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Sindrome del marito in pensione

Quando uno dei due coniugi va in pensione può subentrare una crisi? Per la maggior parte degli uomini, aver lavorato per una vita intera e raggiungere la tanto desiderata pensione è una manna dal cielo. Ben diverso invece per le donne che a volte incorrono in problemi di salute. Sta di fatto che quando il marito raggiunge finalmente l’età per smettere di lavorare, per la moglie diventa un dramma.

Due economisti dell’Università di Padova in collaborazione con un Istituto di ricerca indipendente che fa capo all’Università di Bonn, hanno messo in evidenza come il pensionamento di un coniuge incida non solo sull’andamento della vita casalinga e di coppia, ma anche sulla salute dell’altro partner. Gli esperti economisti, hanno studiato la variante dell’incidenza della sindrome sulla base di una riforma del sistema pensionistico nipponico del 2006. Ne è risultato che, per ogni anno di pensione in più del marito, il rischio che la donna finisca per soffrire della sindrome, sale percentualmente.

10-1-1024x681Questo meccanismo, viene chiamato negli Stati Uniti “Retired husband syndrome” (Rhs), sindrome da marito in pensione. Questa sindrome porta la donna, non lavoratrice, ad avere problemi psicologici e fisici a partire dal giorno in cui il capofamiglia va i pensione. Il cambio di routine nel quale il marito non si reca più sul luogo di lavoro come aveva fatto nei quarant’anni precedenti, porta la moglie a prendere nel modo sbagliato la presenza del proprio coniuge a casa tutti i giorni. In Giappone, la Rhs, identificata già nel 1991 da Nobuo Kurokawa, è quasi diventato un problema nazionale. In Italia invece, prima ancora che questa sindrome venisse pubblicizzata ed analizzata a fondo dalle più famose testate giornalistiche americane, ne aveva parlato Paolo Villaggio, con una delle sue tante puntate dell’immortale saga di “Fantozzi”, dove lui andava in pensione. Ma quali sono le caratteristiche per riconoscere questa sindrome?

Uno dei primi sintomi è quello di percepire una sorta di angoscia per il cambiamento. Dopo anni e anni che la moglie ha aspettato il proprio marito di ritorno a casa stanco morto, ora si ritrova invece ad averlo tra i piedi tutto il santo giorno (più che non abbia degli hobby o delle passioni che lo portino fuori casa). Un secondo sintomo è la preoccupazione che entro poco tempo il marito tenderà a non uscire quasi più di casa, inchiodato davanti alla tv o immerso nella lettura del giornale. Questo porterà alla conseguenza devastante dell’isolamento. Un isolamento che porterà la coppia a non avere più rapporti sociali e creare nella donna molte conseguenze fisiche: principi di ulcera, dermatiti e altri malanni di chiara origine psicosomatica.

familyAnche se potrebbe sembrare una cosa irrisolvibile e molto nociva per la salute delle donne, in alcuni continenti si è trovata una soluzione alla sindrome Rhs. Ad esempio, in Giappone, le coppie si affidano a maestri zen specializzati nel gestire questa problema, oppure puntano sulla medicina tradizionale locale e su manuali di sopravvivenza sempre più diffusi in libreria.

Qualora questa sindrome dovesse spopolare anche qui in Italia, come si potrà gestire? Il ruolo del marito sarà determinante. Dovrà mostrare di voler essere attivo, propositivo, di volersi impegnare in qualcosa di concreto imparando magari a fare qualcosa che non ha mai fatto fino a quel momento. Possiamo fare degli esempi: fare la spesa, pagare le bollette, compilare la dichiarazione dei redditi, pulire i vetri delle finestre, ecc. Tutto questo andrebbe fatto anche per consentire alla moglie di avere propri spazi e momenti per dedicarsi a se stessa.

 

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