Come si sopravvive in coppia dopo i figli?

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Come si sopravvive in coppia dopo i figli?

Come si sopravvive in coppia dopo i figli?

Me lo domando spesso, mentre guardo noi che inesorabilmente nel corso dell'evoluzione della nostra specie, siamo passati da amanti a conviventi, per finire ad essere coinquilini.

Perché se prima la passione offuscava la nostra vista ed il futuro ci sembrava ingenuamente addomesticabile (perché nulla mai avrebbe turbato la fusione di due anime in un corpo solo) ora mi devo rivedere.

estresSono finiti i bei tempi nei quali dormivamo abbracciati in una stretta simbiotica, oggi è già un miracolo che riesca a dormire più di due ore di fila per notte (risvegliandomi fra le tre e le cinque volte nell'arco della notte).

Sono finiti i tempi nei quali si cenava guardandosi negli occhi e lanciandoci bacetti in aria: ora gli sguardi che riusciamo a scambiarci sono di amorevole compassione e supplica, per chi dovrà cambiare da capo a piedi il nano a fine pasto.

Sono finiti i tempi nei quali rimanere lontani per qualche ora sembrava un disastro tanto da farci pensare che, la vita senza l'altro, non avesse senso.

Oggi tutto quello che chiedo a fine giornata è di riuscire a dedicarmi cinque minuti da sola, e quando dico da sola, intendo DA SOLA!

E sebbene per le altre circostanze non ho ancora trovato delle giuste soluzioni, per questa ho capito che l'unica tattica è chiudersi in bagno, letteralmente. Chissà cosa penserebbe la "me" di allora se potesse (con un salto spazio temporale ritornando indietro a quel tempo) spiarsi oggi. Credo che si farebbe una grassa risata e forse anche due domande (mentre io non è che ora come ora me ne faccia poi tante di risate).  Perché se da un lato i figli sono pur sempre una benedizione divina (a qualsiasi voto vogliate affidarvi) e la maternità (ed annessa genitorialità) un'opportunità unica, nessuno ci mette poi realmente in guardia da ciò che accadrà alla nostra coppia. Si certo, tutti ci dicono che diventare genitori cambia. Ma come? E soprattutto, cosa cambia?

Beh allora non volermene se, dritto nei denti, te lo spiego io. Ma andiamo per punti, partiamo dall'inizio, sarà più facile il cammino.

1. Il tempo per te stessa: donna.

Una volta ero una donna. Non lo ricordavo più fino a che non ho ritirato alcune foto ed ho messo mano ai vecchi album fotografici. Perché se la gravidanza mi ha reso luminosa e magnifica (finiti i tempi dedicati all'intimo rapporto con le nausee e tutti gli annessi e connessi), la maternità mi ha riproposto l'altro lato della medaglia.

Quelle tette gonfie, piene e sode che la gravidanza mi ha donato come valida alternativa alla chirurgia plastica ricostruttiva, con la maternità sono diventate uno dei primi "nemici-amici" con i quali ho avuto a che fare. Spesso e volentieri, soprattutto all'inizio, le mie magliette, così come le lenzuola e tutto il resto, sono state un lago di latte a tutte le ore, a volte più lento, a volte a fiotti (specie di notte) e questo mi ha portata a non investire troppo in capi che non si smacchiassero nemmeno con il più potente degli abrasivi per meccanici. Credimi, è ben più facile ripulire l'unto e l'olio di motore. Il latte è davvero ingestibile in fatto di lavaggio, e se te lo stai domandando, la risposta è no, non c'è colore che tenga!

122868-mdEcco allora che le prime volte, quando riuscivo ad incrociare il mio sguardo con una vetrina di abbigliamento femminile (ma sono eventi rari poiché la mia attenzione si è proiettata esclusivamente verso le catene commerciali che si occupano di newborn e baby abbigliamento) non trovavo nulla che si adattasse alle mie nuove forme, e nulla di abbastanza comodo da poter essere alzato o abbassato con velocità e senza resistenza da parte dei tessuti.

I capelli: se ce li ho ancora è un miracolo. Ho perso così tanti capelli nei primi quattro mesi di allattamento come mai in vita mia. Tralasciamo poi l'aspetto trucco e make up! Tanto hai già capito la musica...

Con la maternità ho scoperto che cadere nell'errore di non rivedersi più donna è più facile di quello che sembri e che questo, che lo si voglia o no, è uno dei fattori che entra subito in collisione con la coppia. Con lasciare che la stanchezza e la tua percezione di "non tempo" ti privino anche della tua identità femminile!

