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Il primo giorno di scuola

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Settembre: prime piogge, ombrelloni degli stabilimenti balneari chiusi, malinconici rientri in città dopo le vacanze che sembrano lontanissime, scuole che riaprono. Ve li ricordate i vostri primi giorni di scuola?

Settembre 1980 – Lisa

Che caldo che fa in classe, la maestra è bella, ha occhi azzurri, un vestito turchese e profuma di fresie. Mi chiede: “Dove vuoi sederti?” Mah… non so… Mi siedo vicino a lei che ha gli occhiali, o a lui che ha l’astuccio come il mio. Ecco lei, voglio stare vicino a lei che ha la coda e i capelli biondi e dal grembiule escono le mani abbronzate come le mie. Ecco fatto! Un attimo e ho già trovato la mia compagna di banco. Sembra simpatica, le chiedo: “Ciao profuma quella gomma nel portacolori?” e lei :”No, vuoi vederla?” “Si…” le rispondo… che bello, parla con me. La maestra si avvicina e dice: “Allora, bambini… cominciamo. Prendete la matita e facciamo una bella cornicetta.”Uh, guarda! Mamma è andata via… fa nulla le racconterò tutto dopo.”

Settembre 2013 – Francesco

Ci siamo trasferiti da poco per stare vicino al mio papà che stava solo. Abbiamo una casa nuova, e avremo una nuova stanzetta. Sono contento, ma ho lasciato i miei amici Edoardo, Federico e Valentina. Oggi è il mio primo giorno di scuola, sono con me la mamma e papà, mia sorella di 3 anni e il mio fratellino, che ha 10 mesi… La mamma è riuscita a stirarmi la maglietta a righe blu e rosse, la mia preferita, che ha trovato in fondo allo scatolone, mentre in un altro ha trovato i quaderni di Spiderman e le penne cancellabili. Ora ho tutto. Questa scuola mi piace, mi ricorda l’altra, quella in Germania perché ha un grande giardino. Finalmente entriamo. Mi siedo al primo banco. Sul banco trovo un palloncino arancione! Mi piacciono i palloncini. Mi piace l’arancione. La mamma parla con una signora, forse è lei la mia maestra. Sembra una nonna. La mamma sembra sul punto di piangere. Mi dice che che mi verrà a prendere alle 4. Io ho solo due panini piccoli. Papà mi saluta e la mamma pure con un occhiolino. Siamo pochi bambini. Affianco a me c’è Sofia, che non parla coi maschi. Dall’altra parte c’è Vincenzo che vuole assaggiare il mio panino al prosciutto. Gliene darò sicuramente un pezzetto se lui mi dà un pezzo di uovo Kinder. La maestra ci fa fare un disegno sulle vacanze estive, ed io voglio disegnare il pontile da cui mi tuffo.

Settembre 2016 – Benedetta

In bocca al lupo, bambina mia,  per il tuo primo giorno di scuola. Potrei stare sveglia notti intere a pensare a te sola in classe senza di me. Chissà se farai subito amicizia come quella faccia di bronzo di tuoi fratello e come quella linguaccia biforcuta della tua mamma, o te ne starai in disparte a giocare come alla materna, quando le altre bambine non capivano quello che dicevi, spezzandomi il cuore. Sai, tesoro, noi mamme conosciamo bene i nostri bambini. So che per te sarà difficilissimo dire il tuo nome, in mezzo a tante persone che non conosci, e che avrai paura che ti prendano in giro per come parli. Lo so. È per questo che forse mi vedrai un pochino coi lacrimoni giovedì. Non ti devi preoccupare. Quest’estate hai fatto tante amicizie sulla spiaggia, molte bambine trovavano originale il tuo modo di parlare e restavano colpite dalla tua abilità nelle capriole al parco giochi. Cara fringuellina, hai già imparato che le persone giudicano prima di conoscere, ma tu non ti devi preoccupare, devi solo avere pazienza e dare tempo e vedrai che imperanno a volerti bene, come tutti quelli che ti conoscono, che adorano la tua dolcezza. Vedrai che ti farai tante amichette anche qui, e non solo, avrai anche la tua maestra come amica…

Cara maestra, io alla scuola ci credo. So che ci crede anche lei.  Ho amato tantissimo la scuola, e so che la ama anche lei. Nonostante tutto. Nonostante il precariato, le abilitazioni, le graduatorie, i concorsi. Il ruolo che non arriva, nonostante chi pensa che non facciate nulla, nonostante a volte facciate errori, e non abbiate strumenti per rimediare… Non mi deludete, per favore.

 

Lisa Coccioli

 

 

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Sono nata a Taranto nel '75, ho una laurea inutile in Scienze Ambientali. Sposata nel 2003 ho seguito mio marito nei suoi trasferimenti: a Roma sino al 2009, in Germania sino al 2012. Lì, oltre a mangiare wurstel, frequentare un corso di tedesco e fare la mamma, volevo parlare con qualcuno e così ho insegnato italiano ai tedeschi nelle scuole serali. Nuovamente a Roma, poi a Taranto dove resteremo per un paio di anni. Ho 3 bambini, adoro leggere, ascolto le beghe sentimentali delle mie amiche, guardo film e cucino. Per smaltire le calorie di ciò che preparo, corro due volte a settimana. Odio stare a casa... preferisco l'aria aperta coi bambini.


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