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Iena ridens

La iena maculata o iena ridens è il membro dell’ordine dei carnivori più sociale, avendo i gruppi composti del maggior numero di membri e i comportamenti sociali più complessi. La sua organizzazione sociale infatti dimostra più somiglianze con quella dei primati (tra i quali noi uomini) che agli altri carnivori nel numero di membri, struttura gerarchica e nella frequenza di incontri sia tra i parenti, sia tra gli esemplari non imparentati.

No, non è un documentario anche se posso immaginare che già dopo le prime due righe, vi sia passata per la testa la sigla di Super Quark (non me ne vogliano Piero Angela ed erede, amo questo genere di palinsesti anche se la mia stanchezza prende spesso il sopravvento sulla mia curiosità).

Ma vi dice nulla tutto questo?

Perchè io, nella mia esperienza di mamma e giovane donna, trovo che questa descrizione appartenga a parecchie specie di mammiferi sulla terra. Lo so, lo so, è elementare cadere nell’ironia facile sulle suocere e tutte le dicerie popolari che accompagnano questa categoria (della quale anche io, tra qualche decennio farò parte e probabilmente anche voi).

Ma non voglio addentrarmi troppo nella mia parentela.

Mi limiterò a raccontarvi come ho conosciuto il genere ridens e cosa ho imparato da questa convivenza.

Perchè trovo che questa definizione appartenga in maniera viscerale ad un gran numero di persone, in particolar modo del genere femminile, più di quanto noi stessi non discendiamo dalle scimmie.

Ho avuto il privilegio (solo ora lo capisco e lo definisco tale) di avere a che fare con donne (spesso anche mamme) che rispecchiano pienamente il prototipo preso a campione dallo studio zoologico su questa specie animale.

Ho avuto il piacere di incontrare e dialogare (per quel poco che mi è stato concesso di esprimermi) con persone dai tratti altamente ridens e questo mi ha permesso di classificare due tipologie dai tratti apparentemente simili: l’esemplare ridens e l’esemplare ridens constrictor.

[…avendo i gruppi composti del maggior numero di membri e i comportamenti sociali più complessi...]

L’esemplare ridens vive in comunità eppure non caccia in branco, preferisce godere del proprio potere in autonomia, non ama spartire i meriti dei suoi sforzi con altri esemplari.

Spesso si avvicina alle cerchie che sceglie come sue prede e le studia, le esamina da molto vicino, con assoluta invadenza e senza il minimo pudore. Non si avvicina di sottecchi, ma con grande enfasi di movimento e di rumore tratti per i quali è pressoché impossibile non notarla. La sua presenza, sebbene sia da subito motivo di fastidio da parte della comunità o di alcuni membri, non le impedisce di manifestarsi in tutto il suo egocentrismo.

Nella mia giovane esperienza ho imparato a conoscere il genere ridens già all’orizzonte.

Le sue armi di seduzione e di caccia si distinguono in tre fasi a seconda del livello di avanzamento del suo attacco.

Fase 1: la conquista della preda

[…dimostra più somiglianze con quella dei primati (tra i quali noi uomini) che agli altri carnivori nel numero di membri, struttura gerarchica, e nella frequenza di incontri sia tra i parenti che tra gli esemplari non imparentati...]

L’esemplare ridens si insinua all’interno delle gerarchie e lì affonda le sua radici, come un baobab. Nodose, lunghe e ben piantate nel terreno, succhiano la linfa vitale circostante e si alimentano dell’altrui felicità, della realizzazione e della scalata sociale altrui. L’esemplare ridens non gode della propria posizione sociale, ma ricerca sempre il vertice maggiore, anche quando lo riveste completamente. Inizialmente, nella fase di colonizzazione delle prede, l’esemplare ridens utilizza la tecnica del completo compiacimento.

Questo deve già mettervi in allarme nonchè essere già premonitore della prossima fase.

Fase 2: l’inserimento sociale

Di qualsiasi ordine e grado sociale faccia parte l’esemplare ridens, dopo aver conquistato la vostra stima e fiducia, tenterà di inserirsi all’interno della vostra cerchia. Questo al fine di studiarvi più da vicino, nell’intimità dei vostri pensieri, delle confessioni che voi stessi le rimanderete. Arrivati a questo punto siete prede facili.

Conosce i vostri punti di attacco e sa come ragionate.

Fase tre: la palesazione

È qui che l’esemplare ridens da sfogo al più animale dei suoi istinti: l’attacco. Perchè seppur sia un predatore formidabile, l’esemplare ridens non è in grado di mantenere a lungo il suo atteggiamento di apparente innocenza. E quando si palesa a voi, è tardi.

Siete prede del suo egocentrismo e della sua ingiustificata ira, del suo modo altezzoso di farvi notare quanto incapaci siete elencandovi tutta una serie di difetti che nemmeno pensavate vi appartenessero. L’esemplare ridens credo sia una figura tanto semplice nella sua prevedibilità quanto bizzarra nella sua instabilità. L’esemplare ridens, anche una volta raggiunta la sua preda, non riesce a godere del suo successo. Preferisce piangersi addosso continuamente e probabilmente da questo trae più godimento dalla caccia stessa più che dal trofeo che stringe tra i denti.

Dal canto suo, invece, l’esemplare ridens constrictor utilizza una tecnica altamente strategica: il silenzio.

Difficilmente l’esemplare ridens constrictor si avvicina chiassosamente. Spesso si mimetizza nell’ambiente rimanendo in disparte. Preferisce autocommiserarsi e palesarsi come vittima piuttosto che come carnefice. Eppure è la specie più pericolosa che esiste: lo dice la stessa parola constrictor. È capace di uccidere anche grandi prede avvolgendole e soffocandole nelle sue spire, proprio come il boa. Abile cacciatore in grado di infondere il dubbio nella sua preda, che viene soffocata dal suo stesso senso di inadeguatezza e di incapacità. Credo che sia l’esemplare più invadente, falso e pericoloso.

Chi di noi non ha mai avuto a che fare con l’esemplare ridens e ridens constrictor?

Eppure devo ringraziare queste bizzarre figure perchè è grazie a loro che rafforzo quotidianamente le mie convinzioni e soprattutto lotto energicamente per mantenere il mio ruolo all’interno del mio branco.

Ed alla fine questo fa di tutti e tutte noi potenziali futuri ridens, o ridens constrictor.

Sta solo a noi, ed alla salute mentale nella quale dobbiamo riporre le nostre speranze oltre che il nostro lavoro, decidere se diventarlo o meno.

 

Elizabeth Tagliavini

 

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Elizabeth Tagliavini

Prima di quattro fratelli (due maschi e due femmine) vivo in un paesino di provincia nel reggiano dove tutti si conoscono, di nome o di vista. Oltre alla mamma, nel "tempo libero" sono educatrice in un nido d'infanzia e amo il mio lavoro anche se a volte mi priva di tante energie. La mia vita ha preso una svolta inaspettata quando, nel novembre 2015, ho deciso di aprire un blog www.unthetraamiche.wordpress.com nato per scherzo e per sfida verso me stessa, perché alla soglia dei 29 anni mi sono detta che non è mai troppo tardi per capire cosa fare da grande. E da cosa nasce cosa eccomi qua a scrivere.


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