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Essere genitori: alcune dritte per trasgredire “Volendo si può fare”

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Essere genitori: hit list delle trasgressioni “Vorrei ma non posso”

Leggendo l’articolo sulla top ten dei sogni proibiti da genitore, mi sono trovata anch’io a fare delle considerazioni. Mi rendo conto di essere più “anziana” di Elizabeth e di avere su certe cose un punto di vista diverso. Dopo essermi riconosciuta in alcune delle situazioni descritte, mi chiedo: non stiamo forse passando da mamme a mammolette? Non me ne vogliano anche le persone interpellate che hanno raccontato la loro esperienza per una migliore stesura della lista, ma io alla lista delle 10 trasgressioni da genitore citata da Elizabeth ci metterei anche un’uscita su tacco 12 coi bambini, che è quanto meno folle, oltre che un massacro del tarso e metatarso. Ma io sono fatta così, i tacchi ce li metto un po’ dappertutto…

Ho 3 bambini di 9, 6 e 3 anni cresciuti senza l’aiuto di nessuno, da sola, senza baby sitter o tate. Ho sempre vissuto in posti lontani dal mio nucleo familiare di origine, per cui non ho goduto di quel supporto di nonni tanto prezioso. Mio marito per lavoro è spesso fuori e per oggettivi problemi di logistica, non lavoro per occuparmi di loro. La mia unica frustrazione è quella di non affiancare un mio stipendio a quello suo e la laurea sudatissima che ho in fondo al cassetto. Non ho mai un attimo per me, giro tutto il giorno come Tazmania e la sera mi corico che sono uno straccio… Ma vi dico una cosa: non mi piace pensare al mio ruolo di mamma rimuginando su quello che prima si poteva fare e ora non più. Alla lista delle 10 cose sospirate secondo me può corrispondere una soluzione senza dover per forza restare ad asciugarci lacrime a vicenda sui bei tempi andati finchè i nostri figli saranno maggiorenni.

MILANO  - CLAUDIA GALANTI ARRIVA IN MACCHINA ALL'ORA DI PRANZO CON IL FIGLIO LIAM ELIJAH E LE DUE TATE PER ANDARE A PRANZO AL FAMOSO RISTORANTE DEL CENTRO - IL SALUMAIO DI MONTENAPOLEONE - DOPO UN'ORA CIRCA CLAUDIA GALANTI ESCE DAL RISTORANTE E CONSEGNA IL PICCOLO LIAM ELIJAH ALLE 2 TATE AFFINCHE' LO PORTINO A FARE LA NANNA IN ALBERGO.PH.  MIMMO CARRIERO-OLYCOM

Credo che ci sia un tempo per tutto, ora si è genitori, ci sono ritmi diversi, ma non vuol significare la nostra morte sociale. Basta organizzarsi. Non ho rinunciato mai a fare niente coi bambini che prima fosse più comodo fare perché non c’erano loro. Sono una persona impaziente e non mi va di aspettare, rimandare, dipendere da qualcuno per vivere, quindi semplicemente faccio. Sbaglio, mi innervosisco, ma lo faccio. Care amiche mamme, neomamme, penso che sia giusto ricordare che siamo nate nella parte del mondo privilegiata  (pensate ad una mamma siriana) e nel periodo storico giusto (pensate alle nostre nonne che restavano vedove di guerra con 10 figli da crescere). Quindi propongo di far alzare il sedere anche ai papà, di tanto in tanto, senza però commentare se sbagliano a mettere il pannolino o il ciripà… grazie che poi non muoveranno un dito se li si guarda sempre storto vicino al pargolo. Basta pretendere la perfezione! Si sa, è nemica della felicità.

Uscire ha due alternative: o si comincia a ramazzare prima perchè il pensiero di lasciare un capello nel lavandino fa venire voglia di ingoiare mezza scatola di tavor, oppure ce se ne frega e si esce a vivere. Io sto tranquilla, che quando esco per un gelato, a meno che non lo prenda in compagnia di William, Kate e Baby George, non ho i paparazzi puntati pronti a immortalare la macchia di cioccolato sul vestitino del bambino o la camicia sporca di ketchup.

Se ho voglia di parlare con mio marito, imprecare, tirarci piatti addosso, leggere un libro, vedere film porno, mando a letto i bambini non oltre le 20.30. Qui sono categorica. Che bello godere anche del semplice silenzio! È difficile per alcune lo so, me ne hanno parlato, ma io so bene chi è l’adulto in casa e chi decide per loro. A tavola, come la nanna presto, è un altro punto fermo. Al ristorante come a casa, si mangia tutto, seduti e si ringrazia di poter mangiare. I  miei mangiano tutto e vi assicuro che non è una fortuna, ma il  frutto di un lavoro durissimo alle spalle.

Noi non usciamo tanto alla sera e facciamo poche vacanze fuori, perchè è costoso in 5. Magari ci concediamo di tanto in tanto una pizza con gli amici. Ci riuniamo spesso in casa però e devo dire che per i bambini è l’ideale. Però quando mi sento stanca, mi sento frustrata, quando capitano quei periodi in cui io e mio marito ci vediamo poco, chiamo una baby sitter usciamo per un paio di ore. In un anno capiterà due volte o tre, ma vi assicuro che ne vale la pena. E quando siamo fuori, parliamo di noi guardandoci negli occhi.

Infine alla ferramenta si vendono chiavi per tutte le serrature. I bimbi ci metteranno un po’ a capirlo, ma l’obiettivo è uscirne vincenti. La privacy in bagno è tutto. Basta lasciarli in sicurezza e molto serenamente si può andare a…

Lisa Coccioli

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Lisa Coccioli

Sono nata a Taranto nel '75, ho una laurea inutile in Scienze Ambientali. Sposata nel 2003 ho seguito mio marito nei suoi trasferimenti: a Roma sino al 2009, in Germania sino al 2012. Lì, oltre a mangiare wurstel, frequentare un corso di tedesco e fare la mamma, volevo parlare con qualcuno e così ho insegnato italiano ai tedeschi nelle scuole serali. Nuovamente a Roma, poi a Taranto dove resteremo per un paio di anni. Ho 3 bambini, adoro leggere, ascolto le beghe sentimentali delle mie amiche, guardo film e cucino. Per smaltire le calorie di ciò che preparo, corro due volte a settimana. Odio stare a casa... preferisco l'aria aperta coi bambini.


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