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Primo incontro …all’altare

Come spesso accade, programmi che hanno successo in america, vengono poi proposti in Italia, è il caso di “Married at first sight”, arrivato in Italia quest’estate sotto il nome di: “Matrimonio a prima vista Italia”. Un reality show con i confetti! Un esperimento scientifico che fa riflettere sul come certi reality show possono entrare in dinamiche psicologiche, studiando alcuni soggetti e creando incontri che possono infine portare a storie che si consolidano. Questo programma ha messo in discussione tutti i canoni classici del concetto di matrimonio, scardinandolo e rendendolo un reality interessante sia sotto il profilo psicologico, sia scientifico. Il primo incontro si realizza proprio all’altare: i protagonisti non si sono mai visti prima evitando così tutta la fase conoscitiva e creativa della coppia. cq5dam-web-738-462L’amore spesso è sentire le farfalle nello stomaco, innamorarsi, condividere, studiarsi reciprocamente e prendere decisioni importanti dopo essersi conosciuti. Qui invece il reality butta all’aria ogni regola predefinita, la dinamica è davvero agli antipodi rispetto ad una storia d’amore “classica”. Lo studio scientifico ha selezionato sei partecipanti, attraverso un team di esperti (nella foto: lo psicologo Gerry Grassi, la sessuologa Nada Loffredi e il sociologo Mario Abis) che li ha “accoppiati” proponendo una cosa folle ed intrigante allo stesso tempo: un matrimonio al buio. Senza mai essersi visti prima, a scatola chiusa, i sei concorrenti hanno deciso di intraprendere questa sfida e mettersi in gioco. Arrivare all’altare, vedersi, sposarsi, andare in luna di miele e convivere per cinque mesi per poi alla fine decidere se continuare la vita coniugale o separarsi.

Questo esperimento scientifico non è finito nel migliore dei modi poiché tre matrimoni su tre non sono andati a buon fine. Le carte del divorzio sono state firmate e i sei concorrenti non hanno proseguito la loro avventura amorosa. Se vogliamo dirla tutta, la colpa di queste tre interruzioni è attribuibile al genere maschile, perché se fosse stato per le tre concorrenti donne (Annalisa, Alessandra e Lara) il matrimonio sarebbe continuato con i rispettivi partner (Fabrizio, Andrea e Marco).

 

La prima stagione ha avuto un discreto successo, un reality molto discusso ma anche apprezzato perché si sono aperti già i casting per la seconda edizione. Le telecamere seguiranno di nuovo tutte le dinamiche dei partecipanti e valuteranno attentamente ogni aspetto psicologico, relazionale e di vissuto passato. Il reality show mette davanti agli occhi degli italiani una nuova modalità, forse macchinosa e distaccata, calcolando compatibilità e possibili coppie. Ma può essere davvero gestito e programmato a monte l’amore?

 

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