Il linguaggio degli adolescenti: il rapporto con Internet

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Il linguaggio degli adolescenti: il rapporto con Internet

Il linguaggio degli adolescenti: il rapporto con Internet

L'utilizzo di internet ha subito un notevole incremento nel corso degli ultimi anni. Questo fenomeno è trasversale alle diverse fasce d'età (riguarda sia i giovanissimi, sia la popolazione anziana) ed ha diverse motivazioni: la facilità di accesso tramite l'utilizzo dei cellulari, la possibilità di avere molteplici informazioni e di condividerle con gli altri in brevissimo tempo, di conoscere nuove persone, di comunicare con gli amici, di acquistare oggetti online, di giocare, di svolgere agevolmente delle attività di studio, lavoro e ricerca, etc, risparmiando un sacco di tempo ed avendo accesso a molti più servizi. Internet può rappresentare un'arma a doppio taglio: da una parte supporta e semplifica molteplici aspetti della vita quotidiana, dall'altra assorbe molto tempo ed energie alla persona, tendendo ad isolarla dal contesto in cui si trova.

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La comunicazione tra ragazzi

Uno dei temi centrali dell'adolescenza è il rapporto con i pari. Sempre più le relazioni tra i ragazzi si sviluppano in una "realtà virtuale". Vediamone insieme alcuni esempi:

i social network: sono dei siti internet in cui si possono condividere su una "bacheca" pubblica: foto, pensieri, stati d'animo, etc. Un esempio sono Facebook, Instagram, Twitter. Oltre a vedere il materiale sulle bacheche le persone possono "chattare": le chat sono dei messaggi istantanei che si possono scambiare on line. Ricordano il sistema "botta e risposta" di una conversazione telefonica, per la sincronicità e per il fatto che non si ha la persona davanti;

- i sistemi di messaging: sono delle modalità di comunicazione alternative al vecchio SMS. Si installano delle applicazioni sul cellulare che permettono di comunicare con gli altri ed avere in tempi brevissimi un loro feedback. Un esempio sono Whastapp, Telegram, Snapchat;

- le chat d'incontri: sono dei siti in cui una persona si registra mettendo delle informazioni di sé che vuole far conoscere agli altri (anche inventate) con lo scopo di conoscere altre persone. Solitamente sono vietate ai minori di 18 anni, ma vengono facilmente aggirate dai ragazzi a causa dello scarso sistema di controllo. Un esempio è Badoo;

- i forum: sono delle piattaforme virtuali che permettono a persone con interessi comuni di scambiarsi pensieri, pareri opinioni su band musicali, cantanti, etc (si differenziano dai social proprio perché vi è un argomento specifico). Anche in questo caso vi è la possibilità di chattare;

- i giochi on line: sono dei siti in cui le persone si trovano per giocare in rete, cooperando o scontrandosi per ragguingere il proprio obiettivo. È possibile chattare.

Anch'essi sono un'arma a doppio taglio: se da una parte permettono una maggiore condivisione di materiali e foto, di mantenersi in contatto nonostante la distanza, di rafforzare il rapporto... dall'altra possono sfociare in fenomeni negativi, quali il cyberbullismo, la dipendenza da giochi on line, mettere i ragazzi che utilizzano le chat d'incontri in situazioni spiacevoli, etc.

L'amicizia e l'amore tra le chat ed i social

Sempre più capita di vedere i ragazzi (ma non solo!) attaccati al cellulare che ridono, si arrabbiano, rimangono pensierosi, mentre rispondono velocemente ad un messaggio. La necessità di rispondere velocemente è questione "di vita o di morte", in quanto è traducibile nel "o sei parte di questo gruppo o sei fuori". Certi sistemi di chat (come ad esempio Snapchat) sfruttano proprio questa debolezza dei ragazzi, facendo in modo che la conversazione sparisca dopo pochi minuti dalla sua ricezione: o si legge e si risponde subito o si perde tutto, rischiando l'ostracizzazione dal gruppo. L'amicizia e l'appartenenza virtuale si basano anche sulla tempestività di risposta. Nei gruppi si possono scambiare battute, pensieri, sulla vita sentimentale, quotidiana, scolastica, che accomuna i ragazzi, ma possono esserci anche pettegolezzi, video, foto imbarazzanti su compagni presi di mira. Per chi è nel gruppo, l'identità gruppale viene senz'altro rafforzata, anche grazie a dei filtri inibitori molto più labili rispetto a quelli che si metterebbero nella vita quotidiana (sia nel bene che nel male).

