IL PRIMO MAGAZINE SULLA VITA DI COPPIA. SFUMATURE DI NOI2

 

Bugie e conseguenze giuridiche

Le statistiche parlano (più o meno) chiaro: se ne dicono, mediamente, almeno cinque al giorno, ma i “pallonari” più incalliti ne coniano fino a duecento. Parliamo delle bugie.

Catalogate, con vivace distinzione, tra “piccole”, “innocue”, “innocenti”, “a fin di bene”, “incredibili”, “pericolose”, e via dicendo, molto spesso ci si chiede se vi siano delle conseguenze “legali” per chi le dice. Ma cos’è la bugia? È un’affermazione falsa detta per trarre altri in errore, di solito a proprio vantaggio.

Innanzitutto, partiamo dalla domanda più classica in materia: dire bugie costituisce reato?

20170202_noi2magazine_bugieSi commette certamente illecito penale (locuzione equivalente al termine “reato”) quando, comparendo davanti all’Autorità giudiziaria in qualità di testimone, si afferma il falso oppure si nega il vero (e, ancora, se si  tace, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali si viene interrogati): queste ipotesi, appunto, integrano il reato di falsa testimonianza (art. 372 c.p.). Qui è facile comprendere la gravità delle “bugie” affermate: perché dette davanti a soggetti che rappresentano la Giustizia e, soprattutto, per il loro potenziale lesivo (possono far perdere una causa civile a chi ha ragione e, fatto ancor più grave, far condannare un innocente in processi penali). Altra ipotesi gravissima è la calunnia, che si realizza quando si incolpa di un reato qualcuno che si sa essere innocente oppure quando si simulano a suo carico le tracce di un reato.

Numerose falsità possono poi essere affermate in atti aventi natura pubblica, e rientrano in un ampio catalogo di reati denominati delitti contro la fede pubblica. Escluse le più rilevanti questioni di natura penale – e, dunque, uscendo dalla sfera della bugia quale fattispecie di reato – affermare il falso ha, più in generale, delle conseguenze sul piano giuridico?

La risposta è che dipende dal contesto in cui si afferma il falso. Tra privati, nelle relazioni interpersonali, non c’è un obbligo giuridico (altro discorso vale per il senso civico, morale, di bon ton etc.) di dire la verità, questo vale tanto per la falsità più banale (la scusa per “dare buca” agli amici) quanto per altre e più serie affermazioni, a patto che  queste si esauriscano nel fatto in sé e per sè affermato senza creare nell’interlocutore un senso di affidamento, nel qual caso la legge punisce il bugiardo non per la bugia in se stessa ma per le sue possibili conseguenze.

Un esempio banale può aiutare a chiarire la situazione. Se il meccanico cui ho portato a riparare l’automobile si scusa per il ritardo nella riconsegna, affermando che il pezzo da sostituire non gli è ancora arrivato, quando è invece lui a non aver trovato il tempo di installarlo, la vicenda si esaurisce nell’arco di questa prevedibile commediola. Quando, invece, compro un bene mobile e il venditore me lo garantisce privo di vizi (mentre egli è al corrente di alcune sue “magagne”), se riesco a provare la sua bugia, avrò diritto alla garanzia senza dover denunciare i vizi entro il termine tassativo di 8 giorni dalla scoperta del vizio stesso. In questo caso, l’intento “punitivo” del Legislatore è appunto quello di ristabilire l’equilibrio tra la parti (ho pagato un certo prezzo per un bene che dovrebbe essere “perfetto” e che non poteva esserlo, come ben sapeva il venditore, allora, quest’ultimo dovrà scontare all’acquirente una riduzione del prezzo o subire la risoluzione del contratto).

E sotto i profili della vita di coppia? Mentire al proprio coniuge può avere conseguenze? Ancora una volta, non è la bugia in sé, per quanto grave, da valutare, ma la sua idoneità a rivelare eventuali carenze nei doveri coniugali. Negare di avere un’amante, per esempio, rende il fedifrago due volte responsabile, perché oltre ad un’ovvio violazione del dovere di fedeltà (art. 143 cod. civ.), si può costruire sull’atteggiamento bugiardo un più ampio catalogo di inadempienze, quale la mancanza di lealtà (viene meno, in un certo qual modo, l’obbligo di assistenza morale del partner tradito) e l’aver incrinato non solo il  rapporto di coppia ma anche il legame di fiducia alla base di ogni scelta di unirsi in matrimonio.

 

Avv. Michele Sellan

L’avvocato Sellan è disponibile a rispondere ai vostri quesiti. Scrivete a domande@noi2magazine.com.

 

Leggi anche:

20161206_noi2magazine_investigatore

Investigatore privato e infedeltà

image-20150414-24654-smid56

Matrimonio e Unione Civile: le differenze

 



Michele Sellan

33 anni, con studio professionale in San Donà di Piave (TV) e Portogruaro (VE), tratta prevalentemente questioni in materia di diritto civile e tributario. Fa parte del network professionale “Porto Startup”, nato nel 2014 con l’obiettivo di prestare assistenza e consulenza ai giovani imprenditori innovativi. Approda a Noi2 Magazine con l’intento di rispondere ai suoi moderni e disinvolti lettori in una “lingua” senza filtri con la realtà giuridica ed i suoi infiniti e mutevoli risvolti pratici.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *