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Le mamme leader sanno delegare

È vero  talvolta, come dice Jim Carrey, che “dietro un grande uomo, c’è una donna che alza gli occhi al cielo!” ma credo che, sopratutto negli ultimi anni, si sia passato da un’immagine della donna come “sesso debole” ad una sua per così dire “genializzazione” a scapito dell’uomo. Sento sempre più spesso in giro, dalle mie amiche, quando sono al supermercato, in fila alla posta, in attesa di prendere i bambini da scuola frasi come: “Ho lasciato mio marito coi bambini, secondo voi sto tranquilla?” Oppure: “Mio marito non fa due cose insieme, è un uomo!” Etc,etc, …

Beh, non è carino, care amiche, parlare così dei vostri compagni, perché depone a vostro sfavore! Mi spiace dirlo, ma anche noi non è che siamo così così multitasking o “wonder” come diamo a vedere, semplicemente perché siamo “umane” quanto i nostri maschietti! E poi, permettetemi, gran parte dell’ebetismo di ritorno maschile è colpa nostra. A tutte fa piacere avere un aiuto in casa, una divisione dei compiti coi bambini, ma siamo sicure che se ciò non avviene è perchè non ci sia il nostro zampino? Io cerco di parlar bene di mio marito con le mie amiche, con persone che non conosco bene, innanzitutto per buona educazione, senza insinuare nell’interlocutore che abbia sposato una larva o che divida l’appuntamento con uno squilibrato…

Su ragazze, ma noi, non è che siamo sempre un po’ acidine con i nostri uomini? Non è che siamo sempre un po’ maestrine? Ma dico, che ci siamo riprodotte a fare con uno così, se poi non lo riteniamo all’altezza di stare un paio di ore da solo coi bambini?

Ben venga considerare la donna un fenomeno, soprattutto se si pensa agli anni di oscurantismo da cui esce, ma non a scapito dell’uomo. Perchè questo fa danni, crea dei mostri e anziché unire divide e crea conflitti nelle famiglie: si insinua l’idea che da sole si va sempre avanti benissimo, anzi più velocemente e più lontano senza uomini. Ma siamo sicure che sia ciò che vogliamo e soprattutto ciò che i vostri bambini vogliono? Una famiglia sembra sempre più un’esperienza monogenitoriale, in cui noi ragazze deresponsabilizziamo il papà, con la scusa più o meno cosciente, dell’incapacità! Ma noi non è che siamo nate mamme!

Inoltre un buon leader è tale se sa sa delegare: la donna è sicuramente un leader della sua famiglia, ma un buon leader è tale se dividere i compiti, non solo per competenze, ma anche per innescare un doppio punto riferimento nei figli. Non ci lamentiamo poi se vengono sempre da noi per tutto, senza lasciarci un attimo di respiro. La donna non deve fare tutto sempre da sola: nel senso che è in grado come essere umano di saper fare tutto, ma ciò non deve essere a scapito di una serena ed equilibrata collaborazione famigliare.

Invece, quel che più spesso si vede è una rassegnazione al ruolo di colonna portante della famiglia, perchè tanto gli uomini non sono capici, perchè tanto gli uomini non lo fanno, perchè tanto gli uomini non si prendono la responsabilità. Ragazze, ma se noi non le diamo le responsabilità, chi se le prenderebbe? Basta guardare una neo mamma e un neo papà. Alla neo mamma non si può dir nulla, perchè ha l’istinto materno che zampilla alla prima goccia di colostro, è impacciata e stressata, ma guai a dirlo perchè altrimenti depressione post partum a gogo. E perchè non dovrebbe essere uguale per un neo papà? Che ogni volta che prende il bambino passa al vaglio dello sguardo esaminatore non solo della madre, ma della suocera, della cognata.. e se sbaglia a mettere un pannolino… apriti cielo!

Che succede se i bambini, quando li veste il papà, non sono vestiti perfetti, come faresti tu? Se per una sera col papà non mangiamo bio, se la lavastoviglie è caricata a tappo, se il pavimento è pulito ma non brilla come lo vuoi tu? Che succede? Non è questo quello che conta, non è una lotta di potere, ci sono più modi di far funzionare le cose e non è per forza quello di mamma.

 

Lisa Coccioli

 

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Lisa Coccioli

Sono nata a Taranto nel '75, ho una laurea inutile in Scienze Ambientali. Sposata nel 2003 ho seguito mio marito nei suoi trasferimenti: a Roma sino al 2009, in Germania sino al 2012. Lì, oltre a mangiare wurstel, frequentare un corso di tedesco e fare la mamma, volevo parlare con qualcuno e così ho insegnato italiano ai tedeschi nelle scuole serali. Nuovamente a Roma, poi a Taranto dove resteremo per un paio di anni. Ho 3 bambini, adoro leggere, ascolto le beghe sentimentali delle mie amiche, guardo film e cucino. Per smaltire le calorie di ciò che preparo, corro due volte a settimana. Odio stare a casa... preferisco l'aria aperta coi bambini.


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