La relazione di abuso. Come riconoscerla

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La relazione di abuso. Come riconoscerla

La relazione di abuso. Come riconoscerla

[quote] Mi sono innamorata di lui perché era totalmente dedito a me, mi capiva, mi adorava, mi aiutava, mi proteggeva: era l'uomo perfetto per me, era tutto quello che avevo sempre cercato. Dopo un po' di tempo, ogni tanto, quando si arrabbiava, perdeva il controllo e diventava feroce, mi insultava e mi umiliava… mi ha tirato anche uno schiaffo, ma - si sa - ogni tanto può succedere e poi me lo meritavo. Sono passati gli anni e ora vivo nel terrore di dire o fare qualcosa di sbagliato che possa farlo arrabbiare, anche perché voglio proteggere i miei figli dalla sua violenza, sono una pessima donna, moglie e madre: non so come uscirne. [/quote]

Quando si inizia una storia d'amore non è facile prevedere se diventerà un rapporto di abuso. Ci sono molti partner violenti che all'inizio sembrano assolutamente equilibrati ed amorevoli. La violenza domestica, sotto forma di aggressioni verbali e fisiche, spesso si manifesta a lungo andare quando ormai il rapporto è consolidato e si è legati affettivamente al partner. In tutte le relazioni d'abuso vi è un partner violento che cerca di esercitare il suo controllo e di avere potere sul partner più debole.

L'abuso è caratterizzato da uno schema ripetitivo di comportamenti atti a mantenere il controllo su di una persona che spesso presenta tratti dipendenti di personalità e quindi si lega all'altro permettendogli di avviare la sua escalation di rabbia e manipolazione. L'abusante può trarre godimento dalla sensazione di riuscire ad esercitare il suo controllo sul partner. Si tratta di una modalità relazionale disfunzionale appresa da familiari, amici o dal contesto culturale e che si manifesta attraverso violenza fisica e sessuale, minacce, intimidazioni, coercizione, ricatti, abuso emotivo e privazione economica.ruotapotere

Per descrivere accuratamente le modalità e le fasi dell'abuso domestico si utilizza la "ruota della violenza e del controllo". In questo diagramma circolare, all'interno vengono collocati i comportamenti coercitivi più sottili, mentre verso l'esterno vi sono gli abusi e le minacce più forti e palesi che appaiono più evidenti con l'andar del tempo.

  • Intimidazione: l'abusante incute timore con lo sguardo, gli atteggiamenti, i gesti. Ad esempio agisce la propria frustrazione e rabbia contro cose ed oggetti, mostra armi, coltelli con lo scopo di incutere terrore nella sua vittima. Minaccia di distruggere averi ed effetti personali, di ferire, far sparire o uccidere un animale domestico a cui il partner è affezionato

  • Abuso di Potere: impedisce al partner di prendere delle decisioni personali e ne limita la libertà impedendogli di continuare ad andare a lavorare, di studiare, fare sport o svolgere altre attività fuori casa

  • Violenza Psicologica: critica, svaluta, insulta il partner, lo umilia, afferma che non è in grado di far nulla, che è pazzo allo scopo di suscitare senso di colpa.

  • Isolamento: controlla il/la partner, ciò che fa, dove va e con chi. Impedisce e scoraggia la vittima nel mantenere relazioni con amici e familiari, usa la gelosia per giustificare il suo comportamento estremo

  • Negazione: nega gli episodi di violenza e gli scatti di ira affermando che non sono mai avvenuti. Sposta la responsabilità delle sue reazione violente sul partner, giustificando i suoi agiti come normali e comprensibili reazioni alle sue mancanze

  • Violenza fisica e sessuale: Esercita pressioni per fare sesso quando vuole ed a suo modo senza rispettare la volontà del partner o le sue più intime necessità (uso di droghe, alcool, sesso estremo)

  • Falsa riappacificazione: dopo aver abusato, l'aguzzino si preoccupa delle conseguenze dell'abuso, di poter essere scoperto, perciò trova una serie di scuse per evitare l'assunzione di responsabilità

  • Ricatto: usa i figli per affermare che il/la partner è un cattivo genitore e lo/la minaccia di togliergli la custodia dei bambini

  • Violenza economica: controlla le spese e limita l'uso del denaro del partner, pretende di gestire tutte le entrate in modo da costringerlo/la a chiedere denaro e a dipendere in toto nelle decisioni


Uscire da una relazione abusante è più complicato di quanto sembra; quando una vittima lascia il suo aguzzino, gli toglie il potere ed il controllo di cui ha bisogno, spesso la reazione di vendetta all'abbandono ricevuto può essere molto violenta e distruttiva. Maggiori dettagli sulla posizione della vittima all'interno del rapporto di abuso nell'articolo La vittima nella relazione di abuso.

 

dott. Maurizio Sgambati

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About Author

Psicologo Psicoterapeuta ed Analista Transazionale Certificato. Effettuo attività di consulenza psicologica e psicoterapia come libero professionista in privato privilegiando le problematiche del singolo adulto. Collaboro con alcune associazioni di promozione sociale offrendo formazione e supervisione professionale. Per Noi2 Magazine scrivo articoli di taglio psicologico riguardanti il mondo delle relazioni.

3 Comments

  • Posted on Giu 21, 2016 at 10:22 am

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  • Posted on Lug 06, 2016 at 13:52 pm

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  • Posted on Set 21, 2017 at 13:09 pm

    […] amico). Tuttavia modelli simili di comportamento sono stati osservati anche in persone che sono in relazione con persone affette da malattie mentali croniche ed inserite in famiglie […]

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