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Avventura in Grecia

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La storia di Giulia.

Ho fatto un viaggio indimenticabile: amore, libertà, avventura… Grecia!

20 anni e tanti sogni per la testa, è l’età in cui rischi senza pensare alle conseguenze, e molte volte ti va bene… d’altra parte chi non risica non rosica. Sono partita di nascosto con il mio lui, raccontando un sacco di palle ai miei (ossia che andavo in macchina e avevo prenotato l’albergo dove dormire, etc.) per farli stare tranquilli. E invece via in moto all’avventura!

Bagagli ridotti all’osso (sacchi a pelo, tenda, costume e due vestiti), abbiamo preso la nave per Patrasso – passaggio ponte – assieme ai camionisti e a tutti quei mediorientali poveri che se ne tornano a casa, un guazzabuglio di umanità da una parte spaventosa, dall’altra interessante… Sicuramente odorosa …

Prima immancabile tappa: Atene! Delirio allo stato puro: caos primordiale, traffico, turisti a gogo, lingua incomprensibile, cani randagi per strada che aspettano il verde al semaforo per attraversare, cappuccino ad un prezzo stellare (se andate in Grecia vi consiglio il Nescafé Frapé, costa molto meno ed è fresco, adatto al clima), un caldo da svenimento, ma non è un incubo, è tutto pazzescamente vitale, pulsante, fa esplodere di gioia. Mi sentivo viva, inebriata, avida di esperienza.

Da italiana abituata al cibo tradizionale della mamma, mi sono approcciata, vocabolario tascabile alla mano, ai menù pieni di scritte indecifrabili dal sapore antico e ho scovato due piatti che mi hanno salvata: la moussakà (tipo pasticcio di melanzane) e i souvlaki (spiedini di carne alla griglia) che a pensarci ancora mi viene l’acquolina in bocca.

Una volta usciti da Atene dopo tre giorni in cui ti sembra di essere stato dentro un frullatore e hai visto gli immancabili Acropoli, Plaka, Monastiraki, Museo archeologico nazionale, Piazza Syntagma, ci siamo diretti verso Capo Sounio dove sorge il tempio dedicato a Poseidone, dio del Mare, meta cara a Lord Byron. E poi Nauplia, Micene, Epidauro… ovunque la mitologia tanto studiata al liceo prendeva vita, si materializzava e la fantasia la fa da padrone nell’immaginare come poteva essere realmente la vita al tempo della Grecia antica.

kalamakiScendendo lungo il Peloponneso i ritmi si fanno lenti, la civiltà ed il turismo lasciano il posto a villaggi sparsi, mezzi di locomozione al limite del possibile, strade dissestate, cartelli stradali inesistenti e scritti solo in greco, che se pensi “Ora mi si rompe la moto…” devi solo pregare Dio… Ma i paesaggi, brulli e bruciati, il mare di un verdeacqua meraviglioso ne valgono la pena. Le persone sono ospitalissime, di italiano sanno solo dire “Mussolini” e “una faccia, una razza” ma ti senti come a casa di tuo fratello. Non c’è una nuvola nel cielo: per venti giorni solo il cielo dell’azzurro più intenso che abbia mai visto, indimenticabile. Solo in Grecia lo ritrovo, vivido e reale da struggere l’anima.

E ancora, abbiamo fatto un giro in barca a Pylos, mangiato le olive a Kalamata, preso il sole in chilometri di spiagge “caraibiche” deserte, ad Olimpia c’è stata la cena con un amico italiano che ha fatto il giro del Peloponneso in treno (rigorosamente monorotaia), a Zante abbiamo visto nascere al tramonto sulla spiaggia le tartarughine Caretta-Caretta. Tutto condito dall’amore incondizionato e fresco che provi a vent’anni, dove tutto è nuovo, ogni giorno è una scoperta e la fiducia nel futuro è illimitata: insieme puoi fare tutto!

A seguito di quella vacanza sono tornata in Grecia più volte, ed ogni volta ho imparato e visto cose nuove, e quelle che avevo già visto erano vissute con uno spirito di volta in volta diverso e sempre magico. C’è un pezzettino del mio cuore nel suolo greco, e tanti ricordi nella mia mente.

 

mediumPer arrivare in Grecia è possibile utilizzare la nave (www.greekferries.gr) oppure l’aereo (www.skyscanner.it, www.edreams.it,  www.volagratis.com, …). In base al tipo di vacanza che si ha intenzione di fare (low oppure high cost), si può trovare la soluzione ideale per l’alloggio visitando il sito www.ente-turismoellenico.com oppure www.visitgreece.gr.

Le tartarughe Caretta Caretta sono animali protetti dal 1994. Le uova vengono deposte a partire da giugno: le future mamme nascondono sotto la sabbia circa 400 uova in tre diversi tempi di deposizione. Poi tornano in mare ad aspettare i piccoli. La schiusa avviene dopo 55 giorni di attesa. Piccolissime tartarughine dovranno affrontare da sole e con le loro forze la difficile uscita dalla sabbia e la “corsa” verso il mare. Solo un piccolo su 1000 arriva all’età adulta.

 

 

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