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Taxi mama

Vi racconto, se avete un attimo e buona memoria, il mio lunedì pomeriggio, emblema della mamma trasformata in taxi o, se vi piace di più, incarnazione perfetta di quell’animale mitologico di “mamma su gomma”: metà donna e metà emorroidi (a furia di stare seduta in macchina a portare di qua e di là i bambini!).

Ma… mi raccomando carta e penna perché dovete annotare gli orari:

Ciò che mi aspetto dai miei figli

ore 16.00 figlio grande esce da scuola
ore 16.00 figlia media catechismo
ore 16.30 karate figlio piccolo
ore 17.00 fine catechismo figlia media
ore 17.30 fine karate figlio piccolo
ore 18.00 figlio grande calcio
ore 18.30 figlia media danza
ora 19.30  figlio grande fine calcio
ore 19.30 figlia media fine danza.

Vi starete chiedendo come faccio a prendere i bambini tutti e due allo stesso orario, visto che non ho il dono dell’ubiquità di Padre Pio? Verso le 19.00 del lunedì, mio marito (quando c’è) si ricorda che tre dei  suoi spermatozoi hanno fecondato, un po’ di tempo fa, altrettanto tre dei miei ignari ovuli. Quindi fa cadere quella fottutissima penna sulla scrivania, e finalmente va a prendere almeno uno dei tre frutti  dei suoi lombi. Ovviamente con tutti gli onori, anche se fa tardi! Eh sì perché, se mio marito fa 5 minuti di ritardo, sui bambini sortisce un effetto eccitante, manco stessero aspettando l’ingresso di una rock star nel parterre: arriva con un cono di luce e standing ovation, perché il papà è andato a prenderli! (E cavolo… ‘na cosa fa, manca poco che la trasmettono in mondovisione!)

Se  io faccio ritardo invece, sono musi lunghi e bronci… e la fascia di mamma peggiore del 2017 da parte delle altre mamme, a giudicare dagli sguardi di disapprovazione, non me leva nessuno!!

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Ora si fa presto, cari psicologi, pedagogisti, educatori, ecc. a dire che i bambini devono fare sport, ma sopratutto devono fare sport secondo le loro inclinazioni, secondo le loro attitudini, tanto ci siamo noi mamme su gomma che ci dobbiamo sdoppiare, triplicare per accompagnarli a destra e a manca! Non solo, allo sport, che a me si è tradotto in 3 spostamenti in 3 luoghi diversi, mi si è aggiunto il catechismo, il tutto condito con compiti a incastro qua e là, un po’ in macchina lungo il tragitto, un po’ nei ritagli, ecc.

Per fortuna è solo il lunedì pomeriggio così incasinato, perchè altrimenti mi sarei già finta morta come un opossum in tangenziale.

Per fortuna ancora che ho la macchina a gpl!

La dolcezza

Se da una parte i benzinai, non ne traggono profitto dalla mia presenza sulle strade a piede libero, dall’altra i carrozzieri e gli assicuratori, quando mi vedono, mi allungano spesso un biglietto da visita con un grande sorriso, perché hanno capito che una mamma con figli è una miniera d’oro: passa tanto tempo a macinare chilometri nel traffico, a uscire da parcheggi a pettine, fa tante curve ad U perchè sbaglia spesso strada in preda all’ansia, ha tanta fretta quando deve prendere i bambini da scuola, e può capitarle di lasciare la macchina anche in parcheggi microscopici, (mica si va tanto per il sottile quando si tratta di parcheggi vicino la scuola!) e che quindi, prima o poi, una bottarella alla macchina ci sarà.

Però sapete che vi dico? Va bene così. Va bene così perché lo posso fare, perché è giusto dare possibilità ai bambini, perchè lo sbattimento di noi mamme per lo sport e altre attività pomeridiane, sono le cure parentali di noi mammiferi evoluti, perchè …a casa tanto …che facciamo? Mangiamo.

Lisa Coccioli

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Lisa Coccioli

Sono nata a Taranto nel '75, ho una laurea inutile in Scienze Ambientali. Sposata nel 2003 ho seguito mio marito nei suoi trasferimenti: a Roma sino al 2009, in Germania sino al 2012. Lì, oltre a mangiare wurstel, frequentare un corso di tedesco e fare la mamma, volevo parlare con qualcuno e così ho insegnato italiano ai tedeschi nelle scuole serali. Nuovamente a Roma, poi a Taranto dove resteremo per un paio di anni. Ho 3 bambini, adoro leggere, ascolto le beghe sentimentali delle mie amiche, guardo film e cucino. Per smaltire le calorie di ciò che preparo, corro due volte a settimana. Odio stare a casa... preferisco l'aria aperta coi bambini.


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