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Lo confesso al personal trainer

Essere Personal trainer è dura. Devi costruire i piani di allenamento, saperli destreggiare bene tra i vari impegni dei tuoi clienti, abbinare i workout in modo strategico con l’alimentazione. Tutto ciò con decine di persone tutte diverse l’una dall’altra… ma la parte più difficile resta sempre quella psicologica!

Ebbene sì, perché il PT è solo al 50-60% un allenatore, per la restante parte è il confessore per antonomasia. Colui che ti ascolta in ogni momento per qualsiasi cosa, colui che sì è pronto a darti il suo sostegno fisico, ma altrettanto pronto a darti quello morale. È anche giusto così, perché quando scegli la persona con la quale ricostruirai il tuo corpo e con esso anche la tua struttura di vita molto spesso, le avrai dato la massima fiducia. Come in un rapporto di amicizia (se non di più) il rapporto tra un PT ed il suo cliente si basa proprio sulla rispettiva fiducia e rispetto. Proprio qui casca l’asino, ovvero quando va troppo oltre la soglia del “rapporto professionista/cliente” e si intacca inevitabilmente quella del “rapporto amico/cliente”, per intenderci. Macrologicamente ho diviso per comodità in 3 diverse tipologie di persone, quelle che decidono di farsi seguire da un Personal Trainer, partendo da quelle più introverse e restie a dare confidenza, fino a quelle che… beh… sarebbero capaci anche di raccontarti quante volte sono andate al bagno in una settimana, dettaglio per dettaglio! Ma non dilunghiamoci oltre e iniziamo la classifica con:


1. “I RESTII”

16_foto_personal_trainer_with_clientQuesta classe di clienti per l’appunto non danno troppo fiato alla bocca, se non per dire sicuramente qualcosa che andrà contro ciò che gli hai spiegato fino a quel momento. Tendenzialmente sono soggetti obbligati dal/dalla partner a fare palestra per perdere peso ed entrare magari in quei dannati pantaloni taglia 46 prima del matrimonio della cugina. Quindi vien da se che l’ultima cosa che pensano di fare andando in una palestra è proprio socializzare! L’essere umano resta un “animale sociale” e dunque per quanto il guscio di questi soggetti possa essere duro, alla fine con un po’ di simpatia e professionalità, si rompe sempre. Ho avuto a che fare nella mia fresca esperienza da PT anche con persone così e devo dire che, forse grazie alle mie doti empatiche, sono riuscito per mia fortuna a rompere il ghiaccio fin dai primi giorni, facendo riscoprire i benefici ed il piacere dell’attività fisica anche a 50enni che praticavano solo calcetto alle medie. Ciliegina sulla torta fu pochi anni fa, quando un signore sulla quarantina, aprì il suo muso duro rivelandomi che aveva addirittura seguito un ciclo di anabolizzanti circa dieci anni prima perché spinto da alcuni amici aspiranti body builder! Rimasi scioccato quando mi disse che neanche sua moglie era a conoscenza di ciò e, avendo inquadrato la classe della persona (“restio” appunto), ero certo che mi stesse dicendo la verità dato che sì, loro parlano poco, ma quando parlano non sprecano fiato e quindi non avrebbe senso dare fiato alla bocca solo per dire bugie.


4755115242. “GLI ESTROVERSI”

Saliamo di grado (per modo di dire) e troviamo gli “estroversi”. Ripeto che questa è una classificazione a grandi linee, quindi ci sarà sempre chi si piazzerà nel mezzo tra una di queste tre categorie che sto elencando. Questi soggetti solitamente iniziano palestra “at cazzum” e solo successivamente, un po’ spinti dagli amici ed un po’ dal/dalla partner, si decidono a chiedere una mano ad un professionista. Esordiscono raccontandoti tutti le loro esperienze sportive ed alimentari, anche della partita di volano che fecero 22 anni prima col compagno di scuola e della merendina che hanno mangiato tre settimane prima per un attacco di gola. Ed in parte è giusto così perché, come dico io: “nel più ci sta anche il meno”. Mi colpì la frase di una signora leggermente in carne con cui chiacchieravo mentre lei era sulla macchina ellittica: “Gianni, io son grassa perché magno (proprio così alla romana) e quindi è inutile che ti dica che seguo la dieta di Tizio o di Caio. A me piace mangiare e prendo atto del mio peso. Quindi se mi vuoi seguire, sai a cosa vai incontro!“. Mai persona con me fu mai così dannatamente sincera. Perché sì, purtroppo se nella categoria prima di bugiardi non se ne trovavano, qui fioccano a meraviglia e quindi è difficile estrapolare la verità tra tutte le cose che ti dice un “estroverso”, soprattutto quando ti fanno richieste impossibili come perdere 15 kg in un mese e, quando vai a chiedere loro la loro abituale dieta, ti rispondono con un: “Allora, io mangio a pranzo poca pasta con tanta verdura. A merenda qualche biscotto ed a cena solo un po’ di carbonara.” E li resta da interpretare cosa si intenda con poca, tanta, qualche e solo un po’. Ecco perché la parte psicologica in un PT è no importante, è fondamentale!

