La perdita di un famigliare

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La perdita di un famigliare

La perdita di un famigliare

La perdita di una persona all'interno della famiglia è un'esperienza che distrugge la quotidianità e destabilizza gli equilibri preesistenti. Separarsi in questo caso è un'azione inevitabile e chi resta deve trovare il modo per superare questo momento difficile.

Il lutto investe tre differenti dimensioni: da una parte, quella derivante dalla perdita fisica e psichica della persona, intesa come corpo e come identità (ad esempio, "mi manca la sua voce, mi manca abbracciarlo"); dall'altra la perdita di una funzione simbolica, ovvero del ruolo che quella persona rivestiva all'interno della famiglia (ad esempio, "lui gestiva le bollette e gli aspetti economici della casa: ora tocca farlo a me e non l'ho mai fatto prima!"); infine, ogni membro della famiglia fa mettere in gioco una parte differente di noi, proprio per le dinamiche relazionali ed affettive che si creano all'interno del sistema familiare stesso: ad esempio, i fratelli solleciteranno la parte di noi più complice, scherzosa ed espansiva, i nonni quella più rispettosa e di cura, i genitori quella più autorevole, e così via. Quindi, il lutto riguarda anche la perdita di una parte di noi che quella persona risvegliava o sollecitava nella reciproca interazione.

Ma come fa la famiglia a rialzarsi dal dolore del lutto?

Chiaramente ogni persona ed ogni famiglia ha i suoi tempi e le sue modalità, non c'è una tempistica che può essere stabilita a priori: dipende dalla tipologia di lutto (se traumatico, se dettato da una malattia, se è causato da un suicidio), da quale membro della famiglia ha colpito (il dolore c'è ugualmente, ma nel caso in cui sia morto un figlio giovane la reazione sarà diversa rispetto a quella per un genitore anziano malato da anni).

Elisabeth Kübler-Ross, psichiatra svizzera che si è occupata di assistere i pazienti malati terminali, individua cinque fasi che si susseguono naturalmente nella rielaborazione del lutto, sia a livello familiare che individuale. Essendo fasi e non stadi evolutivi, possono succedersi con un ordine differente, possono essere co-presenti, possono essere cicliche.

Vediamole insieme nel dettaglio:

  1. Negazione e rifiuto del lutto. La reazione iniziale alla notizia della perdita solitamente è: "no, non ci credo", "no, non può essere", "no, non è vero". La persona manifesta la totale negazione dell'evento, ritenendo che non possa essere accaduto.

  2. Rabbia, in cui sovente si sente dire: "non è giusto, perché a me!?". In questo caso, la persona è investita da forti emozioni aggressive e di rabbia, poiché vive la situazione come una profonda ingiustizia.

  3. Contrattazione. In tale momento, la famiglia comincia a pensare alla riorganizzazione degli equilibri interni "magari delle bollette ora mi occupo io, alla spesa ci pensi tu e lui si occupa dei lavori di casa". È un momento di passaggio connotato da una certa ambivalenza, in cui si oscilla tra la rabbia propria della fase precedente, la depressione di quella successiva e la volontà di pensare a come muoversi concretamente.

  4. Depressione. È un momento complesso, in cui il sistema familiare prende reale consapevolezza della perdita che ha subito, vivendo un forte dolore, i sensi di colpa per non aver fatto abbastanza, il senso del vuoto che deriva non avere più accanto la persona cara "avrei potuto essere più presente", "mi manca tanto, soprattutto quando vado a dormire ed il letto è vuoto". Se la famiglia è caratterizzata da buone risorse ed i membri riescono ad appoggiarsi l'un l'altro nel momento di difficoltà, sviluppano una buona resilienza che permette loro di superare la quarta fase acquisendo un nuovo equilibrio.

  5. Accettazione. La famiglia trova il suo modo per rielaborare l'accaduto, una sua giustificazione interna ed un suo equilibrio. Possono ancora esserci dei sentimenti di rabbia, di dolore, di vuoto, ma c'è una maggiore consapevolezza, accettazione e capacità di gestire il dolore.


Quando la famiglia, dopo aver affrontato il dolore della perdita, è in grado di trovare le risorse per ottenere un nuovo equilibrio ed una nuova ridistribuzione dei ruoli familiari, è riuscita a gestire e superare il lutto con successo.

 

Giulia Parise

Per approfondimenti o domande specifiche è possibile inviare una mail alla dott.ssa Parise scrivendo a: domande@noi2magazine.com

 

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About Author

Mi sono laureata in Psicologia Clinica a Padova nel 2014, attualmente mi occupo di ricerca ed informazione su tematiche inerenti ai Death Studies, lutto e fine vita. Nel mio lavoro cerco di conciliare la scientificità propria della formazione con la potenzialità espressiva e creativa dell'arte, con lo scopo di favorire l'elaborazione di un pensiero critico e professionale.

2 Comments

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