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Riti di passaggio prematrimoniali: l’addio al celibato/nubilato

In una società come la nostra, nella quale il sentire individuale la fa da padrone, l’importanza dei riti di passaggio è notevolmente scesa. Mentre “una volta” c’erano tutta una serie di cerimonie che segnavano il passaggio da una fase all’altra della vita (vedi per esempio i sacramenti religiosi), al giorno d’oggi ognuno fa un po’ ciò che gli pare. I riti di passaggio da eventi socialmente codificati stanno diventando riti privati, quindi non sono scomparsi, ma sono diventati più intimi, meno plateali. Basta fare l’esempio di azioni come l’uso di tatuaggi, i raduni rock, le feste di addio al celibato; sono momenti in cui senza nemmeno rendersene conto si espleta un rito intriso di sacralità.

C’è da chiedersi ora cosa comporta a livello psicologico questo cambiamento antropologico dei riti di passaggio. Prendendo in esame il viaggio di pochi giorni di addio al celibato organizzato dal futuro sposo assieme ai suoi amici, è evidente che il protagonista della festa dovrà essere sottoposto a varie tentazioni, simili prove da superare necessariamente per passare ad una fase conseguente della sua vita. Dimostrare di saper controllare e gestire le proprie pulsioni serve a confermare la sua maturità e sicurezza della sua relazione sentimentale. È un vero e proprio rito composto di diverse fasi: la fase iniziale di separazione dal contesto usuale di famigliarità (il viaggio), la fase di marginalità in cui il futuro sposo deve affrontare le tentazioni, la fase di rientro con una diversa e superiore maturità. Può capitare che questo evento non sia considerato così profondamente un rito di passaggio e che la sua realizzazione perda significato diventando un semplice gioco fra amici, una goliardata. Da questo punto di vista, c’è la possibilità che non venga colto il senso più simbolico e profondo dell’esperienza.

fa8de676-2367-4920-910d-b8b070b22b14Addio al celibato

L’origine della festa è incerta. Sembra che questa tradizione affondi le sue radici nell’antichità. Alcuni di essi la attribuiscono a feste greche in onore di Bacco o ai rituali di fertilità in Mesopotamia, altri a usi e costumi di Sparta. Fino ai tempi nostri, l’addio al celibato si festeggiava solo per gli uomini. Il rito sociale dell’addio al celibato è improntato ad uno spirito goliardico e vede la partecipazione dei più stretti amici del futuro sposo, tutti di sesso maschile. Tradizionalmente, l’addio al celibato è organizzato dal testimone dello sposo. L’obiettivo di questo festeggiamento è di poter dare al futuro sposo la possibilità di fare un’ultima notte da “single”. Questo in previsione del fato che dal matrimonio in poi la sua vita si trasformerà in vita di coppia e non gli sarà più data chance di fare certe esperienze da solo. Solitamente, sempre con questo spirito, lo svolgimento dei rispettivi festeggiamenti di nubilato e celibato, viene nascosto alla controparte, per mantenere lo spirito di “ultima notte celibe/nubile”.

Addio al nubilato

Bisogna aspettare la rivoluzione sessuale degli anni 60-70 per poter parlare di questa festa in versione femminile. In ogni caso, occasioni di questo tipo risultano rare almeno fino agli anni 80 e il primo libro che espressamente ne tratta è stato pubblicato solo nel 1998. Ne consegue che il significato di questo evento si avvale anche di una connotazione culturale se interpretato come una dimostrazione di uguaglianza di genere. Se inizialmente l’addio al nubilato indicava una manifestazione legata al tema della liberazione sessuale, oggi ha senso più ampio e corrisponde a qualsiasi tipo di festa organizzata (solitamente dalla damigella d’onore in collaborazione con le amiche, altre damigelle) per “salutare” la futura sposa, che si immolerà al ruolo di moglie e amante.

In sostanza, quindi l’addio al celibato/nubilato segnala il passaggio dallo stato civile di celibe/nubile a quello di sposato/a, è quindi a tutti gli effetti un rito di passaggio, ma che in tempi moderni, caratterizzati dalla forte personalizzazione di tutto ciò che ci accade, viene rivisitato dagli amici in base al carattere e alla personalità del festeggiato.

Ad ognuno il suo!

 

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