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Figli combinaguai e responsabilità genitoriale

La coppia di genitori viene spesso messa alla prova dal comportamento dei loro figli, che a volte combinano dei veri e propri guai coinvolgendo la famiglia, anche a livello economico. Ne nasce una crisi che comporta discussioni tra genitori e figli e, quando necessario, l’intervento di un legale. È una questione di responsabilità, come ci spiega l’avvocato Arnaldo De Vito.

Mio figlio ha causato dei danni a scuola. Come dobbiamo intervenire noi genitori? Chi paga?

Educare i figli non è soltanto un dovere nei loro confronti, ma rappresenta anche un obbligo nei confronti della collettività.

Figli maleducati, irrispettosi o violenti che provocano danni a terzi, mettono infatti a repentaglio il patrimonio della famiglia, che risponde delle loro “ragazzate” ai sensi dell’art. 2048 del Codice Civile. Fino al raggiungimento della maggiore età, infatti, la legge prevede che siano i genitori a pagare i danni cagionati dalla prole indisciplinata.

Facciamo qualche esempio: vostro figlio litiga con un compagno di classe, lo colpisce al volto, rompendogli gli occhiali e il naso. Il danno può arrivare anche a 4-5.000 €. Chi paga?

La famiglia, naturalmente. Ma non solo: se l’episodio è capitato a scuola, o durante l’allenamento di basket piuttosto che di pallavolo o di calcio, altri attori vengono investiti di responsabilità.

Secondo il Codice Civile sussiste infatti un’ulteriore responsabilità che coinvolge gli insegnanti, di qualunque genere (sia in ambito scolastico, che nelle attività sportive pomeridiane), per i comportamenti che si verificano nel tempo in cui i minori sono loro affidati. Responsabilità questa che si aggiunge, ma non elimina quella dei genitori, ai quali si imputa pur sempre un generico difetto di educazione (la c.d. “culpa in educando”).

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“E se mio figlio commette reati? Se si fuma le canne?”, chiedono spesso genitori apprensivi.

In questo caso, fortunatamente la responsabilità penale è sempre personale, quindi il ragazzo “trasgressivo” risponderà personalmente davanti al Tribunale per i Minorenni delle proprie condotte, senza un coinvolgimento diretto dei familiari.

Come ci si può tutelare dal rischio di incappare in una richiesta risarcitoria da capogiro? Con una semplice assicurazione. Tutte le polizze così dette “famiglia” coprono infatti la responsabilità dei minorenni per danni procurati a terzi, a prescindere dalla loro età.

Non bisogna però cadere nell’errore di ritenere che un bimbo piccolo non possa provocare grossi danni… perché non è così: ricordo il caso di una bimba di neanche due anni che correndo per strada è andata a sbattere contro una motocicletta parcheggiata, facendola cadere sulla carreggiata, e provocando così un danno enorme non solo alla motocicletta (d’epoca, peraltro), ma anche all’autovettura che in quel momento sopraggiungeva.

In mancanza di un’assicurazione, i genitori avrebbero rischiato persino il pignoramento della casa familiare.

Ciò che mi sento di dire ai genitori, in ultima istanza, è di ricordarsi che un comportamento maturo e responsabile nella gestione delle “marachelle” dei propri figli insegna a questi ultimi maturità e responsabilità.

avv. Arnaldo De Vito

L’avvocato è disponibile a rispondere ai vostri quesiti. Scrivete a domande@noi2magazine.com.

 

 

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