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Lettera di una neo mamma femminista

Cara Ijeawele, Quindici consigli per crescere una bambina femminista è l’ultimo caso editoriale della scrittrice e icona femminista Chimamanda Ngozi Adichie, uscito il 7 marzo in contemporanea internazionale e pubblicato per l’Italia da Einaudi. La scrittrice nigeriana è stata inclusa da Time Magazine nell’elenco delle 100 persone più influenti al mondo ed è molto nota negli Stati Uniti avendo vinto diversi premi, ha partecipato alla marcia delle donne a Washington e il suo blog è particolarmente seguito. L’idea del libro è nata a seguito della lettera di un’amica dove le chiedeva come far crescere sua figlia femminista, così ha pensato di sviluppare la questione  educativa in un libro, sotto forma di lettera: “All’inizio pensavo solo a un pubblico nigeriano, – spiega la Adichie – poi mi sono accorta che poteva diventare una guida minima globale su come dovrebbe essere il mondo. Da consultare ogni tanto, per accertarsi che non si sia dimenticato, o dato per scontato, qualcosa.”

Un anno e mezzo fa la scrittrice diventa mamma di Ijeawele, alla quale dedica queste pagine, con l’augurio che possa diventare una donna consapevole delle proprie potenzialità, libera dai pregiudizi e indipendente nelle scelte di vita, all’interno di una società che sembra non aver ancora deposto completamente le armi del sessismo. Per molti potrà sembrare anacronistico parlare di femminismo nel XXI secolo, ma il macro tema della discriminazione continua ad essere estremamente attuale: quello che di primo acchito potrebbe sembrare un semplice manuale genitoriale femminista diventa una lettura sia politicamente tagliente sia affettuosamente materna contenente numerosi spunti di riflessione.

Ecco i 15 consigli della Adichie alle madri:

1) La maternità è un dono fantastico, ma evita di definirti solo in termini di maternità. Sii una persona completa. Mai chiedere scusa per il lavoro. Tu ami quello che fai, e amare ciò che si fa è un grande dono da dare a tua figlia.

2) Non essere perfezionista, condividi la cura dei bambini allo stesso modo. Chiedi aiuto. Pretendi aiuto. Non esistono le Superdonne.

3) Non dire mai a tua figlia che deve fare una cosa o che non la deve fare ”perché sei una femmina”. Perché sei una femmina non è mai una buona ragione. In nessun caso.

4) Attenzione al pericolo di quello che io chiamo Femminismo Lite, l’idea di una uguaglianza femminile al condizionale. Bisogna credere nella piena uguaglianza delle donne. Esempi? Una donna dovrebbe essere ambiziosa, ma non troppo. Una donna può avere successo, ma deve anche fare i suoi doveri domestici e cucinare per il marito. Una donna dovrebbe avere un posto di lavoro, ma l’uomo è ancora capo della famiglia. Etc…

5) Insegnale ad amare i libri. Se ti vede leggere, lei capirà che la lettura è preziosa. I libri l’aiuteranno a capire e mettere in discussione il mondo, la aiuteranno ad esprimersi e a capire quello che vuole diventare.

6) Attenzione con le parole, il linguaggio è il repository dei nostri pregiudizi, le nostre credenze, i nostri presupposti. Se la chiami “principessa” le stai indicando che un principe verrà a salvarla. Meglio “angelo” e “stella”.

7) Mai parlare di matrimonio come una conquista. Trovare il modo di renderle chiaro che il matrimonio non è una conquista, né è quello cui dovrebbe aspirare. Un matrimonio può essere felice o infelice, ma non è una conquista.

8) Insegnale a non porsi secondo simpatia. Non deve valere per questo ma per onestà, consapevolezza e umanità.

9) Insegnale ad essere orgogliosa della propria cultura di origine e a rispettarla.

10) Incoraggiala a fare ogni tipo di sport, falla truccare se le piace. Non pensare che la fai crescere femminista respingendo la femminilità. Il femminismo e la femminilità non si escludono a vicenda.

11) Insegnale a mettere in discussione l’uso selettivo della nostra cultura della biologia come “ragione” per le norme sociali. Spesso usiamo la biologia per spiegare i privilegi che gli uomini hanno.

12) Parla con lei di sesso e inizia presto. Sarà probabilmente un po’ imbarazzante ma è necessario.

13) Prova ad essere la madre a cui lei può parlare di tutto.

14) Fai attenzione a non trasformare gli oppressi in santi. La santità non è un pre-requisito per la dignità.

15) Insegnale la differenza. Perché la differenza è la realtà del nostro mondo. E insegnandolo la stai dotando a sopravvivere in un mondo diversificato.

L’autrice precisa: “Essere troppo dogmatici ti priva della gioia di vivere il momento. Non prenderò mai di proposito a mia figlia uno di quei set da cucina in miniatura, ma se compie 5 anni e me ne chiede uno, non sarà il giocattolo che volevo io, ma, cavolo, glielo compro.”

 

Sara Forniz

 

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Sara Forniz

Ho conseguito la laurea magistrale in Turismo del 2013 concludendo il percorso di studi che avevo iniziato mossa dal profondo interesse per questo settore, all'interno del quale ho maturato diverse esperienze lavorative. Parallelamente ho continuato ad alimentare le mie competenze nell'organizzazione di eventi, anche in ambito culturale. Sono affascinata dalle scienze del comportamento, dalle civiltà antiche e dall'antropologia, amo la musica e l'arte.


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