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All the single ladies: il manifesto della singletudine

1475141790_all-the-single-ladies-414x564“Uno studio monumentale sulle conseguenze politiche, economiche, sociali e sessuali dell’aumento delle donne non sposate”,  è in questi termini che si esprime la rivista The New Republic relativamente al libro di Rebecca Traister All the single ladies: il potere delle donne single, pubblicato a settembre 2016 da Fandango Libri. L’autrice, reduce dal forte successo del suo primo best seller Big girls don’t cry del 2010, ci propone la sua diretta prosecuzione, con un’analisi profonda sulla donna americana del ventunesimo secolo. Uno degli argomenti chiave del primo libro era che il 2008 è stato l’anno nel quale il cosiddetto movimento per la liberazione delle donne ha trovato una nuova elettrizzante vita a seguito della campagna di Hilary Clinton. Con All the single ladies l’autrice presenta, riportando le parole di Gillian Whitemarch (The New York Times), “un’analisi fondata su ricerche ben fatte e profondamente informativa del tentativo delle donne di conquistare l’indipendenza nell’arco dei secoli”.

Fino a non molto tempo fa il matrimonio rappresentava l’obiettivo ultimo di ogni donna, il sogno della vita e quelle che dopo i 35 anni non avevano ancora l’anello al dito venivano stigmatizzate come “zitelle”. Nel 2009, per la prima volta nella storia americana, il numero delle single ha superato quello delle sposate, con una percentuale in discesa sotto il 50%. In particolare, solo il 20% delle giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni sono sposate e le donne sotto i 34 anni che non hanno mai avuto un coniuge ha toccato il 46% (un aumento del 12% in meno di dieci anni). Un cambiamento sconvolgente, epocale dovuto più che alla rivendicazione della parità dei sessi, a una maggior consapevolezza delle proprie esigenze e desideri: anche senza partner ci si può sentire donne appagate in ogni aspetto della vita, dal punto di vista economico, professionale, sessuale e genitoriale. L’idea di essere single è totalmente accettata perchè il matrimonio non è visto più come una convenzione sociale, di fatto si potrebbe dire che il genere femminile ha fatto propri quei principi che una volta potevano essere considerati estremisti. rebecca-traister-795x447

La Traister mette in evidenza come quello delle donne single sia effettivamente un gruppo coeso con caratteristiche comuni: ad esempio, tendono ad essere molto più progressiste rispetto alle donne sposate, viaggiano di più e spendono anche di più. Grazie alle ricerche storiche e alle interviste a un centinaio di donne, alla loro esperienza personale, emerge in che modo l’astensione dal matrimonio influenzi le loro vite. L’autrice specifica: “Ci sono tutta una serie di fattori sia strutturali sia sistemici che abbiamo bisogno di individuare in modo da spazzare via il modello nel quale le donne sono ancora dipendenti dagli uomini. Le donne stanno vivendo in modo indipendente ma non hanno ancora le politiche economiche e sociali alle spalle atte a supportare quella indipendenza.” La voce più brillante sul femminismo negli Stati Uniti fuga ogni dubbio in merito al significato di essere single per scelta: “Quando dico La scelta di non sposarmi, questo non sempre si traduce in Sono una donna e ho deciso che non voglio sposarmi oppure Rifiuto il matrimonio. La scelta di restare single può anche voler dire: Vorrei veramente sposarmi o innamorarmi ma non ho conosciuto nessuno che sentissi potesse migliorare la vita che sto costruendo da sola.

Insomma, un manifesto contemporaneo sulla singletudine, del quale è consigliata la lettura oltre alle single incallite anche a chi voglia semplicemente comprendere un fenomeno sociale in rapida crescita, uomini inclusi.

 

Sara Forniz

 

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Sara Forniz

Ho conseguito la laurea magistrale in Turismo del 2013 concludendo il percorso di studi che avevo iniziato mossa dal profondo interesse per questo settore, all'interno del quale ho maturato diverse esperienze lavorative. Parallelamente ho continuato ad alimentare le mie competenze nell'organizzazione di eventi, anche in ambito culturale. Sono affascinata dalle scienze del comportamento, dalle civiltà antiche e dall'antropologia, amo la musica e l'arte.


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