Le aspettative nella coppia

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Le aspettative nella coppia

Le aspettative nella coppia

Quando una relazione sentimentale comincia, ciascuno ci riversa delle aspettative: spera realizzare attraverso il partner i bisogni più profondi, guarda l'altro come fosse la persona che riuscirà a curare le ferite del passato ancora doloranti, confida nell'intuizione dell'altro che capirà immediatamente ogni necessità psicologica importante, come affetto, sicurezza, stimoli, condivisione di attività intellettuali, sociali, condivisione della gestione di casa e dell'educazione dei figli.

Voglio sottolineare, però, che è davvero improbabile che ci si trovi di fronte al prototipo di partner ideale.

Il ciclo dell'innamoramento


La fase dell'innamoramento mostra agli occhi dell'innamorato un principe azzurro o un principessa che risultano essere estremamente idealizzati. Tanto che quando si entra in contatto profondo con qualcuno, si scopre che non corrisponde all'idea che si è fatti di lui o lei nella fase seduttiva.

Si scoprono i suoi limiti, i dolori, le sue ferite ancora vive. Si rivela il suo reale funzionamento, i suoi valori e il linguaggio che utilizza, diverso da quello che si era compreso inizialmente.  E queste differenze si evidenziano man mano che il rapporto si protrae  e sviluppa nel tempo. Raggiungere la consapevolezza che la persona di cui si è innamorati non risponda alle aspettative, soprattutto se non esplicitate con un linguaggio semplice ed esempi concreti tale che l'altro possa comprendere, può far nascere nell'animo una profonda rabbia e frustrazione.

Durate la fase dell'innamoramento, la rabbia è contenuta e la relazione regge nonostante la frustrazione. Ma con il passare del tempo, quando si passa alla fase dell'amore (fase in cui si è più miti), ci si rende conto che il partner non è disposto a cambiare. Le motivazioni sono molteplici: perché non comprende la necessità di farlo, non vuole, o non ha gli strumenti per andare incontro all'altro e costruire un "linguaggio" comune.

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A incrinare il rapporto di coppia non sono solo le aspettiate irrealistiche: anche il dolore provato nel passato, la diffidenza per la paura di soffrire ancora, il confronto poco leale con gli ex.

Succede spesso di iniziare una relazione con l'aspettativa di cambiare il partner, plasmarlo per renderlo più empatico, affettivo, loquace o altro. È un errore che in molti fanno, il presupposto più pericoloso in amore. Non si comprende, se non quando spesso è troppo tardi, che per realizzare cambiamenti strutturali della personalità è necessario un gran lavoro su di sè, ma partendo dalla persona stessa. Alla cui base ci debbono essere motivazione e volontà personali e non indotte da qualcuno. Ecco perchè capita che, il più delle volte il cambiamento atteso, basato sull'idea illusoria che si aveva del partner ideale, non avviene.

Sostengo quindi fortemente che la base fondamentale per costruire una buona relazione sia costituita dall'equilibrio tra accettazione e incontro. Bisogna accettare l'altro così com'è, affinare, smussare, alcuni aspetti del proprio carattere per andare incontro alle sue necessità attraverso il dialogo e l'ascolto attento, accettando i reciproci limiti. Quando ciò avviene in entrambi, solo allora la relazione si appoggia su aspettative realistiche ed il rapporto diviene sano e funzionale nel tempo.

Il bisogno vitale di relazioni


Entriamo nel dettaglio: all'inizio del rapporto a due, quando si è innamorati, le aspettative difficilmente sono considerate irrealistiche. Sono richieste da soddisfare "senza se" e "senza ma", una sorta di diritto, una pretesa, che il partner deve assecondare, e in più non si ritiene nemmeno necessario esplicitare tali aspettative in modo chiaro. Ci si mette in attesa che l'altro soddisfi tali bisogni dando per scontato che sappia farlo, dando gratificazione nell'immediato. Ci si aspetta che il partner utilizzi una sorta di "pensiero magico" e che riesca ad intuire ciò che si desidera esattamente come sapevano fare i propri genitori. Il meccanismo è proprio quello attivato durante l'infanzia, quando ancora non si sapeva parlare, i genitori erano in grado di cogliere le necessità primarie (fame, sete, sonno… ). Allo stesso modo, anche nella relazione d'amore ci si aspetta che ciò accada. Le aspettative diventano assunti impliciti anziché comunicati apertamente condivisi da ambo le parti. Ognuno quindi deve assumersi la responsabilità all'interno della relazione di comunicare le proprie aspettative e di non darle per implicite. Si ha il dovere di fare richieste e verificare se queste vengono colte e possano essere prese in considerazione dal partner.

