzo: Durante le prime fasi di ricerca della nostra storia è venuta fuori un’idea che non se n’è più voluta andare. Era una domanda: cosa faresti se la tua storia d’amore venisse dimenticata? Abbiamo iniziato a lavorare sull’idea, sulla volontà di ricostruire una storia tramite i ricordi, e passo dopo passo siamo arrivati a questo risultato. Ci siamo ispirati a molte situazioni vere, conosciute perlopiù tramite terzi, che in seguito abbiamo approfondito. Alcuni di noi hanno avuto anche esperienze dirette di parenti malati di Alzheimer.

Chi sono gli autori della storia?

Lorenzo: La sceneggiatura è stata scritta da Veronica Coppo, Francesca Nozzolillo, Alessio Posar e Michele Prencipe, ai quali mi sono aggiunto durante la stesura del soggetto.

Perché avete scelto di raccontare una realtà che si potrebbe ritenere piuttosto marginale?

Lorenzo: Perché vogliamo dimostrare che non si tratta di una storia marginale, ma universale. Vogliamo che le persone vedano nel nostro cortometraggio soltanto una storia d’amore e delle persone che combattono per mantenerla viva, senza distinzioni di alcun tipo. Crediamo molto in questa idea.

Non pensate che facendo una commedia si rischi di non dare il giusto peso e la giusta credibilità alla storia?

Lorenzo: Sapevamo fin da subito che il tono giusto da usare era proprio quello della commedia. La leggerezza è un linguaggio che non toglie peso ai contenuti ma li rende più delicati, e che ci aiuta a raccontare una storia altrimenti troppo impegnativa. Crediamo anche che la commedia fornisca la giusta distanza emotiva per raccontare la nostra storia al meglio.

Chi vi supporta in questo progetto? Chi sono i produttori?

Lorenzo: Il cortometraggio è un progetto indipendente e il responsabile di produzione è Michele Prencipe, aiutato da Claudia Lapadula. Dopo l’apertura della campagna di raccolta fondi gli aiuti che ci sono arrivati sono stati tantissimi, economici e non. Una cosa di cui siamo particolarmente fieri sono i nostri patrocini: A.I.M.A, Associazione Nazionale Malattia di Alzheimer; l’associazione Maurice GLBTQ; l’Arcigay “Ottavio Mai” Torino.

Dove possiamo seguire l’evoluzione del progetto e sapere dove e quando venire a vedere il film?

Lorenzo: La miglior piattaforma su cui si può seguire il progetto è senza dubbio la nostra pagina Facebook che aggiorniamo giornalmente con notizie di ogni tipo. Anche la pagina Indiegogo (ovvero della campagna crowdfunding!) è un ottimo modo per rimanere aggiornati tramite newsletter.

A questo proposito, vi invito a contribuire alla raccolta fondi per produrre il film, ma fate presto perché rimane solo una settimana di tempo!

Grazie Lorenzo per il tuo tempo, le chiacchiere, e soprattutto per portare l’attenzione su un tema che ci riguarda tutti: l’amore in tutte le sue forme e con tutte le sue difficoltà.

Buon lavoro e ci sentiamo per il lancio ufficiale del corto.

 

Antonio Pauletta

 

 



Antonio Pauletta

Mi sono laureato in scienze internazionali e diplomatiche, ma la mia vera passione era il palcoscenico. Appena me la sono sentita ho mollato la vita confortevole dell'impiegato per perseguire il mio sogno. E dopo anni di studio sui libri, ho finalmente cominciato a sperimentare e a vivere il e con il corpo. Ho imparato che i nostri muscoli, le nostre cellule ne sanno e ne capiscono molto più della nostra testa. Ho scoperto così l'anima e il cuore. Mi piace scoprire, capire, approfondire. Amo il buonvivere e mi sento a mio agio in giacca e cravatta e con addosso solo vento e sole.


One thought on “Si può dimenticare un amore?

  1. Marco

    Il vostro progetto è ammirevole! Il trailer visto su youtobe mi ha fatto venire voglia di vederlo alla prima occasione.

    Reply

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