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Uomini e Donne e il trono gay

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Il programma di Maria De Filippi Uomini e Donne da sempre rappresenta il programma televisivo che porta nelle case di tutti l’impatto del primo incontro e la nascita di una storia d’amore. Ha un riscontro mediatico altissimo e ora diventa simbolo della Tv al passo coi tempi. Possiamo chiamarla “rivoluzione”, senza pretese, senza scandali, puramente legata alla scelta di far vedere ciò che esiste e c’è nel mondo odierno: la trasmissione ha aperto le porte all’amore gay e già alla fine della scorsa stagione, al primo sentore di questa novità, il pubblico si era diviso tra chi era propenso e chi non apprezzava. uomini-e-donne-trono-gayfb_1200x628_In questa scelta così ardua e delicata non poteva comunque mancare la solita “modalità De Filippi”, fatta di suspense e attesa (nonché una sferzata di ascolti, ben 3 milioni di spettatori nella prima puntata), fino a quando è entrato lui: Claudio Sona, ragazzo di 28 anni. Titolare di un bar a Verona, si cimenta in questa avventura televisiva a testa alta, portando a casa di tutti gli italiani una realtà che spesso viene tenuta nascosta, quella dell’omosessualità. Maria De Filippi senza strumentalizzare la situazione, nè cadere nel trash, ha mantenuto la sua linea e molto spontaneamente ha presentato questo nuovo tronista, senza clamore. La De Filippi, quindi ha sconfitto un tabù parlando di omosessualità nel modo più naturale e trasmettendo agli spettatori una sensazione di normalità. Claudio Sona durante la sua prima in Tv ha raccontato del suo rapporto molto profondo con la famiglia, sottolineando il suo carattere determinato e di come aveva trovato il coraggio di fare coming out con i genitori. Il ragazzo veronese ha anche detto: “È stato il giorno più bello della mia vita quello in cui ho confessato il mio orientamento sessuale, ora mi voglio innamorare: cerco un uomo che mi tenga testa e con cui fare dei progetti”.

La vera sfida per Maria è comunque trovare la chiave giusta per rendere questo momento televisivo indipendente e affascinante, al di là della novità e dello scalpore che possono portare gli esordi. Non è semplice infatti per i protagonisti lasciarsi andare e raccontarsi davanti alle telecamere, forse non abituati a mettersi in gioco in modo così aperto. Il rischio è quello di diventare noiosi e di non piacere ad un pubblico che ama particolarmente la spigliatezza e la trasparenza dei partecipanti. Ma in fondo, questo pubblico è davvero pronto?

 

 

 

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