Riversare sull'altro tale responsabilità, anzichè comprenderla come propria, crea incomprensione e disagi, dato che l'altro è inconsapevole del ruolo designatogli e di conseguenza si ritrova vittima accusata di molteplici mancanze. I modi per accusare il partner sono molteplici: silenzi, ricatti, affermazioni come "Non sei innamorato abbastanza di me per comprendere ciò che desidero", ma che non viene chiesto.

La tristezza e la rabbia repressa spesso vengono trattenute per anni, causando nella persona delusione e rancore e comportamenti di tipo passivo-aggressivo: utilizza modalità di comunicazione indirette (dispetti) per farla pagare al partner, esplode per un nonnulla con accessi di ira. Conseguenza di aspettative non soddisfatte è anche uno stile di pensiero negativo, sia verso se stessi, sia verso il partner. Ci si convince di non essere all'altezza, di non meritare attenzioni e gesti di cura da parte del compagno. Quando il ciclo di pensieri negativi si avvia su se stessi, l'altro e la relazione il rapporto può cominciare a definirsi compromesso. È da qui infatti che nasce un "braccio di ferro" continuo con il partner per dimostrare che si ha ragione, mentre l'altro ha torto ed è manchevole su tutti i fronti. Addirittura andando a pescare situazioni indietro nel tempo da rinfacciare alla miglior occasione, senza dare nessun tipo di apertura a tentativi di riconciliazione. La rottura della relazione diviene inevitabile a causa di un clima perennemente ostile in cui la serenità appare irrecuperabile.

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Un'altra situazione comune è quella che ha come protagonista una persona dalla bassa autostima, che ritiene di dover cercare sempre di essere il partner perfetto per l'altro, in modo da impressionarlo e tenerlo accanto a sè. Pensano di dover per forza faticare per continuare a piacere e di doversi sottoporre a forti pressioni per "meritarsi l'amore" dell'altro. È una continua ricerca di conferme del proprio valore attraverso il partner, il quale potrebbe stancarsi di fornire conforto a chi non è capace di rasserenarsi mai con i feedback positivi ottenuti. La rottura in questo caso può essere interpretata come una conferma del "non essere degno di amore" da parte dell'insicuro, piuttosto che una conseguenza delle continue pressioni esercitate.

Come evitare le aspettative irrealistiche nel rapporto di coppia?

  1. Non usare la parola "dovrebbe": non generalizzare la relazione di coppia attraverso i comportamenti che ogni partner dovrebbe tenere. Bisogna guardare il proprio come ad un rapporto unico.

  2. Comunicare tutte le proprie aspettative: nessuno può sapere l'oggetto dei pensieri di una persona, perciò è necessario comunicare apertamente al partner ciò che si ritiene importante per sè e ciò che si desidera facendo esempi concreti. Se non può soddisfare le esigenze chiaramente esplicitate allora è necessario valutare se rimanere nel rapporto con quei presupposti o lasciar andare.

  3. Concentrarsi sugli aspetti positivi. Ogni partner ha aspetti positivi e sono quelli per cui lo si ha scelto e per cui si provano dei sentimenti. Valorizzare, anziché sminuire, ciò che c’è nella coppia.

  4. Lavorare su di sè: puntare a migliorarsi. Una relazione funziona solo se entrambi si osservano e diventano consapevoli delle proprie modalità di relazione.


 

Maurizio Sgambati

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About Author

Psicologo Psicoterapeuta ed Analista Transazionale Certificato. Effettuo attività di consulenza psicologica e psicoterapia come libero professionista in privato privilegiando le problematiche del singolo adulto. Collaboro con alcune associazioni di promozione sociale offrendo formazione e supervisione professionale. Per Noi2 Magazine scrivo articoli di taglio psicologico riguardanti il mondo delle relazioni.

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