La costruzione del ruolo di padre

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La costruzione del ruolo di padre

La costruzione del ruolo di padre

Le grandi trasformazioni che l'arrivo di un figlio comporta coinvolgono anche il padre, soprattutto nel primo anno di vita del bambino. Il suo processo di coinvolgimento però è diverso da quello che investe la madre: è indiretto, più lento. La prima fase di coinvolgimento dell'uomo è di natura mentale, scandito dall'annuncio della gravidanza. A questa prima fase fa seguito un periodo in cui il padre, pur continuando a rimanere uno spettatore, compartecipa alla gravidanza condividendo gli stati fisici e mentali della sua partner. Ma con l'imminenza del parto, anche il padre sente decisamente più concreto il proprio coinvolgimento, che interpreta nei termini di nuove responsabilità da assumere verso la creatura che sta per arrivare. Certamente la responsabilità che l'uomo sente più immediata è di natura economica (Ammaniti).

Diventare padre

L'annuncio della gravidanza è un momento in molti casi sconvolgente, una specie di frastuono emotivo che si espande velocemente nelle dimensioni emozionali del desiderio, questo vale nella coppia sia per la donna che per l'uomo. Una sostanziale differenza è che la donna sente e vive in modalità biologica e affettiva la gravidanza senza confini e distinzioni, per l'uomo questo assume un aspetto diverso. È qui che il desiderio incontra la realtà portata dalla donna. L'uomo che abitualmente ha anche lui costruito uno spazio d'accoglienza per il futuro figlio, adesso vede, sente, immagina la realtà che si sta costruendo: confermato nella sua capacità di generare, scopre di poter dar vita, sente e vede nella compagna la generatrice non solo del loro figlio, ma anche contemporaneamente la generatrice del suo stesso "essere padre".

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In molti casi anche se può sembrare troppo fantasioso, l'uomo si sente in qualche modo incinto anche lui, scatta il senso di protezione e di accoglienza, si identifica istintivamente e nella variabilità temperamentale in colui che accoglie la lei in sé e insieme alla lei, accoglie quel suo desiderio creativo che sta diventando una realtà affettiva (Stilgenbauer).

I dubbi e le domande

Il desiderio di diventare genitori


L'annuncio della gravidanza è fatto di svariate emozioni molto potenti, ma queste emozioni non sono solo positive e piene di sensazioni di felicità, emozioni contraddittorie, emozioni vissute intensamente per uno spazio che si sta ampliando e che provoca la trasformazione relazionale, un'esistenza da proteggere e il conseguente dubbio e giudizio su sé stesso come padre: "Sarò un buon padre? Sono in grado di proteggere il nostro desiderio di un figlio sia per me che per lei? E se dovessimo perdere il nostro desiderio che si sta realizzando? Da quali minacce debbo difendere tutti e tre?" In molti casi si avviano sensazioni nebbiose di preoccupazione per l'andamento della gravidanza, per la salute della madre e del bambino, l'incertezza sul da fare, lo scegliere, il modificare modalità con cui si è svolta la propria vita prima dell'annuncio, la rinuncia a delle cose che prima piaceva fare (Stilgenbauer, 2014).

Empatia è la parola chiave

Diventare padri è frutto di un percorso psicologico che si compie attraverso la costruzione del ruolo genitoriale. Il padre che svolge la sua funzione paterna in modo ottimale è colui che fa sentire al figlio la propria presenza, sia fisica che emotiva, instaurando un rapporto empatico. Per rapporto empatico si intende la capacità del padre di riuscire a entrare in contatto con le emozioni e le esigenze primarie che il piccolo vive e manifesta, di saperle cogliere e rispondervi in maniera puntuale e adeguata già dalla fase fetale (Marchetti).

 

 

Liliana Zagaria

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