L’orgasmo femminile, questo sconosciuto

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L’orgasmo femminile, questo sconosciuto

L’orgasmo femminile, questo sconosciuto

Fino al secolo scorso l'orgasmo femminile è stato considerato inutile in quanto non necessario ai fini della riproduzione, se non addirittura dannoso per il concepimento. In generale, l'anatomia e la fisiologia dell'apparato genitale femminile, prevalentemente interna, è stata meno considerata dalla medicina rispetto a quella maschile. Al giorno d'oggi, ancora si dibatte sulle differenze tra orgasmo clitorideo, considerato "inferiore" perché si manifesta con la stimolazione diretta orale o manuale del clitoride, senza penetrazione, e vaginale, che si verifica grazie ai movimenti del rapporto sessuale penetrativo. In realtà, è stato dimostrato che parlare di due orgasmi è errato in quanto le aree coinvolte nell'orgasmo sono le stesse, semmai la differenza è che le modalità per accedere al piacere possono giungere attraverso stimolazioni differenti.

Che cos'è l’orgasmo?

In quanto momento culminante del ciclo di risposta sessuale, l'orgasmo rappresenta l'espressione fisica del piacere sessuale ed è preceduto dalla fase del desiderio sessuale e dall'eccitazione fisica. Da un punto di vista fisiologico, l'orgasmo consiste in una serie di contrazioni ritmiche e involontarie che coinvolgono tanto la vagina quanto l'area pelvica, oltre che lo sfintere anale. Il riflesso sensoriale e motorio si associa anche a modificazioni neuroendocrine, somatiche e neurovegetative oltre che al rilascio di sostanze quali ad esempio neurotrasmettitori e endorfine. Data la massiccia attivazione neuronale, alcune reazioni cerebrali dell'orgasmo vengono assimilate sia alle assenze tipiche della crisi epilettica generalizzata, sia al momento della morte; non a caso, l'espressione francese le petite mort viene utilizzata per sottolineare la perdita della coscienza di sé tipica dell'esperienza orgasmica. In alcune situazioni, alcune donne riportano un intenso timore di perdere il controllo e di abbandonarsi completamente al piacere: il controllo cosciente e l'attenzione costante sul vissuto corporeo sono talmente presenti da inibire e rendere impossibile la scarica orgasmica. Da una prospettiva fisiopatologica, si è in presenza di un disturbo dell'orgasmo qualora esso sia completamente assente o richieda tempi molto lunghi nonostante un'adeguata stimolazione e in assenza di patologie psichiche o cause mediche.

Il punto G

Superata l'eterna diatriba tra orgasmo vaginale e clitorideo, un altro mito è stato recentemente smontato: il punto G (dal nome dell'ipotetico scopritore, il ginecologo Grafenberg), considerato a lungo come il Santo Graal del piacere femminile, non sarebbe in realtà una specifica area, ma comprenderebbe una zona erogena più vasta e complessa rispetto a quanto si pensava in passato. L'area in grado di suscitare la risposta orgasmica è stata rinominata Cuv, che sta per complesso clitoro-uretro-vaginale e coinvolge nel piacere il clitoride, l'uretra e la parete anteriore della vagina oltre che molti altri tessuti, inclusi muscoli, ghiandole e utero.

La percezione del piacere

Andando oltre la biologia, la percezione del piacere femminile è estremamente variabile e soggettiva: se chiediamo infatti alle donne di descrivere l'esperienza orgasmica, sperimentata o immaginata, viene descritta da qualcuna come un'esplosione, come una scossa elettrica, da altre come un brivido, capogiro, come energia e senso di libertà. In altri casi, le donne descrivono l'orgasmo come una momentanea perdita di controllo e di incoscienza, data dalla sensazione di abbandonare corpo e mente al godimento, seguito dal calo della tensione e da un generale senso di rilassamento e benessere.

La cura e l'esplorazione del proprio corpo

La ricerca del piacere femminile può essere definita come un vero e proprio viaggio di scoperta che inizia con l'autoerotismo: accarezzare ed esplorare le proprie parti intime permette alle bambine prima e alle adolescenti poi, di imparare gradualmente a conoscere, prendersi cura e amare il proprio corpo, fino ad arrivare all'età adulta e alla consapevolezza del proprio potenziale femminile. Troppo spesso nelle donne manca questo passaggio (cosa che invece per gli uomini è naturale), sia per la difficoltà fisica di accesso ai propri genitali che sono "nascosti", sia per una questione culturale ("non ci si tocca LÌ"). L'ignoranza e la vergogna del proprio corpo fanno sì che la vita sessuale delle donne sia spesso frustrante e limitata e che dipenda dalla disponibilità del partner a cui ci si lega. Una maggior conoscenza e cura del proprio corpo, invece, dà la possibilità alla donna di approcciarsi al partner insegnandogli come darle piacere e cosa è gradito o meno.

 

Valentina Benedetti

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About Author

Sono una psicologa esperta in sessuologia clinica, mi sono formata presso l'Istituto di Sessuologia Clinica di Roma e attualmente sto terminando il percorso di specializzazione in psicoterapia ad orientamento psicoanalitico. Amo il mio lavoro perché penso che la sessualità sia un'emozione tutta da vivere e da scoprire. Mi occupo di consulenze psicosessuologiche per l'individuo e la coppia oltre che di corsi di formazione rivolti a bambini e adolescenti sull'affettività e la sessualità.

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