L’ansia che compromette il sesso

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L’ansia che compromette il sesso

L’ansia che compromette il sesso

young-upset-couple-lying-in-a-bed-having-problem-1200x630L'ansia da prestazione sessuale consiste nel timore che si possa manifestare una difficoltà sessuale. Spesso riemergono episodi già vissuti in passato che attivano una reazione ansiosa ed un'eccessiva vigilanza razionale. Tutto questo interferisce in maniera forte nel coinvolgimento sessuale e con la normale risposta fisiologica derivante dall'avere un rapporto sessuale con il proprio partner.

Soffrire di ansia da prestazione sessuale è una problematica che deve affrontare chi è incapace di vivere in modo pieno la loro vita sessuale con il partner. Infatti, è un dato certo che a influire sulla qualità e il benessere della vita sessuale è il cervello, non solo al pene o la vagina.


Ecco le cause che portano all'ansia da prestazione e alcuni suggerimenti da dare in merito.


1. "Non mi piace il mio corpo": essere preoccupati del proprio corpo e delle proprie forme porta ad avere grosse difficoltà nel vivere in modo sereno un rapporto intimo. Con il bombardamento mediatico di modelli estetici che rasentano la perfezione, la pressione psicologica può aumentare nei soggetti che si sentono inadeguati e non si accettano. Così, di conseguenza sarà difficile mostrarsi "senza veli" e lasciarsi andare godendosi le sensazioni e i benefici derivanti dal rapporto sessuale. È importante non farsi influenzare da pensieri e giudizi negativi e concentrarsi su ciò che si sente, soprattutto a livello tattile, in presenza del proprio partner.


2. "Vorrei essere come un pornostar, ma non ci riesco. Sono una nullità": al giorno d'oggi l'accesso sempre più facile ai siti internet pornografici induce a crearsi aspettative spesso distanti dalla realtà, soprattutto nei ragazzi che si trovano nella critica fase dell'adolescenza. Vedere filmati pornografici porta al formazione di idee errate su come dovrebbe essere un rapporto sessuale ed il proprio approccio all'atto sessuale, poiché questo tipo di film non riflette il sesso della vita reale e risulta fuorviante. Spesso nei film si vedono scene dove la durata del rapporto è anche di 30 minuti, ma la cosa è abbastanza improbabile, dato che fondamentalmente, comprovato da studi scientifici, l'uomo non è predisposto per rapporti con tempistiche così dilatate (l'atto di procreazione vede 3-5 minuti dalla penetrazione all'eiaculazione). Da qui possono subentrare meccanismi di imitazione nel tentare di realizzare ciò che si è visto, rischiando così di andare a minare la fiducia in se stessi e provare un senso di fallimento. Bisogna ricordare che il sesso non è una competizione con se stessi o un motivo per farsi vanto con gli amici, ma un momento di profonda condivisione di intimità con il partner.

3. "Non ce l'ho abbastanza grande": anche in questo caso la pornografia aiuta a indurre l'uomo a pensare in modo ossessivo alla misura del suo organo sessuale. In molti uomini c'è la paura di avere un pene di piccole dimensioni, con un conseguente senso di frustrazione. Ciò che comporta la buona riuscita di un rapporto non è di certo la variabile della dimensione del pene, piuttosto sarà fondamentale il feeling mentale che s'instaura tra le due persone. Per aumentare e rafforzare la propria autostima è importante far leva sulle zone erogene femminili e gli esercizi di Kegel. Questi ultimi sono ottimi sia per gli uomini che per le donne.  

hoi-dap-xuat-tinh-som-co-con-khong4. "E se mi deriderà ancora?": il passato ha sempre un ruolo determinante su ciò che siamo oggi, esperienze negative possono instillare una scarsa fiducia che si può manifestare anche durante un rapporto sessuale. Episodi negativi, che la mente ha ormai inevitabilmente memorizzato, possono generare automatismi negativi in grado di condizionare le successive performance: lui deriso dalla partner, lei presa in giro per poca iniziativa... Il passaggio fondamentale è quello di riuscire a scollegare gli episodi negativi e non portarli nel presente affinché non s'inneschino circoli viziosi che portano a provare paura ed ansia, provocando un conseguente calo della libido. 

5. "La prossima volta andrà meglio": affrontare per la prima volta un rapporto sessuale, approcciarsi ad un partner nuovo, sono momenti delicati che possono far salire il nervosismo. L'importante è non farsi prendere dal panico e darsi tutto il tempo necessario, in fondo per qualsiasi cosa c'è la prima esperienza. La maggior conoscenza di se stessi e del proprio partner agevolerà una maggior rilassatezza e una migliore confidenza con il partner. Chi accusa l'ansia da prestazione in questo caso dovrà confidare nella comprensione dell'altro/a, avere il coraggio di dialogare, esprimere le proprie difficoltà e sperimentare senza fretta. La pazienza è l'arma vincente. Il consiglio è quello di proporsi con un approccio rilassato, una respirazione modulata, la focalizzazione sugli stimoli sensoriali ricevuti e dati e abbandonando i pensieri negativi.

6. "A chi posso chiedere aiuto?": bisogna valutare anche l'ipotesi che il problema sia legato ad una disfunzione fisica. Chi presenta, a causa dell'ansia, problematiche di impotenza o difficoltà di approccio all'atto sessuale con il parnter spesso pratica l'autoerotismo con tranquillità. In questo caso è proprio il confronto con l'altro a scaturire problemi di disfunzione erettile o vaginismo. Al di là delle soluzioni farmacologiche (es. viagra), il consiglio è quello di considerare di rivolgersi ad un sessuologo o psicoterapeuta per imparare ad affrontare la questione alla base, non solo per contenere farmacologicamente i sintomi visibili.

7. "Sono stressato": la vita sempre più frenetica che si affronta tutti i giorni non è di certo amica della sfera sessuale. Ci si può sentire demotivati, poco stimolati nel fare sesso con il partner. Lavoro, famiglia, figli, incomprensioni con il partner sono fattori di stress importanti che condizionano anche l'attività sessuale. Il sesso stesso è un grande fonte di stress seppur positivo e piacevole (eustress). è necessario essere in questi momenti ancor più indulgenti e comprensivi con se stessi. Il consiglio è di concedersi dei momenti di intimità col partner (massaggi, coccole, doccia assieme) che non devono per forza avere una connotazione sessuale, ciò permetterà all'ansioso di mettere da parte tutti i pensieri sui problemi accumulati e dedicarsi al sesso con maggiore confidenza. 

Maurizio Sgambati


Per approfondimenti e altri articoli specifici del dott. Sgambati visitate il sito www.psicosgambati.it


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About Author

Psicologo Psicoterapeuta ed Analista Transazionale Certificato. Effettuo attività di consulenza psicologica e psicoterapia come libero professionista in privato privilegiando le problematiche del singolo adulto. Collaboro con alcune associazioni di promozione sociale offrendo formazione e supervisione professionale. Per Noi2 Magazine scrivo articoli di taglio psicologico riguardanti il mondo delle relazioni.

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