IL PRIMO MAGAZINE SULLA VITA DI COPPIA. SFUMATURE DI NOI2

 

Separazione e affidamento dei figli

Figli combinaguai e responsabilità genitoriali

La separazione personale dei coniugi è un evento che porta con sé rilevanti questioni, non soltanto di natura patrimoniale; se la coppia ha avuto dei figli, le questioni personali ed affettive assumono infatti il ruolo di primissimo piano. Andrà stabilito, nelle forme di cui diremo brevemente tra poco, come proseguirà il rapporto della prole con i genitori.

Che cosa si intende per affidamento dei figli?

È quel complesso di regole che disciplina la ripartizione e l’esercizio della potestà genitoriale sui figli minorenni allorquando tra questi sia cessata la convivenza; è una disciplina, si badi bene, omogenea, che vale non solo tra genitori sposati, ma anche tra per i componenti una coppia di fatto.

Oggi – dal 2006 – il principio cardine in materia è quello dell’affidamento condiviso dei figli minori ad ambedue i genitori: ciò significa che, in linea di discontinuità con il sistema previgente (che prevedeva, di norma, l’affidamento esclusivo, così limitando la sfera d’influenza del cosiddetto genitore non affidatario), si è posta la massima rilevanza al fatto che il figlio minore mantenga un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori. Il minore dovrà quindi ricevere da ambedue cura, educazione ed istruzione; ancora, si è posto l’accento sull’importanza che vengano conservati rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.

Tradimento del coniuge e conseguenze legali

Affidamento, pertanto, significa in primis condivisione, da parte dei genitori, dei diritti e dei doveri a far crescere la prole in un indirizzo coerente con quello precedentemente adottato dalla famiglia. È evidente che, venuta meno la famiglia, non è sempre facile attuare questo indirizzo. Proprio a queste difficoltà dovrebbe sopperire l’istituto dell’affidamento condiviso, perché è volto a limitare i problemi della cooperazione tra genitori che emergono nel diverso regime dell’affido congiunto. In quest’ultimo, infatti, era necessaria la – non sempre facile – fattiva cooperazione tra i genitori; nel caso dell’affido condiviso, invece, i genitori condividono la responsabilità sulle scelte ordinarie e più importanti della vita del figlio, ma sono poi responsabili singolarmente – ed esclusivamente – nei momenti in cui “hanno in carico” presso di sé il figlio.

In estrema sintesi, salvo particolari casi che suggeriscano l’adozione di meccanismi differenti, ambedue i genitori continueranno ad essere, a tutti gli effetti, tali (genitori non per definizione ma, appunto, nei fatti, avendo voce in capitolo nelle decisioni che  riguardano i propri figli) come prima della separazione.

L’affidamento non ha nulla a che vedere col tempo che i genitori trascorrono con la prole; in quest’ultimo caso, si parla di collocazione prevalente.

LEGGI ANCHE Divorzio veloce e indolore

È evidente, infatti, che il minore trascorrerà la propria vita dividendola con i due genitori, e che molteplici ragioni, in primis di ordine pratico, finiscano quasi per imporre una suddivisione temporale non orientata nella misura di un equo 50% a ciascun genitore. Si pensi ad un bambino appena avviato all’età scolare: è evidente che nella scelta del genitore che lo avrà con sé per la maggior parte del tempo si considereranno la distanza dalla scuola, quale sia il genitore che abita nella casa “ex coniugale”, la figura cui il piccolo sia maggiormente attaccato (ed in tenera età difficilmente non potrà essere la madre).

Al di là dell’aritmetica, pertanto, va evidenziato come il regime della collocazione prevalente non rispecchia la misura di eventuali carenze o particolari responsabilità di un genitore così “premiando” l’altro, ma è piuttosto rivolta a garantire una certa continuità ed ordine nella vita del minore, già senz’altro stressato dal termine della relazione dei propri genitori. In fin dei conti, l’adozione del concreto regime di collocamento è attuato non per sanzionare un genitore, ma solo per garantire l’esclusivo miglior interesse del minore.

A garanzia della verifica concreta che questo best interest sia effettivamente realizzato, ambedue i genitori potranno, in ogni momento, coinvolgere il tribunale della questione e richiedere la modifica delle condizioni di affidamento del minore.

 

Avv. Michele Sellan

Se desideri che l’avvocato Michele Sellan risponda a delle tue domande o ti chiarisca dei dubbi, compila il seguente form (il tuo messaggio non verrà visualizzato online). Riceverai in breve tempo una risposta in privato.

 

 

Leggi anche:

kids_photographer_lifestyle_021

La separazione con figli

20161206_noi2magazine_investigatore

Investigatore privato e infedeltà



Michele Sellan

33 anni, con studio professionale in San Donà di Piave (TV) e Portogruaro (VE), tratta prevalentemente questioni in materia di diritto civile e tributario. Fa parte del network professionale “Porto Startup”, nato nel 2014 con l'obiettivo di prestare assistenza e consulenza ai giovani imprenditori innovativi. Approda a Noi2 Magazine con l'intento di rispondere ai suoi moderni e disinvolti lettori in una “lingua” senza filtri con la realtà giuridica ed i suoi infiniti e mutevoli risvolti pratici.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *