La sindrome del nido vuoto

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La sindrome del nido vuoto

La sindrome del nido vuoto

L'immagine del nido vuoto rende l'idea del momento in cui gli uccellini spiccano il volo e lasciano il nido vuoto. Questa metafora serve ad indicare quella fase evolutiva nel ciclo di vita della famiglia nella quale i figli (o uno dei figli) diventano "grandi" e quindi si rendono autonomi rispetto ai genitori che devono reinventare sé stessi ed il loro ruolo. Nella normale evoluzione della famiglia, si attraversa la fase dell'indipendenza ed autonomia dei figli senza grossi scossoni, mentre in alcune situazioni la separazione dei figli dal nucleo famigliare porta alla cosiddetta "sindrome del nido vuoto".

Che cos'è la sindrome del nido vuoto? Quando i figli decidono di spiccare il volo, molti padri e madri si sentono tristi. Ma se questa tristezza perdura per troppo tempo e si allarga a tutta una serie di sintomi siamo in presenza della sindrome del nido vuoto:

  • Stati depressivi associati a forti sentimenti di tristezza e solitudine.

  • Senso di vuoto.

  • Senso di inutilità.

  • Senso di colpa se la situazione con il figlio era tesa.

  • Stato di angoscia, lo stesso associato in genere a situazioni di lutto.

  • Difficoltà a concentrarsi.

  • Fatica o incapacità di sentirsi felici.

  • Preoccupazione eccessiva.


I sintomi sono l'espressione della difficoltà ad accettare i cambiamenti evolutivi della famiglia e di assumere un ruolo diverso da quello di genitore in toto.

Coppia, figli e ciclo evolutivo della famiglia

Se la coppia aveva dovuto affrontare il passaggio da 2 a 3 (e più) con la nascita di un figlio e vivere il passaggio da un ruolo di partner ad uno di genitore, con la progressiva indipendenza di un figlio, la coppia deve fare i conti con il passaggio inverso ossia da 3 (e più) a 2. Questo sia fattivamente, per esempio quando un figlio va a vivere da solo o trova un lavoro, sia concettualmente, ossia quando i genitori non sono più il centro del mondo del figlio che fa la sua vita (anche emotiva) per conto suo.

La coppia che negli anni non ha saputo mantenere uno spazio a due per dedicarsi completamente al ruolo di genitori è quella che si trova in maggiore difficoltà a reinventarsi. Molto spesso infatti, ognuno dei due partner si è così allontanato dall'idea di coppia per abbracciare l'identità genitoriale, che i due partner si trovano improvvisamente di fronte ad una persona che è diventata un estraneo. Attraversare la sindrome del nido vuoto può essere particolarmente difficile e delicato nei casi in cui la coppia genitoriale si sia appesantita da contrasti e conflitti silenti che sono rimasti ad uno stadio larvale durante la crescita dei figli e che, ora che i coniugi rimangono di nuovo soli, rischiano di provocare crisi e rotture che non si è preparati ad affrontare.

Come affrontare la sindrome del nido vuoto?

Per prevenire e superare la sindrome del nido vuoto è fondamentale acquisire nuove consapevolezze e accettare il cambiamento:

  • La relazione con i figli non sta finendo, ma si svilupperà e verrà vissuta in un modo diverso: si rimane genitori sempre.

  • Prepararsi gradualmente, dando sempre più autonomia ai figli, evitando il controllo eccessivo. In questo modo si evita di trovarsi "soli" dall'oggi al domani.

  • Se una fase finisce, ne inizia un'altra che presenta un ventaglio di possibilità. Bisogna essere creativi e trovare le risorse per ricostituire una propria vita affettiva, sociale e lavorativa (come coppia se si è ancora insieme o da soli) in cui reinvestire quella parte di energie che precedentemente avevano impegnato nella cura dei propri figli

  • Esprimere ciò che si prova ed evitare di chiudersi in sé stessi. Poter parlare di come ci si sente ha un effetto catartico e mette in ordine i pensieri e gli stati d'animo, oltre a ridimensionare i problemi.


La vita ci pone costantemente di fronte al cambiamento, alle novità e alle crisi, ma noi possiamo non aspettare passivi che gli eventi ci travolgano, ma decidere di affrontare ogni giorno attivamente, seguendo la nostra bussola interiore che ci porta dove abbiamo bisogno di evolvere.

 

Antonella Besa

Per conoscere l’attività della dott.ssa Besa visitate il sito www.psicologo-sessuologo-pordenone.com

 

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About Author

Psicologa, Psicoterapeuta e Sessuologa. Per lavoro mi occupo di problematiche della coppia nel mio studio a Pordenone (Studio di Psicologia e Sessuologia Dott.ssa. Antonella Besa). Per Noi2 Magazine mi occupo di fare cultura e informazione sull'universo coppia.

1 Comment

  • Posted on Nov 22, 2016 at 10:01 am

    […] un cucciolo! Peccati di gola per andare in brodo di giuggiole Colpo di fulmine a distanza La sindrome del nido vuoto La tecnologia che avvicina la distanza Le difficoltà dei papà separati Il lutto nella […]

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