20170210_noi2magazine_internet_teen_2La stessa "impulsività e disinibizione" vale per le giovani coppie. Un fenomeno sempre più comune è l'utilizzano dei social e delle chat per mettersi insieme o per lasciarsi. Spesso capita di vedere su facebook foto o status riguardanti regali, effusioni, pensieri amorevoli nei confronti del partner, sostituiti dopo qualche tempo da status di rabbia, denigrazione ed offese. La vita sentimentale è così in mano ad una realtà virtuale più o meno pubblica. Sia nell'amicizia, che nell'amore, il tempo passato insieme virtualmente è maggiore rispetto a quello speso fisicamente insieme. Perché?

Sicuramente ci sono molteplici spiegazioni ed è difficile trovare un motivo unico. Senz'altro, un aspetto importante è giocato dal fatto di non avere la persona davanti, sentendosi "protetti" da una parte e disinibiti dall'altra: non si vede la reazione dell'altro ad un messaggio intimo, non si può cogliere il nervosismo, la timidezza, la tristezza, la rabbia, etc di colui che scrive; o ancora, qualora si debba prendere una decisione difficile si può avere il "supporto virtuale" da parte di molte persone. Tutto questo rende la conversazione molto più diretta e fluida.

Inoltre, nelle conversazioni si può scegliere un argomento di cui parlare: nel momento in cui qualcuno introduce una discussione non pertinente, si può ignorare non rispondendo ai suoi messaggi, cancellarla dalla chat e, se la persona persevera, toglierla dal gruppo. Il risultato? La conversazione non è "mai" avvenuta. Proprio grazie alla possibilità di scelta e di controllo degli argomenti, delle reazioni, dei feedback, all'interno dei sistemi di comunicazione, il tempo virtualmente speso ha una qualità apparentemente migliore a quello passato nella vita reale. Lo stesso discorso vale per le foto, i post, i commenti nei social: nel momento in cui non si sta più insieme a quella persona, basta eliminare dalla propria bacheca il contenuto che la ricorda, o bloccare il contatto, o toglierlo dagli amici e... voilà, sparisce dalla propria realtà virtuale. Chiaramente la vita quotidiana è diversa da quello che appare nel mondo virtuale, ma spesso per l'adolescente è difficile discernere tra le due.

Quindi?

È importante porsi nei confronti di internet con un atteggiamento consapevole: non bisogna né demonizzarlo, né idealizzarlo, ma conoscerne i suoi pro ed i suoi contro così da usufruirne nel modo migliore possibile. Per i genitori è fondamentale documentarsi che cosa siano questi sistemi e come funzionino, in modo da aiutare il ragazzo ad essere adeguatamente informato sulle conseguenze, sia positive, che negative del loro utilizzo e dei loro gesti.

SITOGRAFIA

Statistiche sull'incremento dell'utilizzo di internet:

http://www.gandalf.it/dati/dati3.htm

http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Information_society_statistics_-_households_and_individuals/it#Utilizzo_di_Internet

BIBLIOGRAFIA

Crescere con la tv e internet. Luciano Arcuri, Il Mulino, edizione 2008.

 

Giulia Parise

Per approfondimenti o domande specifiche è possibile inviare una mail alla dott.ssa Parise scrivendo a: domande@noi2magazine.com

 

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About Author

Mi sono laureata in Psicologia Clinica a Padova nel 2014, attualmente mi occupo di ricerca ed informazione su tematiche inerenti ai Death Studies, lutto e fine vita. Nel mio lavoro cerco di conciliare la scientificità propria della formazione con la potenzialità espressiva e creativa dell'arte, con lo scopo di favorire l'elaborazione di un pensiero critico e professionale.

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