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Single geografica

Separazione, eh? Mamma che ansia.. Questa settimana ne dobbiamo proprio parlare… Beh, la separazione non è solo quando i membri di una coppia prendono strade diverse, separazione è uno stato, una condizione, che vivono molte coppie quando uno dei due partner lavora o studia in un’altra città, o quando uno dei due pendola da un’altra città. Come sapete per le mie ben note vicende personali, ho una certa esperienza in questo ambito, perchè oltre ad avere avuto un lungo rapporto a distanza, ho anche sperimentato il pendolarismo dopo il matrimonio e la separazione per lunghi periodi di tempo causa il lavoro di mio marito… Quindi, di fatto, anche se ahimè non sono sul mercato dall’età di 15 anni, sono stata single geografica per parecchio tempo…In sintesi cosa ne penso? Che fa schifo… Che una coppia, e a maggior ragione una famiglia, non dovrebbe mai dividersi, dovrebbe sempre rimanere unita, ma che sono così vari i casi della vita che a volte, pur non volendo, si percorre questa strada per pagare un mutuo, per una stabilità economica futura, perché proprio il lavoro dell’altro è in un’altra città, o lo porta via per parecchie settimane all’anno. Quindi, se vi trovate in questa situazione, non disperate: ho imparato qualche trucchetto per sopravvivere e farne addirittura una risorsa.
Dunque, dicevamo, siete voi quelli che restate? No, perché io ho sempre fatto la parte di quella che restava e che diceva a se stessa come Rossella O’Hara “Domani è un altro giorno!”
Complimenti, siete la parte lesa! Ma tranquilli a tutto c’è rimedio.

Vi vedete solo il weekend, una volta al mese? State a sentire, non ha importanza.

Il giorno della partenza, che è quasi sempre una domenica pomeriggio o un lunedì mattina (che già fanno schifo di per sé),  godetevela con il vostro partner e con i vostri bambini, senza pensare che si concluderà con un “alla prossima”. Fate finta che non debba partire, in maniera da sfoderare il magone solo all’ultimo momento, insomma fate che sia una bella giornata in modo da lasciare un bel ricordo dentro di voi e nei bambini soprattutto! Noi, per esempio, facevamo sempre colazione al bar con cornetti caldi e cappuccino (alla dieta ci si pensa domani).

4119791_ml1. Consiglio prosaico: il giorno della partenza mostratevi al meglio, in modo che il vostro partner non pensi che a casa ad aspettarlo ci sia la Jabba the Hutt di Star Wars, ma un bel bocconcino.

2. Consiglio romantico: sicuramente messaggi con “mi manchi” e “ti amo” faranno da corredo all’assenza, ma sono ancora più efficaci saranno bigliettini scritti di vostro pugno che nasconderete nelle valige o nel pranzetto al sacco che si porterà in viaggio; faranno sentire la persona che va via amata e soprattutto attesa.

3. Consiglio pratico (questo vale sempre): abbiate una vita! Coltivate interessi, di modo che, quando il consorte non c’è, non naufraghiate come il Titanic. Magari se non ne avete, è il momento giusto per cominciare: andate al cinema, frequentate un corso di ballo, taglio e cucito, danza del ventre.. Anzi meglio qualcosa che vi dia ancora più appeal al suo ritorno, come per esempio un corso di pool dance, perché no? L’importante che siano attività che vi ricreino, e che non vi arrechino stress in più! Le menate per la dieta vanno bene, basta che non vi limiti ulteriormente nel fare cose piacevoli.

4. Coltivate amicizie sempre! Sia quando c’è, che quando non c’è l’altra persona. Gli amici sono una benedizione. Se non ne avete, non è perché siete una persona sincera ma perché avete un carattere di merda (N.B.). Gli animali da compagnia vanno bene, ma non sono loro che vi trascineranno via dal divano e vi toglieranno il pigiama per uscire a prendere un poco d’aria, e nel caso, vi aiuteranno ad aver un aspetto presentabile, suggerendovi una doccia.

85. Solidarietà genitoriale. Se avete bambini, si sa che la gestione famigliare senza un genitore è spesso difficile. Non fate gli eroi ma fatevi aiutare, cercate se siete lontani dal raggio d’azione dei nonni, persone di fiducia che vi possano aiutare praticamente: la mamma del compagno di scuola per prenderlo da scuola o una baby sitter di fiducia per quando si ammalerà inevitabilmente.

6. Uscite! I giorni immediatamente dopo la partenza sono i più brutti. Fate qualcosa di piacevole e non rinchiudetevi in casa con la scusa del cambio stagione, stirare o finire del lavoro dall’ufficio… Uscite, uscite, uscite! E vedete gente che volete vedere.

