In bici sulla via del Danubio

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In bici sulla via del Danubio

In bici sulla via del Danubio

Dopo averci raccontato la sua passione per il cicloturismo nell'articolo Due ruote per star bene, Enza ha inviato alla nostra redazione la storia del suo viaggio di coppia.

urlaub-mit-rad-und-schiff2L'idea ormai la covavo da una decina d'anni. Era nata in un soggiorno-studio in Inghilterra, dove la famiglia presso cui soggiornavo abitualmente trascorreva le vacanze estive compiendo un viaggio in bicicletta. In Italia a quel tempo una cosa così la facevano solo i marziani! E così, dopo anni in cui quel pensiero non mi aveva abbandonato, nel 2006 ho spinto la mia famiglia (…perché in 10 anni nel frattempo avevo "messo su casa", corredata di marito e figlia) ad avventurarsi sulle due ruote.
Abbiamo scelto la ciclabile del Danubio, la più "classica" delle piste ciclabili consigliate alle famiglie, come prima esperienza per la nostra vacanza alternativa. Eh sì, perché un po' siamo stati considerati da molti degli scellerati nel compiere circa 330 km in bicicletta – da Passau, in Germania, alla magnifica Vienna - con la nostra bambina di tre anni. Ora, dopo molte altre vacanze sulle due ruote che sono seguite, e un'altra figlia che si è aggiunta alla nostra tribù, posso dire che quella è stata la vacanza che più mi è rimasta nel cuore.

Abbiamo preparato questo viaggio meticolosamente, ma al tempo stesso lasciandoci ampi spazi di libertà di scelta. Non abbiamo prenotato i luoghi dove dormire, sapendo che tra giugno e luglio è possibile organizzarsi all'ultimo momento per trovare una camera doppia, vista la notevole offerta recettiva. Partiamo: la macchina è pronta, le bici sono state caricate e ben fissate sul tetto dell'auto (attenzione a questo non trascurabile particolare!) e le sei borse da bici contengono tutto l'indispensabile per i 10 giorni che abbiamo previsto durerà la vacanza. Ho qualche linea di febbre ma sono fiduciosa che passerà. Il viaggio per arrivare a Passau è piuttosto lungo e faticoso, ma l'eccitazione per ciò che prevediamo ci attenderà ci rende pazienti e tolleranti. Arrivati a destinazione trascorriamo la prima notte in una Gasthof (tipico b&b austriaco), dove lasciamo la macchina e partiamo il giorno successivo in sella ai nostri "bolidi"!

Pensiamo di raggiungere Vienna in circa sei giorni: non abbiamo nessuno che ci corre dietro e proviamo a misurarci con tappe di circa 50 km al giorno. Il percorso è pianeggiante, quasi sempre a fianco di questo possente fiume che a seconda della zona si stringe e si ingrossa, è placido o più movimentato, segna territori verdi e agresti o attraversa paesini e città. La sensazione di libertà è alle stelle ed è strano pensare che la nostra "casa" e tutto quanto possediamo sia trasportato su due ruote. La nostra bambina è splendida. Ama stare seduta sul suo seggiolino agganciato al manubrio in compagnia della sua bambola e da quella posizione, con il caschetto in testa, domina la strada, i prati, il fiume che le scorre a lato. È ormai sufficientemente grande per indicarci quando ha bisogno di fare una sosta per giocare negli innumerevoli parchi gioco che si trovano lungo il percorso. E non ha bisogno di chiederci il permesso per potersi comodamente addormentare mentre pedaliamo, appoggiando la testa sulla morbida bambola che diventa cuscino appoggiato sul manubrio. Le nostre paure sulla sua capacità di adattamento a una vacanza così particolare svaniscono di fronte a tanta serenità.

Il giorno lo trascorriamo così: dopo una ricca colazione (e in Austria le colazioni sono veramente ricche!) partiamo con l'idea che senza fretta nel tardo pomeriggio raggiungeremo la destinazione desiderata, attraversando i paesaggi più diversi, nella tranquillità di un percorso lontano dal traffico e interamente pensato per la gioia dei cicloturisti come noi. Alle sera, trovare alloggio effettivamente non è difficile: spesso i proprietari delle Gasthof che espongono la tipica bandierina austriaca ZimmerFrei attendono i centinaia di ciclisti della giornata per offrire loro ospitalità. Le sistemazioni che troviamo solitamente in ambienti familiari sono comode, semplici, pulite e accoglienti, molto diverse dalle fredde camere d'albergo di altri viaggi che abbiamo fatto.
Prima del meritato riposo ci attende un'ottima cena con tipiche pietanze austriache. Sconsiglio di andare alla ricerca di spaghetti con ragù alla bolognese, pizza o caffè espresso. Non siamo in Italia ed è un po' ingenuo e forse anche presuntuoso da parte nostra voler mangiare come a casa. La nostra piccolina non ama né zuppe, né noodles, né gulash di qualsiasi tipo, allora per lei optiamo quasi sempre per la tipica Wiener Schnitzel con le patatine: è festa tutti i giorni e probabilmente si chiederà come mai la mamma le conceda di mangiare così quotidianamente… ma in occasioni speciali, anche le regole possono andare in vacanza..
abbazia-melkDurante il viaggio facciamo incontri con persone interessanti che dureranno il breve spazio di qualche pedalata oppure per tempi più lunghi, magari giornate intere. Ricordo i due ciclisti di Udine, uno dei quali pedalava su una di quelle curiose biciclette in cui posizione del corpo è semi-sdraiata lungo il telaio (recumbent). Ci avevano identificati come corregionali in quanto indossavamo delle magliette con il nome di un'azienda di biciclette della nostra zona. Con loro abbiamo mangiato insieme il nostro panino nella pausa-pranzo davanti a un'ottima birra austriaca, scambiandoci aneddoti e impressioni del viaggio che stavamo compiendo. Anche loro erano diretti a Vienna e proprio la destinazione comune ci ha permesso di re-incontrarli qualche giorno dopo a un centinaio di chilometri di distanza dal luogo del primo incontro. Abbiamo attraversato posti meravigliosi tra natura, abbazie barocche, paesini incantati e città meravigliose. Non dimenticherò il placido ritmo di questo fiume imperiale, l'abbazia di Melk (…si, quella de’ "Il nome della rosa") con la sua splendida biblioteca, la città di Linz dai colori pastello e poi Vienna, meravigliosa Vienna.

th2_prod_1114_danubioDirei che l'arrivo nella capitale austriaca è stato trionfale. Nemmeno la carrozza della principessa Sissi trainata da 10 cavalli avrebbe potuto regalarci un'emozione così intrisa dal senso di conquista. Vienna in bicicletta: irripetibile! Così come irripetibili sono stati i giorni trascorsi a visitare la città, lungo alcuni dei 1300 km di piste ciclabili che la attraversano. Il nostro itinerario si è concluso ritornando al punto d'arrivo a Passau, con un comodissimo treno attrezzato per il trasporto di numerosissime biciclette. Quanta meraviglia ci ha lasciato questo viaggio… verso i luoghi che abbiamo visitato, verso noi stessi e le risorse che abbiamo scoperto di avere e verso le nuove possibilità che abbiamo scelto poi si schiudessero ai nostri occhi nei viaggi a venire.

 

Per approfondimenti consigliamo il libro Ciclovia del Danubio di Alberto Fiorin - Ediciclo.

 

 

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  • Posted on Lug 08, 2016 at 11:03 am

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