La confusione sessuale negli adolescenti

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La confusione sessuale negli adolescenti

La confusione sessuale negli adolescenti

"È maschio!" "È femmina!"

Ancora prima della nascita, i genitori iniziano a interrogarsi sul sesso del nascituro fantasticando sul nome che sceglieranno per lui/lei, sull'espressione del viso che avrà, sui vestitini che compreranno e sul colore con cui dipingeranno la camera che lo/la accoglierà. Nel momento in cui il bebè viene al mondo, l'osservazione degli

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organi genitali esterni determina la sua appartenenza al genere maschile o femminile: da quell'istante in poi, essere maschio o femmina veicolerà una serie di aspettative e credenze sullo stile di vita, sul ruolo, sui comportamenti e gli atteggiamenti ritenuti appropriati al genere che, insieme ad altri aspetti, andranno a costituire l'identità del bambino o della bambina. Un aspetto fondamentale che definisce chi siamo è l'identità sessuale, ovvero la dimensione soggettiva del proprio essere sessuati, un costrutto multidimensionale che a sua volta è costituito da quattro diversi elementi:

  • sesso biologico: si riferisce alla femminilità o alla mascolinità in base ai cromosomi sessuali, alla componente ormonale, agli organi genitali interni ed esterni;

  • identità di genere o sesso psicologico: indica la consapevolezza di sé e il vissuto personale di appartenenza al genere maschile, femminile o ambivalente. Mentre la maggior parte delle persone si sente uomo o donna in conformità al proprio sesso biologico, quando ciò non accade, creando distress emotivo, si parla invece di disforia di genere;

  • ruolo di genere: riguarda tutto ciò che una persona dice o fa per mostrare a se stesso/a il proprio status di uomo o donna, come ad esempio l'abbigliamento, gli atteggiamenti e i comportamenti, le interazioni sociali, gli interessi, il linguaggio;

  • orientamento sessuale: ovvero l'attrazione affettiva e sessuale verso persone di sesso diverso, dello stesso sesso o per entrambi.


La costruzione dell'identità è un processo che dura tutta la vita eppure uno dei momenti maggiormente significativi in cui andiamo alla ricerca di risposte all'interrogativo "Chi sono io?" è l'adolescenza, il periodo di transizione dall'infanzia all'età adulta. In questa fase dello sviluppo, i ragazzi e le ragazze alle prese con modificazioni psicofisiche e con nuove sensazioni corporee, emotive e sessuali, iniziano a sperimentare e a sperimentarsi in differenti identità, situazioni, esperienze faticando talvolta a riconoscersi pienamente nei modelli che la società propone.

Dal momento che nella nostra società i ruoli di genere riconosciuti sono due, maschile e femminile, ci si aspetta che gli individui si comportino in maniera conforme al sesso biologico e in base al modello della 'norma eterosessuale' che sostiene la naturalità dell'eterosessualità e considera tutte le altre espressioni una deviazione. Questo paradigma veste stretto per l'adolescente alla ricerca di sé, che vive un periodo di indefinitezza sessuale in cui, ad esempio, i comportamenti e/o le fantasie omosessuali sono parte integrante nel processo di crescita, senza che questo debba necessariamente implicare un'identità omosessuale certa in età adulta.

Essere un estraneo nel proprio corpo porta talvolta l'adolescente a sentirsi confuso rispetto alla propria identità di genere e a chiedersi da che parte sta, da chi si sente attratto. Il desiderio, la curiosità e il piacere della scoperta delle sensazioni provenienti dal proprio corpo portano l'adolescente verso il corpo dell'altro, prima solo immaginato, poi vissuto. Tra infinite sfumature emotive, alcune piacevoli e altre che fanno paura o stare male, i ragazzi e le ragazze cercano di farsi strada e trovare il proprio posto nel mondo in una società che ancora oggi fatica a tollerare e accettare la diversità. I dubbi e le incertezze riguardanti la sessualità necessitano di uno spazio adeguato dove poter essere accolti ed elaborati oltre che dello sguardo non giudicante dell'adulto in cui l'adolescente possa rispecchiarsi e riconoscere la persona che vorrà diventare.

 

dott.ssa Valentina Benedetti

 

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About Author

Sono una psicologa esperta in sessuologia clinica, mi sono formata presso l'Istituto di Sessuologia Clinica di Roma e attualmente sto terminando il percorso di specializzazione in psicoterapia ad orientamento psicoanalitico. Amo il mio lavoro perché penso che la sessualità sia un'emozione tutta da vivere e da scoprire. Mi occupo di consulenze psicosessuologiche per l'individuo e la coppia oltre che di corsi di formazione rivolti a bambini e adolescenti sull'affettività e la sessualità.

2 Comments

  • Laura

    Reply
    Posted on Dic 16, 2017 at 19:42 pm

    Gent.ma Dott.ssa buonasera, ho letto con molto interesse questo suo articolo; secondo Lei, come genitori come è giusto comportarsi difronte a questa ‘interrogazione’ sulla propria identita’ sessuale da parte del figlio/a?

    • VALENTINA BENEDETTI

      Reply
      Posted on Dic 22, 2017 at 15:28 pm

      Gentile Laura,
      spostandoci da una logica di ‘giusto’ o ‘sbagliato’, che di per sè contiene già un giudizio, il suggerimento per i genitori è innanzitutto esserci e ascoltare i propri figli non solo per rispondere quanto più per capire cosa stanno vivendo, quali emozioni provano, quali pensieri, speranze, preoccupazioni gli/le passano dentro.
      Partendo dal presupposto che un genitore desidera il meglio per il proprio figlio/a ancora prima che nasca, può succedere che mamme e papà si sentano a loro volta disorientati di fronte alla confusione sessuale adolescenziale. Innanzitutto, è importante ricordare che questa fase può essere transitoria ma al tempo stesso è importante non sottovalutare, svalorizzare nè minimizzare i sentimenti dell’adolescente.
      Un atteggiamento rassicurante ed empatico (“cerco di immedesimarmi con lui/lei e di capire cosa sta provando”) fa sentire al ragazzo e alla ragazza che lo sguardo del genitore è benevolo e accogliente, non giudicante. In questo modo l’adolescente alla ricerca di sè può ritrovare dei punti fermi laddove si senta smarrito/a.
      Tra gli strumenti che i genitori hanno a disposizione ci sono sicuramente delle letture e dei film da guardare insieme per parlare liberamente di tematiche come l’educazione affettiva e l’orientamento sessuale; l’eventuale ricerca di un aiuto professionale non dovrebbe essere interpretata come un fallimento delle competenze genitoriali, ma anzi come un arricchimento delle stesse.

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