7. Vade Retro. Bandite dalla vostra vita quelle persone che seminano il tarlo del dubbio. Siete fragili e non potete altro che fidarvi dell’altro. Quindi l’amica stronza che vi dice “…E tu ti fidi di lui..? I mariti non vanno lasciati troppo soli!” Mandatela a fa****o subito.

8. Parlatene. Se proprio non ci riuscite a fidarvi e il tarlo del dubbio vi divora,spiegate al vostro partner il vostro bisogno di essere rassicurate, prima di passare per stalker/hacker, con controlli incrociati delle varie chat e e produrre un effetto di ulteriore allontanamento: questo è garantito.

9. Concentratevi. Visto che telefonate, messaggi e video, sono il mezzo di sostentamento della vostra relaziona a distanza, quando vi sentite fatelo nel massimo rispetto dell’altro, perché vi garantisco che chi sta dalla altra parte soppeserà ogni vostra parola, decodificherà dalla vostra voce ogni sfumatura e i conseguenti “film mentali” saranno sempre dietro l’angolo. In sostanza: se dovete telefonare a vostro marito, o vostra moglie, non smarcate la pratica ad orario. Parlateci senza guardare contemporaneamente tv o pc… i nervi dell’altro ve ne saranno grati.

vaikas-56e128ba4919010. I bambini. Importantissimo: se ci sono dei bambini, tutto quello detto fin qui vale 100 volte tanto. I bambini soffrono tantissimo la lontananza di un genitore. Arrivano a somatizzarne l’assenza con fantomatici malesseri come mal di pancia, nervosismo, ripicca sul genitore che resta.. Nella fattispecie io ero il parafulmine di tanti malumori dei miei bambini. Quindi al papà o alla mamma che sono fuori appello importante: fate capire ai vostri figli che anche lontano pensate a loro sempre. Sembra scontato ma non lo è.

11. Cercate di circoscrivere lo struggimento della separazione. Dire “mi manchi” tra mille lacrime, dopo un po’ stanca. Non siate una zavorra per l’altro che non c’è. Di solito dall’altra parte la situazione non è facile come può sembrare, anche se voi siete alle prese con i bambini, i compiti, lo sport, il lavoro ecc.

12. Abbiate dei rituali piacevoli anche a distanza: per esempio, stabilite un appuntamento telefonico o video chiamata la sera per la buonanotte, o la sveglia del buongiorno. L’ importante è che lo rispettiate.

13. Telefonate fuori orario. Al genitore che resta: se durante la giornata i bambini vi chiedono di parlare con il papà o la mamma lontani, o vogliono raccontargli qualcosa, telefonategli, nei limiti del possibile. Vi garantisco che è importantissimo creare una continuità in un rapporto con un genitore fuori. Ciò non crea frammentazione e i bambini sapranno sempre che sebbene altrove, il papà o la mamma lontani, si preoccupano per loro e si occupano di loro.

sopresa-e-apprendimento14. Regali. Ovviamente comprate un piccolo pensiero a testimoniare il fatto che avete sentito la loro mancanza. Anche i bambini, con disegni o lavoretti devono contribuire a far sentire il genitore via per lavoro desiderato: quindi via libera a manufatti ecc.. Se al rientro, il bambino farà il broncio e non vorrà parlare o andare incontro al genitore, o addirittura non vorrà parlarci al telefono quando è via, beh… sappiate che è tutto normale… armatevi di pazienza.

La separazione per periodi di tempo, è veramente difficile da gestire a volte, ma ha come vantaggio il non implodere della coppia che anzi, a volte si riossigena.

Un rapporto a distanza è fatto di separazioni e ricongiungimenti continui. Se lo struggimento per l’altro che non c’è è solo vostro, non perdete tempo e mandatelo a quel paese all’istante, è un investimento emotivo troppo oneroso per uno/a che ha una comoda  doppia vita.

Lisa Coccioli

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Lisa Coccioli

Sono nata a Taranto nel '75, ho una laurea inutile in Scienze Ambientali. Sposata nel 2003 ho seguito mio marito nei suoi trasferimenti: a Roma sino al 2009, in Germania sino al 2012. Lì, oltre a mangiare wurstel, frequentare un corso di tedesco e fare la mamma, volevo parlare con qualcuno e così ho insegnato italiano ai tedeschi nelle scuole serali. Nuovamente a Roma, poi a Taranto dove resteremo per un paio di anni. Ho 3 bambini, adoro leggere, ascolto le beghe sentimentali delle mie amiche, guardo film e cucino. Per smaltire le calorie di ciò che preparo, corro due volte a settimana. Odio stare a casa... preferisco l'aria aperta coi bambini.


3 thoughts on “Single geografica

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