I panni sporchi si lavano in casa. La terapia familiare

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I panni sporchi si lavano in casa. La terapia familiare

I panni sporchi si lavano in casa. La terapia familiare

La famiglia è un caposaldo della nostra società, ma a tutt'oggi la terapia familiare stenta ad essere una terapia scelta spontaneamente dalle persone, nonostante poi in terapia individuale emergano sempre delle problematiche derivanti dal rapporto con i propri familiari. Credo che questo dipenda dal tabù che copre i sistemi familiari: i panni sporchi si lavano a casa propria. Questa convinzione nasce dall'idea di proteggere i propri familiari dal dolore e da loro stessi, ma impedisce di portare a galla i nodi relazionali e di andare verso una evoluzione più consapevole e serena della famiglia e dei suoi membri.

In Italia la terapia familiare è arrivata dall'America negli anni '60 con quello che fu definito il "Milan Approach": un insieme di teorie e pratiche sviluppate da un gruppo di 4 studiosi del settore, Selvini Palazzoli, Boscolo, Cecchin e Prata.

Dagli anni '60 ad oggi i principi base della terapia familiare si sono evoluti, ramificati e contaminati con altri approcci. In questo articolo, cerco di esporre quelli che, secondo la mia esperienza, ritengo essere i concetti fondamentali della terapia familiare sistemica.

La famiglia è vista come un sistema, ossia un insieme di persone che sono connesse da legami normati da regole che descrivono l'equilibrio del sistema tra omeostasi e capacità di trasformazione.

In terapia familiare il terapeuta non è un esperto esterno che aggiusta qualcosa che si è rotto, ma una persona che partecipa al sistema che si crea in terapia, ossia famiglia+terapeuta, e che contribuisce con la sua presenza ed il suo comportamento alla storia del sistema ed ai suoi cambiamenti.

Principi cardine della terapia familiare sistemica

  • Concetto di famiglia sana. Il terapeuta cerca di capire che cosa significano salute e normalità per la famiglia e come le idee su salute e normalità si collegano ad altre convinzioni e azioni familiari. Quindi quello che è normale/sano è quello che va bene agli individui coinvolti nel sistema familiare.

  • Singificato dei comportamenti. Nel sistema terapeutico, il terapeuta assume come premessa fondamentale che tutti i comportamenti abbiano senso in un dato momento nel contesto di certe relazioni e che la famiglia sia la migliore esperta di se stessa. Cosa significa? Che tutti i comportamenti hanno un senso all'interno del sistema in cui si svolgono, ma che ad un occhio esterno non sempre può sembrare così. I componenti che vivono all'interno del sistema famiglia sono quelli che "inconsapevolmente" sanno meglio di chiunque altro quali sono le regole che direzionano il sistema.

  • La famiglia sana è quella in cui esiste la capacità di co-evolvere, ossia di rispondere positivamente alle molte sfide che la vita pone e che portano, attraverso crisi più o meno grandi, a cambiare le regole su cui si basava l'equilibrio famigliare.

  • La famiglia disfunzionale. Se la famiglia decide di chiedere un aiuto esterno è perché uno o più individui ritengono che ci sia un elemento (o più) che va a perturbare in modo pesante l’equilibrio della famiglia e delle sue regole in un modo che non è desiderato.


Il terapeuta cerca di capire quali sono le convinzioni e le aspettative dei membri della famiglia, quale l'idea sul problema e le sue soluzioni, e quali le azioni che ne conseguono. I comportamenti sintomatici sono reazioni a cambiamenti percepiti come minacciosi per l'equilibrio familiare.

A quali famiglie è rivolta la terapia familiare? Boscolo e Cecchin descrivono il loro modello come applicabile ad ogni tipo di famiglia in cui il tentativo di risolvere il problema si è nel corso del tempo, intrecciato al sistema di significati della famiglia stessa, così che le soluzioni alternative sono impedite da convinzioni e relazioni non più direttamente connesse al comportamento problematico. La terapia della famiglia è in grado di creare un contesto nel quale i membri della famiglia, possono usare nuove informazioni per risolvere i propri problemi. Faccio un esempio in soldoni: in una famiglia in cui il padre è morto suicida, il figlio sviluppa una depressione reattiva in tarda adolescenza a causa di una delusione amorosa. La madre, per paura che il figlio si possa suicidare come il padre, non agisce con quella forza e fermezza necessarie affinchè il figlio sviluppi le sue risorse di sopravvivenza alla frustrazione, ma lo tiene a casa controllato a vista per proteggerlo. Il terapeuta familiare, in questo caso, fa emergere le convinzioni sottese, coadiuvando i membri della famiglia nella ripresa dell'autonomia.

Il processo terapeutico

Il cambiamento all'interno del sistema familiare ad opera della terapia è visto dai membri stessi della famiglia come un qualcosa che è avvenuto in modo spontaneo e senza alcuna apparente causa.

Questo perché il terapeuta entra nel sistema famigliare con delle precise tecniche che permettono di entrare in una nuova fase evolutiva:

  • Non giudica, anzi dà una connotazione positiva al comportamento ed al ruolo di ognuno

  • Fa domande che stimolano il dialogo ed il confronto tra i membri della famiglia e sulle loro relazioni

  • Impara ed utilizza il linguaggio proprio di una famiglia ed entra nel sistema delle premesse famigliari

  • Sfida le persone e le loro convinzioni stimolando il cambiamento

  • Crea alternative

  • È curioso, non dà nulla per scontato

  • Introduce il tempo, che spesso è fermo dentro il contesto familiare

  • Dà dei compiti a casa che affrontano i comportamenti problematici, ma in un contesto protetto di terapia


La terapia si conclude nel momento in cui terapeuta e famiglia, arrivano alla comune decisione che non c'è più niente di cui discutere insieme. Il terapeuta può offrire una seduta di rivalutazione, dopo un intervallo più lungo, a sottolineare che la famiglia ha in se la capacità di cambiamento.

 

Antonella Besa

Per conoscere l’attività della dott.ssa Besa visitate il sito www.psicologo-sessuologo-pordenone.com

 

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Psicologa, Psicoterapeuta e Sessuologa. Per lavoro mi occupo di problematiche della coppia nel mio studio a Pordenone (Studio di Psicologia e Sessuologia Dott.ssa. Antonella Besa). Per Noi2 Magazine mi occupo di fare cultura e informazione sull'universo coppia.

1 Comment

  • Posted on Set 29, 2017 at 15:10 pm

    […] anche se questo può destare un imbarazzo iniziale. Favorire uno spazio d’ascolto ed un dialogo aperto sulla sessualità non solo può aiutare loro a vivere più serenamente il rapporto con il partner, […]

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