Genitori a confronto. #sonounamammanonsonounasanta

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Genitori a confronto. #sonounamammanonsonounasanta

Genitori a confronto. #sonounamammanonsonounasanta

Da quando siamo genitori ripenso spesso a noi "prima".

No non è vero. Non ci ripenso spesso.

In verità ripenso a noi prima nei pochi attimi di libertà che mi sono concessi tra un cambio di pannolino, una poppata ed un duenne da inseguire ed anticipare prima che molli litri di pipì sul pavimento e sul tappeto del salotto.

Noi prima che, senza figli, programmavamo sempre tutto all'ultimo minuto. Che decidevamo dove alloggiare in vacanza la mattina stessa della partenza.

Che se il frigorifero non ci sembrava abbastanza colorato per i nostri gusti uscivamo fuori a cena. Che guardavamo, seduti al tavolo, le altre famiglie e provavamo un pò di tenerezza per quei genitori che uscivano a cena sperando in una serata di relax.

Noi che non capivamo quelli che vivono incollati al sedere dei propri figli come un ombra, costantemente. Noi che mai avremmo tolto una caccola da un naso, nemmeno nei nostri peggiori ed incoffessabili incubi. Noi che amavamo tanto la nostra libertà, i nostri spazi e soprattutto i nostri tempi. Noi che la domenica era sacrosanto non alzarsi prima del mezzogiorno inoltrato.

Noi che il sabato pomeriggio erano vasche in centro rimbalzando da un negozio all'altro, con la noia di non riuscire a trovare nulla che in realtà ci piacesse davvero, ma con il portafogli facile. Noi che mai avremmo immaginato, un giorno, di diventare mamma e papà.

Eppure eccoci qua oggi, catapultati dall'altra parte del palcoscenico.

Quella dove lo spettacolo non te lo godi comodamente seduto sul velluto rosso della tua poltrona in prima fila. Quella parte dove lo spettacolo lo crei tu, perchè ci sei tu sul palcoscenico. Dove ti ritrovi a dover programmare tutto, persino il tuo momento per andare in bagno a fare la pipì.

Genitori.

Insomma ci siamo ritrovati a far passeggiate nel cuore della notte tra salotto e camera da letto con in braccio un neonato che ti guarda e che tutto vuole tranne che dormire.

Ci siamo ritrovati a cambiare tonnellate di pannolini maleodoranti imprecando che finisse quel momento per poi preoccuparci se per una volta ci veniva data tregua.

Ci siamo ritrovati a cammuffare ogni tipologia di verdura esistente nei più svariati modi e non sempre ne siamo usciti vincitori.

Ci siamo ritrovati a far volare aerei, a far correre treni e macchinine su cucchiai pieni di pappa che nemmeno a noi convincevano più di tanto. Ma dovevamo crederci, per forza.

Perchè quando sei mamma o papà prima di tutto devi crederci tu a tutto ciò che fai.

Perchè è certo che dall'altra parte verrà messo in discussione tutto, a partire proprio da quel magico aereo di pappa che tutto sembra tranne un aereo (e che il bambino passerà allo scanner individuando quella molecola di broccolo che contiene e che tu nemmeno avevi notato).

Ci siamo ritrovati a pulire rigurgiti e vomiti testando tutte le superfici della nostra casa. Ci siamo ritrovati ad uscire di casa sperando di rientrare tutti nuovamente, sani e salvi, qualche ora dopo. Ci siamo ritrovati a stalkerizzare Nicolò quando abbiamo tolto il pannolino.

NICOLO'VAIAFARELAPIPI’CHEPOITISCAPPAADDOSSO

NICOLO'DEVIFARELACACCA?

SETISCAPPADIMMELOCHEANDIAMOINSIEME

NICOLO'DOVESIFALAPIPI'?NELVASINO!

RICORDATILAPIPI'!

Insomma, siamo diventati insopportabili persino a noi stessi.

Ci siamo ritrovati a fotografare e whattsappare la prima cacca nel vasino con un enfasi che poche volte abbiamo provato in vita nostra. Con un ego a mille.

Ci siamo ridotti ad uscire di casa con una borsa grande quanto noi e con dentro la qualsiasi, dal pannolino, al cambio, al cambio del cambio del cambio.

Ci siamo ritrovati a scegliere un abbigliamento economico pratico e sporchevole. Ma soprattutto comodo, per rincorrere Nicolò, per stare alla sua altezza, per non sentirci impacciati. E quelle tonnellate di décolleté sono giù in cantina, chiuse in uno scatolone.

Ci siamo ridotti come mai avremmo immaginato. Facciamo cose che mai avremmo pensato. Ragioniamo come mai avremmo creduto, eppure ci piace!

Ma nel tempo, quel poco che ci è concesso ancora, ci siamo soffermati ad osservare gli altri genitori come noi. Per prendere spunto ma soprattutto per trovare la nostra identità.

Un modo, forse insolito per i non addetti ai lavori, per trovare la propria posizione nel mondo. Ed ecco che abbiamo trovato una serie di nomignoli divertenti per classificarli tutti.

 

I GENITORI STALKER

Annoyed parents with their son

I più facili da individuare in assoluto.

