Bugie e sessualità in adolescenza

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Bugie e sessualità in adolescenza

Bugie e sessualità in adolescenza

Le bugie e l'autonomia

Le bugie, i segreti, i non detti, le omissioni sono degli elementi molto frequenti nel periodo adolescenziale. Non risparmiano proprio nessuno: possono essere una strategia usata sia con i genitori, che con i compagni, a seconda delle occasioni e delle necessità del ragazzo. Già in precedenza è stato menzionato il tema centrale della ricerca dell'autonomia da parte dell'adolescente e di come i segreti siano fortemente legati ad esso. Le bugie non fanno eccezione: anch'esse sono strumentali al distacco dal nucleo familiare, dando all'adolescente quell'apparente autonomia tanto bramata.

In generale, le bugie possono vertere sugli argomenti più disparati: dal mentire circa l'insuccesso scolastico, di non aver usato il cellulare fino ad una determinata ora, di non essere andato su quel sito internet, al dire di uscire con l'amica per poi uscire di nascosto col ragazzo.

Le bugie e la sessualità

10-ways-to-build-a-healthy-and-happy-family_05Uno dei temi in cui l'adolescente tende a mentire di più è senz'altro quello della sessualità. Tale argomento è molto complesso e delicato, motivo per il quale non sarebbe corretto ricondurlo alla sola necessità di autonomia da parte del ragazzo. Quella può essere una delle spiegazioni. Spesso in famiglia il sesso è un argomento tabù. Questo può avere delle spiegazioni culturali (l'Italia è un paese in cui la sessualità è vissuta in modo molto ambivalente: da una parte è estremamente spettacolarizzata, come si può osservare nei film o negli show televisivi, dall'altra è molto censurata, per cui ci sono pochi momenti educativi in cui parlare di sesso e sessualità); religiose (la matrice cattolica tende ad essere riservata, radicale e pudica sull'argomento); personali (a causa di imbarazzo o disagio nel parlarne, soprattutto davanti ad un figlio).

Tuttavia, non affrontare l'argomento del sesso e della sessualità, togliere ogni possibilità di dialogo o minimizzarli, non implica la loro risoluzione, anzi! Il messaggio che rischia di passare all'adolescente è che essi siano qualcosa di "sbagliato" o "pericoloso", da non nominare assolutamente in presenza del genitore e questo può alimentare la necessità di mentire in tema di sessualità.

Contrastare le bugie: il dialogo

adolescentes-en-internet-6734Uno dei metodi più efficaci per evitare che l'adolescente menta sulla propria sessualità è senz'altro il dialogo costruttivo, mantenendo una comunicazione aperta e non giudicante, poiché, prima o dopo, capiterà che il proprio figlio abbia dei rapporti sessuali. Parlare di sessualità con un adolescente non è facile, soprattutto se non si è d'accordo sul fatto che il proprio figlio abbia dei rapporti in giovane età, ma è un primo passo per evitare che possano crearsi delle situazioni difficilmente gestibili. Non significa terrorizzarlo o passargli un messaggio solamente negativo: il sesso è un istinto naturale, non c'è nulla di sbagliato in questo. È importante, però, che venga vissuto con la giusta precauzione e consapevolezza.

Personalmente, credo che nascondere l'argomento, rimandarlo o far finta che non esista, comporti solo l'aumentare di comportamenti a rischio in adolescenza. I ragazzi possono in ogni caso accedere facilmente alle informazioni sul sesso, confrontandosi con i pari, navigano in internet, etc, fonti che però, non sempre sono attendibili. Introdurre ai propri figli questo tema già in giovane età può rilevarsi una strategia funzionale per permettere di vivere in un secondo momento la sessualità nel modo più naturale, consapevole e sano possibile. Il dialogo e la prevenzione sono sicuramente un buon metodo per evitare che il figlio menta su questo argomento, rischiando anche di mettersi in situazioni rischiose o poco piacevoli.

Detto ciò, una buona comunicazione è senz'altro necessaria, ma non sufficiente: può essere che comunque il ragazzo dica delle bugie volte a coprire un rapporto sessuale, soprattutto nelle prime relazioni amorose (è normale!). Tuttavia, dare dei buoni strumenti preventivi, rende altamente più probabile la possibilità che egli viva la sessualità in modo responsabile. Creare uno spazio di dialogo non giudicante nei confronti del proprio figlio, permette di fargli capire che, per qualsiasi dubbio o perplessità, voi siete un importante punto di riferimento... e questa è una delle risorse più preziose ed importanti!

Che cosa fare con i propri figli?

  • landscape-1471430579-teenage-sexTrattare l'argomento in base alla maturità personale: la sessualità può essere vissuta diversamente a seconda del genere, del momento in cui avviene il primo rapporto, delle aspettative che si hanno, del partner che si frequenta, etc;

  • Sensibilizzare l'adolescente su questo aspetto significa spiegargli di non assecondare solo un impulso o un istinto naturale, ma anche di considerare altri aspetti e circostanze legati al contesto, facendo leva sulla sua maturità e capacità riflessiva. In questo modo, il messaggio che passa non è di tipo proibizionista ("non devi fare assolutamente sesso!"), bensì di rispetto del suo punto di vista;

  • Quali sono le conseguenze del sesso: con questo non s'intende solo focalizzarsi sulle gravidanze indesiderate (aspetto senz'altro fondamentale), ma anche sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili (argomento che spesso viene tralasciato o messo in secondo piano, ma molto importante);

  • Spiegare quali sono i diversi metodi contraccettivi: il preservativo e la pillola (piuttosto che l'anello, il cerotto, il preservativo femminile, etc), ad esempio, non sono metodi equivalenti, ciascuno ha le sue peculiarità e le sue contro indicazioni. Spiegare all'adolescente come si usano, come scegliere uno o l'altro, perché si usano, etc, fa parte di una buona prevenzione;

  • Può essere utile proporgli una visita in consultorio, in modo che possano confrontarsi con degli esperti autonomamente e sentendosi liberi di parlare di quello che più interessa loro.


 

Bibliografia

- Panzeri, M (2013). Psicologia della sessualità. Bologna. Il Mulino

- Santrock, J.W. (2013). Psicologia dello sviluppo. McGraw Hill

- Scabini, E. e Iafrate, R. (2003). Psicologia dei legami familiari. Bologna. Il Mulino.

 

Giulia Parise

Per approfondimenti o domande specifiche è possibile inviare una mail alla dott.ssa Parise scrivendo a: domande@noi2magazine.com

 

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About Author

Mi sono laureata in Psicologia Clinica a Padova nel 2014, attualmente mi occupo di ricerca ed informazione su tematiche inerenti ai Death Studies, lutto e fine vita. Nel mio lavoro cerco di conciliare la scientificità propria della formazione con la potenzialità espressiva e creativa dell'arte, con lo scopo di favorire l'elaborazione di un pensiero critico e professionale.

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