Le app per bambini: tra gioco e imprenditorialità

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Le app per bambini: tra gioco e imprenditorialità

Le app per bambini: tra gioco e imprenditorialità

Si tratta di un mercato in crescita quello delle "app for kids" dato che oramai i dispositivi mobili sono costantemente presenti nell'infanzia dei bambini di oggi. Le applicazioni vengono utilizzate sia a casa che a scuola, in aeroporto e al ristorante, sono l'unico vero salvagente (sopratutto per i gentiori) in grado di far superare un lungo viaggio in macchina o un pomeriggio noioso. È possibile scaricarle sia gratuitamente che per pochi euro e l'offerta è decisamente ampia: ad esempio si possono trovare app per stimolare il linguaggio, riconoscere forme, colori e i versi degli animali, per imparare l'inglese o la matematica.


Certi genitori vietano categoricamente ai piccoli l'utilizzo di smartphone e tablet, altri acconsentono entro certi limiti, mentre alcuni lasciano libero accesso ai dispositivi. Poi c'è chi ha pensato di inventarsi direttamente delle img_0999-klqc-u1070793204522eae-1024x576lastampa-itapp per i propri figli: realizzarle è particolarmente difficile dato che i progettisti sono degli adulti e la comprensione dei comportamenti e dei gusti dei piccoli futuri consumatori è un aspetto cruciale. Osservando il modo di giocare dei bambini nelle diverse fasce di età e nei diversi contesti, è possibile imparare molto sul modo in cui interagiscono, ciò che cattura la loro attenzione e cosa invece li annoia terribilmente. Si tratta di un insieme di intuizioni che chi meglio di un genitore può individuare e analizzare con attenzione? Due mamme hanno scommesso su questa idea imprenditoriale: Giovanna Pellizzari e Cristina Angelillo. La prima ha fondato assieme al marito la Ebook&kids nel 2013, un'azienda milanese che realizza applicazioni didattiche per bambini (circa una quarantina in catalogo) e che ha avviato importanti collaborazioni anche con case editrici come Giunti.


Ad oggi la loro attività è valutata un milione di euro: "Ho tre figli, di 13, 11 e 10 anni, ma l'idea mi è venuta dalla biografia di Steve Jobs che mi ha illuminato sulle prospettive del digitale nelle scuole, e fatto riflettere sulle app per i miei figli: erano povere, ripetitive, poco stimolanti. Sono laureata in legge, ma la mia vera passione è la didattica, così ho pensato di metterla a frutto." E i bambini sono diventati veri e propri beta tester: "Ho osservato come si muovono dentro l'app, non solo i miei figli ma anche quelli di amici e parenti: per appassionarli devono arrivare velocemente dove vogliono." Un progetto il cui successo ha decisamente superato le aspettative: "Traduciamo le app in diverse lingue e in Sudamerica andiamo molto bene, specie con i puzzle Monster Trucks."marshmallow-games_4


L'ingegnere delle comunicazioni Cristina Angelillo invece, è di Bari, ha 33 anni ed è madre di due bambine. É proprio durante la dolce attesa della prima figlia che nel 2014 ha creato la prima app. La start up Marshmallow Games da lavoro a 8 persone, fratello e compagno inclusi, ed è riuscita a decollare grazie al supporto economico raccolto sulla piattaforma di crowfunding Eppela. Cristina racconta: "Ho cominciato con un solo computer, senza grandi nozioni di programmazione: volevo finire l'app prima che nascesse la bimba, non sapevo se avrei avuto tempo per continuare, dopo."


Prosegue: "Imparare significa anche sbagliare, per questo nell'app permettiamo ai genitori di controllare i progressi dei figli, ma poi suggeriamo anche di lasciarli giocare da soli con il tablet o lo smartphone. Così sono più liberi di muoversi e imparare; poi, la loro esperienza va integrata con gli insegnamenti di genitori e insegnanti."


Insomma, un cocktail di creatività, gioco ed imprenditorialità che sembra avere un gran potenziale per supportare l'apprendimento dei nostri figli.


Sara Forniz


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Ho conseguito la laurea magistrale in Turismo del 2013 concludendo il percorso di studi che avevo iniziato mossa dal profondo interesse per questo settore, all'interno del quale ho maturato diverse esperienze lavorative. Parallelamente ho continuato ad alimentare le mie competenze nell'organizzazione di eventi, anche in ambito culturale. Sono affascinata dalle scienze del comportamento, dalle civiltà antiche e dall'antropologia, amo la musica e l'arte.

1 Comment

  • Posted on Gen 04, 2017 at 15:36 pm

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