2. Il tempo per la coppia

Ecco finalmente il punto saliente: la coppia cambia e sopravvivere, diventa davvero una questione di istinto e di forza. Il tempo per la coppia cambia radicalmente con l'arrivo di un figlio, e con lui, anche alcuni tratti del carattere.

Se prima eravamo sempre l'uno per l'altra, ora c'è un nano nel bel mezzo di "noi due"... e quando il duo si fa trio ecco che le questioni si fanno accese. Se anche a casa tua ci si ritrova a litigare per come si sono disposte le posate in tavola, siete in buona compagnia! Il tuo uomo, molto probabilmente, reclamerà da te l'attenzione che gli dedicavi prima. Non è cattiveria, semplicemente non sa quanto difficoltoso, pesante e stancante sia svegliarsi dieci volte a notte, dormire seduta o semplicemente non dormire affatto. Gestire una casa in perenne disordine, una lavatrice da caricare, svuotare e caricare nuovamente a ciclo continuo, per non parlare dei cumuli di biancheria da stirare.

Piatti nel lavello a tutte le ore e cibo che si suicida nel frigorifero. Probabilmente ti ritroverai con due bambini in casa da gestire, uno grande ed uno piccolo, dove l'uno tutto sommato si accontenterà di attaccarsi alla tetta e si sentirà già felice di questo contatto, mentre l'altro si lagnerà per la poca attenzione che avrai, per il tempo speso totalmente verso il figlio (quello biologico si intende) anziché per lui.

Mal comune, credimi, io lo vivo tutti i giorni.

Family timeLa stanchezza, che un figlio inesorabilmente comporta, annebbia la razionalità, completamente. Difficile rimanere perfettamente lucidi ed intonsi davanti ad uno stress ai massimi livelli storici, ed allora si discute per ogni minima cosa, anche la più banale delle assurdità può accendere un gran falò.

Si dice che il minimo battito d'ali sia in grado di provocare un uragano dall'altra parte del Mondo, ed io credo di averlo assodato da tempo ormai. E se come me, hai avuto il sentore che succeda solo a casa tua, sappi che non è così: succede anche a casa mia e molte più volte di quanto si possa pensare o si possa vedere. Io poi, di mio, sono completamente incapace di gestire lo stress ancora oggi dopo due-"tre" figli, perciò fai tu i tuoi conti!

Sai quante volte avrei voluto scappare di casa? Infinite. Pensa che siamo persino arrivati a discutere per il tempo che ognuno passa in bagno (come se questo andasse ad influire sulla vita dell'altro).

Sai quante volte avrei voluto usare la schiena di mio marito per allenarmi al lancio dei coltelli? Probabilmente non meno delle volte che lui avrebbe voluto fare lo stesso con me.

Sai quante volte avrei voluto metterli tutti e tre seduti, imbavagliati ed urlare io le mie ragioni, per una buona volta? Più o meno ogni sessanta secondi da tre anni a questa parte (festivi compresi).

Non l'ho mai fatto, tranquilla! non ancora. Il tempo aiuterà a costruire nuovi equilibri e tutto poi riprenderà a girare nel verso giusto. "Dovete volervi sempre bene - mi ripete mia nonna - perché nella vita vi troverete ad avere bisogno l'uno del'altra fino alla fine". Perciò di lavoro da fare è vero, ce n'è tantissimo, ma ne vale la pena e prima che tu possa rendertene conto, sarà tutto tornato come prima (fino al prossimo figlio).

P.S.: spero che la mia franchezza non ti abbia spaventata, ma se così fosse, ti chiedo scusa. Non hai idea di quante emozioni ho vissuto in questi anni e di quanto siano simili alle tue (se sei madre) sebbene siamo persone molto diverse. Eppure, al di là di tutto questo minestrone tragicomico, posso rassicurarti su una cosa: non si può sopravvivere dopo tanti anni in coppia, se non in coppia! Ed allora va, vivitela e sii felice.

In caso contrario potrai sempre contattarmi (trovi il mio indirizzo mail nella mia bio) e scapperemo.

Insieme!

 

Elizabeth Tagliavini

 

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Riflessioni di una mamma


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Iena ridens
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Prima di quattro fratelli (due maschi e due femmine) vivo in un paesino di provincia nel reggiano dove tutti si conoscono, di nome o di vista. Oltre alla mamma, nel "tempo libero" sono educatrice in un nido d'infanzia e amo il mio lavoro anche se a volte mi priva di tante energie. La mia vita ha preso una svolta inaspettata quando, nel novembre 2015, ho deciso di aprire un blog www.unthetraamiche.wordpress.com nato per scherzo e per sfida verso me stessa, perché alla soglia dei 29 anni mi sono detta che non è mai troppo tardi per capire cosa fare da grande. E da cosa nasce cosa eccomi qua a scrivere.

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