3. “I TIRACCONTOLAMIAVITA”

pt3-1184x800Eccoci all’ultima macro-categoria che ho potuto riscontrare nel mio lavoro. Prendete la categoria descritta prima, gli “estroversi”, e moltiplicatela per 100! Questi sono gli individui dal quale un professionista del benessere psico-fisico deve stare più in guardia, poiché hanno una capacità incommensurabile nell’entrarti nella testa e leggerti la mente! L’approccio iniziale è con un saluto che supera i 120 decibel e sì, questa categoria è composta quasi completamente da donne. Queste sono quelle persone che cercano un PT perché fa figo. Non hanno la minima idea a che cosa stanno per andare incontro. Pensano che pagare un PT per farsi seguire comprenda solo l’allenamento e che i soldi sborsati dal proprio portafogli, equivalgano automaticamente a centimetri persi sul girovita. La cosa risulterà già difficile perché magari saranno anche soggetti già tendenzialmente in forma e quindi fargli ottenere risultati sarà ancora più difficile (tutto ciò complicato dal fatto che vorranno fare come gli pare). Se tu proponi di fare 5 pasti al giorno, loro ne faranno 3. Se tu dici loro di non esagerare col riscaldamento, loro faranno 25′ di tapis roulant lamentandosi che poi il resto dell’allenamento risulta loro faticosissimo. Se tu consigli loro di non esagerare con gli alcolici, loro ti racconteranno con l’entusiasmo di un bambino che ha imparato a saltare la corda, che venerdì sera hanno fatto un’aperi-cena che era quasi solo “aperi” e niente “cena”…

Ci sarebbero decine di aneddoti da raccontare, ma la più eclatante è stato quando una ragazza, mia coetanea, iniziò a farsi seguire da me nella palestra in cui lavoravo e, quando qualche settimana dopo si iscrisse nella stessa struttura anche il suo ex fidanzato, questa mi obbligò a fingere di essere il suo attuale ragazzo! Inutile spiegarvi l’imbarazzantissima situazione in cui mi trovai quando lui entrò in sala pesi e vide lei civettare spudoratamente con me, tenendomi per il braccio. Queste sono le situazioni in cui mai nessuno vorrebbe trovarsi e meno che mai un professionista, rischiando di passare per “pressappochista” e “marpione”. Vi basti sapere che la suddetta ragazza qualche mese dopo si rifidanzò con il suo ex ed entrambi lasciarono la palestra.

Queste erano a grandi linee, le tre categorie di persone che decidono di farsi seguire da un PT in una qualsivoglia palestra. Come ho detto prima ci sono tantissime altre sfumature e quindi non prendetevela se non vi riscontrate o se vi riscontrate anche fin troppo in una di esse. Ricordate cari clienti (o aspiranti tali) che quando un istruttore o un Personal trainer inizia a seguire il vostro percorso di miglioramento fisico, lo fa per l-a-v-o-r-o. Quindi sarà lui se lo ritiene necessario, ad aprire il suo “guscio della professionalità” facendovi entrare nella “cerchia della confidenza”. Con tutto ciò non sto dicendo di essere seri, duri e perentori, leggete tra le righe.

Io, in primis, sono colui che dà confidenza quasi subito perché se qualcuno cerca la mia consulenza e non sono io a doverlo convincere, so già che questa persona mi ha dato la sua fiducia e quindi regalato un pezzettino di sè. Al giorno d’oggi non è affatto  semplice dare fiducia agli altri, ne sono e ne siete consapevoli. Evitate dunque il fai dai te. Fatevi seguire nel vostro allenamento e nel vostro life style da un professionista, cercando di inserirvi TRA queste categorie e non IN queste categorie.

 

Gianni Cecchetti

 

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Gianni Cecchetti

Toscano, classe 1991, appassionato di fitness. Vengo principalmente dal nuoto e dalla kick-boxe, dove ho vinto un titolo internazionale all'interno della mia federazione. Gli studi (con la "S" maiuscola) inerenti il mondo del fitness, sono iniziati nel 2011 con la Federazione Italiana Fitness, grazie alla quale mi tengo costantemente aggiornato. Nel 2014 ho intrapreso il percorso universitario alla facoltà di Scienze motorie con l'intento di proseguire nel ramo della nutrizione. Sostengo l'applicazione del buon senso nell'attività fisica, nell'alimentazione e nel lifestyle in generale.


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