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Verità vince su Bugia?

Io di bugie proprio non ne so raccontare, perché, sebbene la fantasia non mi manchi, sono troppo distratta per ricordarle. Preferisco non mentire, per una questione di pigrizia e affrontare la bufera. D’altronde, perché dovrei avere paura di dire la verità, per evitare una litigata? No… io non baratterò mai un falso quieto vivere con una litigata, io devo avere sempre un animo leggero e non pesi sulla coscienza: lui, mio marito, deve sapere come la penso…. Certo, ho un mio modo per cavalcare l’uragano, magari cerco il momento adatto per fare harakiri, ma bugie no, quelle proprio no, perché non sopporto che mi siano raccontate e quindi io per prima razzolo bene. Dico sempre la verità, perché fa vivere meglio, anche se destabilizzante…

Questo era il mio pensiero sino al 24 settembre 2012, quando in ritardo pesto per prendere i bambini dall’asilo, nell’uscire di fretta da un parcheggio, effettuai per così dire un “restyling” alla carrozzeria dell’auto con ancora 12 rate da pagare prima che diventasse nostra, trasformandola in una più vintage “Apecar”. Che fare? Io stavo bene, la macchina molto meno bene, e se anche mio marito non fosse il classico portatore di cromosoma Y tutto auto e calcio, un po’ avrebbe rosicato del cubo di lamiera che avrebbe guidato dal quel momento… Niente… Lo dovevo dire, che sarebbe mai potuto succedere, avrebbe divorziato? Ma no… In fondo gli errori possono capitare a tutti, insomma non sono una tipa fissata per vestiti, le griffes, non spendo soldi in niente che non sia necessario, avrebbe capito e apprezzato la verità, pazienza per un esborso extra… L’importante che io fossi, il suo amore, la sua dolce metà fossi sana e salva, no?

No.

Quindi dovevo affrontare il mio destino, ma non ero certo scema, e lo chiamai al telefono mentre era in riunione, così, con estranei, avrebbe contenuto la sua reazione. Drinnn, driinn… mi rispose incavolato più che mai… (cavoloo era già inca***to come una iena, povera me!) “Che vuoi?” ringhiò… Mi tappai il naso e via con una dichiarazione sommaria telefonica mitigata… Silenzio… Stava incassando la notizia e stava già elaborando il danno economico e le sue ripercussioni sull’assicurazione. Dopo circa 20 secondi, iniziò la sfuriata telefonica interrotta solo dalla presenza di estranei in ufficio.

Al suo rientro da lavoro, sapevo che sarebbe continuata vis à vis, perché avrebbe visto la macchina in garage e il suo cuore avrebbe sanguinato. Quindi accettai stoicamente tutto il suo livore e quando vidi finalmente la vena temporale sinistra della fronte sgonfiarsi, capii che ero fuori dalla bufera. Pensavo… ma così non fu.

Da quel momento, ogni volta che vedeva per strada un’auto come la sua, si innervosiva nuovamente e inveiva, ogni volta che si parlava di soldi, auto, incidenti assicurazioni, si finiva sempre per parlare della macchina. Tutto era diventato una continua associazione di idee con quel tamponamento e tutt’ora, a distanza di quasi 5 anni, se glielo ricordi ricomincia, dicendo a tutto il parentame, agli amici, ai conoscenti e ai passanti per strada che io non so guidare, che i soldi li butto dalla finestra che sono un tipo menefreghista.

Quindi sapete che vi dico? Che avrei dovuto dirgli qualche frottola e che le bugie fanno parte del ménage coniugale a volte, e a volte salvano i matrimoni.

 

Lisa Coccioli

 

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La dolcezza

A woman kisses goodbye to a man on a platform before a train leaves the railway station in Vichy, central France, on December 10, 2012. AFP PHOTO THIERRY ZOCCOLAN

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Lisa Coccioli

Sono nata a Taranto nel ’75, ho una laurea inutile in Scienze Ambientali. Sposata nel 2003 ho seguito mio marito nei suoi trasferimenti: a Roma sino al 2009, in Germania sino al 2012. Lì, oltre a mangiare wurstel, frequentare un corso di tedesco e fare la mamma, volevo parlare con qualcuno e così ho insegnato italiano ai tedeschi nelle scuole serali. Nuovamente a Roma, poi a Taranto dove resteremo per un paio di anni. Ho 3 bambini, adoro leggere, ascolto le beghe sentimentali delle mie amiche, guardo film e cucino. Per smaltire le calorie di ciò che preparo, corro due volte a settimana. Odio stare a casa… preferisco l’aria aperta coi bambini.


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