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Perineo, problematiche e rimedi

La dott.ssa Erika Gregoris, fisioterapista e osteopata, approfondisce l’argomento relativo al perineo e all’intervento specifico che un professionista può attuare per risolvere i problemi più comuni. Questa è la seconda parte dell’intervista che Noi2 Magazine ha voluto proporre per dare un’informazione corretta e completa su un tema che coinvolge moltissime donne. (Leggi la prima parte dell’intervista: Perineo, gravidanza e parto)

Quali sono le problematiche più frequenti?

Dott.ssa Erika Gregoris

Spesso si lavora sulla parte muscolare, ci si trova di fronte ad un pavimento pelvico in inferiorità cioè troppo basso rispetto al suo normale posizionamento o troppo alto o asimmetrico. Molte problematiche coccigee, spesso legate a piccoli o grandi traumi come le cadute sul sedere, oppure tensioni del muscolo piriforme (muscolo che sta tra la faccia anteriore del sacro ed il femore), e quando questo muscolo è contratto o troppo disteso può portare a delle alterazioni del bacino e a problemi di sciatalgia poiché il nervo sciatico decorre al suo interno o al di sotto. Ancora, problematiche pubiche quali distasi e/o artrosi del pube (traumi diretti o numerose gravidanze) dove il pube rimane un po’ aperto o è calcificato, ci sono degli esercizi che vengono insegnati alla puerpera per favorire il riequilibrio di questa articolazione che è importantissima in quanto tiene ben contenuto in avanti tutto il bacino. Se il pube è aperto puoi avere grossi dolori al basso ventre in
gravidanza. Le problematiche alle anche, che causano dolore, ma spesso il primus movens non sono le anche, bensì le asimmetrie tensionali del pavimento pelvico che distribuisce male le forze muscolari che poi arrivano
alle anche attraverso le strutture muscolo tendinee e articolari.

Come si possono curare questi disturbi?

Leggi la prima parte dell’intervista: Perineo, gravidanza e parto

Non parlerei di cura, che è competenza medica, bensì di favorire il riequilibrio attraverso tutte le nostre competenze professionali. Si tratta di ridare spazio e mobilità al perineo e anche, ad esempio nel post parto, a quei visceri che lentamente in 9 mesi si sono “fatti da parte” dando spazio all’utero in crescita cambiando lentamente la loro posizione, e che nel giro di poche ore si trovano senza il volume dell’utero e ancora in posizione compressa. Basta veramente poco, alle volte due, tre sedute, e questo aiuta la donna a riprendersi più velocemente da una gravidanza e da eventuali sitichezza e disturbi digestivi. Il parto cesareo invece ha tutta una serie di problematiche legate alla guarigione delle cicatrici: l’utero è collegato all’osso sacro da due grossi legamenti che si chiamano legamenti alari e quando l’utero viene tagliato, quella cicatrice poi crea un’aderenza che se non viene trattata correttamente, alla lunga può portare a dei mal di schiena della zona lombare anche molto importanti. Anche la puntura lombare può avere delle sequele important (grosse cefalee ad esempio) e va trattata la dura madre e il sistema cranio sacrale. Ci sono donne che dopo qualche anno dal parto hanno mal di schiena per delle cicatrici non trattate che se si fosse intervenuti subito, sarebbe andato tutto a posto in poco tempo.

L’educazione attuale sulla gravidanza è più orientata alla salute del feto piuttosto che su quella della gestante, quindi c’è molta ignoranza su quali sono le piccole attenzioni che la donna può avere per sé stessa per far andare la gravidanza per il meglio anche nei confronti del proprio corpo.

Che cosa fa il fisioterapista?

Fa una valutazione funzionale con:
• anamnesi completa,
• valutazione palpatoria dell’elasticità dei tessuti,
• valutazione della risposta muscolare locale e di tutti i diaframmi,
• valutazione a livello articolare del bacino.
Sempre in collaborazione con il medico di base e/o il ginecologo, a maggior ragione quando ci sono state delle
pregresse problematiche. Lavora in base alla problematica riscontrata per bilanciare il pavimento pelvico e renderlo il più possibile equilibrato ed elastico, a maggior ragione durante una gravidanza dove c’è la necessità che il pavimento regga il peso e lo distribuisca al meglio tra pube, coccige, sacro, le anche, il passaggio lombo-sacrale e le sacro iliache, che si modificano durante la gravidanza.

Un problema che viene raccontato frequentemente è quello che dopo il parto si hanno delle perdite di urina, come mai?

Questo è normale nei primi giorni dopo un parto naturale, ma di solito nel giro di una settimana la cosa si sistema, se questo non avviene probabilmente c’è stato uno stiramento e un abbassamento della vescica durante il parto per cui è necessario ripristinare il pavimento pelvico e l’utero e la vescica che sono rimaste in una posizione più bassa del normale. Il terapista fa e insegna alla donna la manovra di sollevamento dei visceri pelvici, in modo che la ripeta a casa oltre a una serie di esercizi per ripristinare la
tonicità della muscolatura.

Molte donne sono spaventate dall’idea che se si va ad agire sul perineo, si va a toccare all’interno del corpo cosa che scatena imbarazzo e vergogna. Che cosa può dire a proposito?

Trattare il perineo è di competenza di figure professionali e mai di ciarlatani. Detto questo le manovre interne (intravaginali e intrarettali) devono assolutamente esser fatte con la richiesta scritta del medico di base meglio del ginecologo. Ci sono delle situazioni in cui è necessario se ci sono delle lacerazioni della vagina pregresse oppure se ci sono delle forti tensioni del pavimento pelvico tipo il vaginismo o dispareunia, quindi trattando la muscolatura vaginale, si riesce a trattare insieme il pavimento pelvico. Se però l’imbarazzo della donna è grande si può fare un lavoro esterno, che è meno efficace, ma ugualmente valido. Faccio l’esempio di una donna che aveva avuto tre parti traumatici e aveva costantemente dolori all’anca molto forti e alla quale avevo paventato l’ipotesi di un trattamento interno. All’inizio non voleva e abbiamo fatto un po’ di sedute con trattamento esterno. Poi le ho detto che sarebbe stato molto importante per la sua salute provare con la manipolazione interna, alla fine si è fidata e il giorno dopo del trattamento interno mi ha chiamata dicendo che stava molto meglio e che se avesse saputo prima quali benefici ne avrebbe tratto, non avrebbe esitato un istante.

Il perineo è una zona delicata che va rispettata, nell’insieme del rispetto della persona nella sua totalità. Nella stragrande maggioranza dei casi viene trattato sempre con manovre esterne, e sempre e solo da professionisti quali i fisioterapisti che sono dei sanitari. Detto questo, i casi che eventualmente necessitano di manovre interne (intravaginali e intrarettali) sono sempre eseguiti su richiesta scritta del medico di base, meglio del ginecologo, e sempre e comunque nella libertà di scelta del paziente rispetto ad alternative non invasive. Mai rivolgersi a personale di dubbia formazione professionale (il paziente ha diritto di conoscere e farsi mostrare i titoli del professionista a cui si rivolge, compresi gli attestati di aggiornamento professionale).

 

Per chi desiderasse approfondimenti o chiarimenti da parte della dott.ssa Gregoris scriva a: domande@noi2magazine.com

 

 

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