Quelli che DOV'E'LBAMBINO?

STAISEDUTOVICINOAME

TIENIMILAMANOCHENONSONOTUTTIBRAVICOMEMAMMAEPAPA’ECISONOPERSONECHERUBANOIBAMBINI

NONTIALLONTANARETROPPO

NONTIVEDO!

Vivono (?) come ombre dell'ombra stessa dei propri figli. Lo siamo stati e lo siamo tutti, nel nostro piccolo ammetto. Perchè in fondo esistono situazioni TIPO che ci rendono a tutti gli effetti genitori stalker. Ma genitori stalker non solo ci si nasce, ci si può anche diventare perciò attenzione!

MOTTO: Perché esse superano ogni capacità della ragione umana. (Kant)

 

I GENITORI "SE POSSO DARTI UN CONSIGLIO"

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Altrettanto diffusi, utilizzano però tecniche differenti a seconda degli ambiti di discussione. Sono i tipici genitori che hanno vissuto qualunque cosa e sempre prima di te. Che hanno provato mille soluzioni, hanno contattato infiniti specialisti e sono documentatissimi e soprattutto, se possono, ti danno un consiglio, anche se non lo richiedi.

sono quelli del HOLETTOSUINTERNET

LANEUROPSICHIATRALOPSICOLOGOLAPEDAGOGISTALATATALUCIADICONOCHE...

E'SUCCESSOANCHEAMEPERO'IOHO...

Sono quei genitori che provano a venderti per buona la loro idea o la loro strategia (come se ci fosse una risposta unica che vale per tutti, magari!) e che parlano a random senza nemmeno darti il tempo di renderli partecipi del tuo punto di vista.

MOTTO: Non potrei vivere se non avessi la sensazione che oggi so qualcosa più di ieri. (Mary McCarthy)

 

I GENITORI NAÏF

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I genitori naïf si lasciano guidare dall'istintività e dal buonsenso. Spesso non badano nemmeno alla macchia di rigurgito di latte sulla propria maglietta. Sono i classici genitori che lasciano che il bambino si sporchi rotolandosi a terra come in preda agli spasmi.

Perchè la loro filosofia madre è: IBAMBINIDEVONOFAREIBAMBINI

Spesso sbagliano (come tutti del resto), ma è altrettanto vero che vivono tutto con una leggerezza diversa dai genitori stalker! Anche se sembrano persi nella loro concezione astratta del ruolo, sono sempre vigili ed attenti a ciò che accade, al proprio bambino ed attorno. Semplicemente hanno capito come godersi appieno questo dono!

MOTTO: Quanto manca alla vetta? Tu sali e non pensarci!  ( F. W. Nietzsche)

 

I GENITORI MORBIDI

mother and daughter hugging in love playing in the park

Sono quella categoria di personaggi che ti fanno sorridere quando ti fermi ad osservarli. La loro morbidezza è palpabile, dalle forme stesse del corpo alla voce tranquilla e gentile. Sussurrano tutto con infinita pazienza e calma, persino quando sono arrabbiati!

E soprattutto abbracciano, abbracciano così tanto il proprio bambino che ti verrebbe da dire: SCUSAUNABBRACCIOLODARESTIPUREAMECHEHOAVUTOUNAGIORNATAINFERNALEGRAZIE?

MOTTO: Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce. (Blaise Pascal)

 

I GENITORI "COSA MI SONO PERSO?"

Father Using Mobile Phone On Bus Journey With Son

Sono le classiche figure che dalle mie parti si dice: "Non c'ero e se c'ero dormivo". Un detto popolare che si commenta da solo. Sono spesso distratti, presi dalle chiacchiere con gli altri o dallo smartphone. Spesso questa tipologia si sposa con un figlio che avrebbe in realtà bisogno proprio di un genitore stalker!

Ed allora ecco che, se avete a che fare con loro, diventate voi genitori stalker, ma non del vostro figlio.

MOTTO: Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero. (Aristotele)

 

Osservare questi esemplari come cavie da laboratorio è divertente lo ammetto e ci fa riflettere molto su come siamo noi.

Anche se ancora non abbiamo ben chiaro dove collocarci.

Ma di certo ho coniato il mio personale hastag #SONOUNAMAMMANONSONOUNASANTA che poi, a dirla tutta anche il papà non scherza...

 

Elizabeth Tagliavini

 

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Prima di quattro fratelli (due maschi e due femmine) vivo in un paesino di provincia nel reggiano dove tutti si conoscono, di nome o di vista. Oltre alla mamma, nel "tempo libero" sono educatrice in un nido d'infanzia e amo il mio lavoro anche se a volte mi priva di tante energie. La mia vita ha preso una svolta inaspettata quando, nel novembre 2015, ho deciso di aprire un blog www.unthetraamiche.wordpress.com nato per scherzo e per sfida verso me stessa, perché alla soglia dei 29 anni mi sono detta che non è mai troppo tardi per capire cosa fare da grande. E da cosa nasce cosa eccomi qua a scrivere.

1 Comment

  • Posted on Set 06, 2016 at 10:25 am

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