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Gli errori delle donne (in amore)

Generalmente si pensa che solo le donne possano comprendere il mondo femminile, invece lo psicoterapeuta Giorgio Nardone ci dimostra il contrario. Nel suo libro Gli errori delle donne (in amore) del 2010, edito da Ponte alle Grazie, l’autore specifica l’approccio con il quale ha affrontato il tema: “Osservazione partecipata, in questo caso, tramite la mia diretta relazione con l’universo femminile come partner, amico, maestro e terapeuta, insomma colui che tocca con mano, da decenni, quella straordinaria capacità delle donne di complicarsi la vita“.

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Perchè è proprio questo il punto, abbiamo una straordinaria capacità di complicarci le cose, sarà una forma di autolesionismo? In ogni caso Nardone mette in luce quel meccanismo di “autoinganni” che noi stesse creiamo e del quale siamo vittime, soprattutto se parliamo di sentimenti. Portare alla luce gli erorri in amore non significa far carico alla donna della responsabilità esclusiva dell’andamento di un rapporto, bensì ricordarle delle risorse che ha in suo potere per apportare cambiamenti costruttivi nella coppia. Ammettiamolo, siamo noi a lamentarci maggiormente dell’insoddisfazione sentimentale rispetto agli uomini e per questo il nostro ruolo diventa determinante per il funzionamento della relazione.

Questo salto di qualità del rapporto è possibile solo quando la donna avrà riconosciuto il ruolo che ha deciso di recitare (all’interno della coppia e con se stessa) e se ne sarà finalmente liberata. Per questo Nardone parla di copioni: “La maggioranza dei copioni delle donne in amore possono essere rappresentati da miti storici e letterari che fanno parte della cultura antropologica femminile. Alcuni hanno radici che affondano nelle tradizioni più antiche, mentre altre sono il frutto della moderna evoluzione del ruolo della donna nella società, nella famiglia e nella coppia. Le mie definizioni sono, perciò, in parte riprese dal linguaggio fiabesco e letterario, altre si rifanno a immagini del copione stesso”.

Così, tra le pagine del libro, potrete facilmente riconoscervi nei panni della donna Fata, La Diligente, L’Amazzone o La Traghettatrice. Non preoccupatevi, i comportamenti caratterizzanti questi modelli, se non estremizzati e reiterati, non sono sintomo di una patologia, sta di fatto, però, che una bella auto analisi può essere sicuramente utile per aiutarci ad essere veramente noi stesse, dentro e fuori dalla coppia.

 

Sara Forniz

 

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Sara Forniz

Ho conseguito la laurea magistrale in Turismo del 2013 concludendo il percorso di studi che avevo iniziato mossa dal profondo interesse per questo settore, all'interno del quale ho maturato diverse esperienze lavorative. Parallelamente ho continuato ad alimentare le mie competenze nell'organizzazione di eventi, anche in ambito culturale. Sono affascinata dalle scienze del comportamento, dalle civiltà antiche e dall'antropologia, amo la musica e l'arte.


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