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Dipendenza da fitness, quando diventa pericolosa

In questo articolo mi rivolgo prevalentemente a te, maschio alfa col pelo sul petto che si allena 3 volte a settimana in palestra d’inverno e 4 in primavera per asciugare l’addome prima dell’state; che mangia come un bue nei mesi freddi perché “in massa” e come un passerotto in quelli cali perché “in definizione”; che non sfiora neanche col mignolo un pezzo di cioccolata il martedì, ma che nello “sgarro domenicale” divora colomba, agnello e uovo di Pasqua con pulcino annesso… insomma, ci siamo capiti!

Lo confesso al personal trainer

Ci sono casi in cui una passione, come quella per il Fitness, può realmente diventare una dipendenza. Una cosa senza la quale non si riesce a vivere bene, a respirare. E come tutte (sottolineo tutte!) le dipendenze, ciò automaticamente comporta dare meno val\ore a tutte le altre cose e persone che ci circondano.

Tutto e tutti diventa/no scontato/i… tranne il Fitness!

Pasti regolati al minimo del grammo. Allenamenti in palestra sempre in compagnia di asciugamano, bottiglia da 2 l di acqua con sali minerali o maltodestrine, cronometro subacqueo, taccuino sudaticcio per appuntare i pesi, guanti da fabbro, due paia di scarpe (uno per correre e uno per gli esercizi con i pesi)…

Ci sono (estremi di) persone che venendo da uno stile di vita completamente sregolato (vedi anoressia e bulimia) danno al Fitness un valore oltremodo importante. Ma come detto, questi sono casi estremi e non sono da biasimare, a mio avviso.

Noi ci stiamo rivolgendo alla persona media, al lavoratore in ufficio, con una compagna, o ancor più una moglie e magari dei figli, che si allena per un fattore di benessere fisico ed estetico massimo 5 ore a settimana.

Tornare in forma in 5 passi

A proposito di benessere “fisico” ed “estetico” è bene chiarire la differenza che delle volte può essere dimenticata, tra i due. Un benessere “fisico” è quello che può essere dato da un miglioramento della postura, di alcuni acciacchi articolari, da una diminuzione di valori sanguigni alterati come colesterolemia o trigliceridemia, per non parlare del mantenimento di alcune patologie più o meno gravi (come può essere il caso del diabete). Un benessere “estetico” è meramente soggettivo ed è quello che fa dare di matto alle persone: i fianchi, la pancetta, le ali di gallina, il petto definito, la tartaruga… Queste sono le cose che principalmente un ossessionato del Fitness ricerca allenandosi, senza pensare ai plurimi fattori benefici in più che sta ottenendo.

Come detto, questo è un fattore soggettivo, nel senso che come per ogni dipendenza, più si fa uso del mezzo da cui dipendiamo, più ne abuseremo. Vi ricorda qualcosa? Alcool, droga, cibo…

Le aree del cervello “pizzicate” quando siamo dipendenti da qualcosa sono più o meno le stesse e quindi non si fa praticamente nessuna differenza tra dipendente da alcool per esempio e dipendente da palestra.

Quando si entra nel loop della dipendenza ogni cosa andrà storta e perderemo l’oggettività del dimagrimento realmente ottenuto, dei cm in più sul braccio e sul torace, del v-shape che si nota meglio dell’estate scorsa… tutti miglioramenti estetici che chi ci circonda noterà ma che noi, nella nostra “soggettiva dipendenza”, non vederemo minimamente, cercando ancora di più una perfezione irraggiungibile, con modelli fisici impossibili come Arnold o Columbo.

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Quello che mi sento di suggerire per convivere e gestire la dipendenza da Fitness, lo riassumo in questi pratici punti:

  1. FISSARE DEGLI STEP

Molto spesso approcciandosi alla palestra, si parte magari da una situazione di 1,80 metri per 95 kg, vedendosi già tra uno o due anni con 12 kg in meno e con un fisico da modello.

Non è corretto. È corretto invece darsi degli obiettivi a breve-medio termine, puntando solo infine all’obiettivo reale. “Voglio perdere almeno 2 kg al mese”; “Voglio guadagnare almeno 0,5 cm al mese di circonferenza braccio”; ancora meglio se sono obiettivi prestazionali, molto più motivanti secondo me, tipo “Voglio riuscire a fare tutte le rampe di scale di piazza di Spagna di fila senza il fiatone da mulo”.

  1. ESSERE DIPENDENTI… IN DUE

Quale miglior consiglio se non quello di farsi accompagnare nel proprio “viaggio infinito” insieme ad un o una partner?

Il regalo giusto per il partner palestrato

Spalleggiandosi vicendevolmente noterete oggettivamente i miglioramenti e i peggioramenti dell’altro, essendo sicuri di avere ricevuto un giudizio da un occhio critico e corretto, dato che la suddetta persona è sulla vostra stessa “lunghezza d’onda”. Insomma inutile dilungarsi troppo su questo punto, è inappellabile che una seconda persona che segue il vostro stesso stile di vita (maniacale o meno) sia di forte aiuto!

  1. AVERE OBIETTIVI REALI

Mi riferisco al fatto di avere come idoli nella propria ingenua ignoranza, atleti ai livelli di un passato Arnold Schwarzenegger o il più contemporaneo Phil Heath.

Come detto questi sono atleti agonisti e per raggiungere livelli tali hanno passato anni, non settimane o mesi, anni della loro vita a curare il loro fisico. Il sig. Mario, impiegato alle Poste di 32 anni con un passato sportivo da lanciatore di coriandoli fino alla 1° media, non pretenda in 1 anno anche solo di avvicinarsi ad avere un aspetto simile (ma neanche in due!).

Una frase è molto esaustiva in tal caso: “Non cercare di raggiungere il livello di altri, cerca di superare il tuo!”

  1. NON USARE IL “FAI DA TE”

Spesso per risparmiare tempo e denaro, ci si rifà al buon vecchio internet per cercare: “Come dimagrire in fretta”; “Come aumentare i muscoli del petto”; “Integratori utili al dimagrimento”…

E per l’amor di Dio va benissimo, ma solo se partiamo già da una buona base! Se facciamo queste ricerche conoscendo a malapena la differenza tra Vitamina e Sale minerale, rischieremo solo di farci del male tentando tutti gli approcci alimentari e di allenamento che ci propinano su Internet.

Ancora più importante è il fatto di avere un occhio oggettivo e imparziale che seguirà il nostro percorso verso il miglioramento di noi stessi. Partendo dalle più basilari circonferenze, passando dalla plicometria, fin o ad arrivare alla più sofisticata bioimpedenziometria. Tutte pratiche utilissime a valutare se ci stiamo muovendo verso una direzione giusta oppure no. Con l’aiuto di un professionista che conosce le dinamiche del dimagrimento e non, tranquillizzandoci ogni qual volta sarà necessario e trovando la soluzione ad ogni problema.

 

Gianni Cecchetti

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Gianni Cecchetti

Toscano, classe 1991, appassionato di fitness. Vengo principalmente dal nuoto e dalla kick-boxe, dove ho vinto un titolo internazionale all'interno della mia federazione. Gli studi (con la "S" maiuscola) inerenti il mondo del fitness, sono iniziati nel 2011 con la Federazione Italiana Fitness, grazie alla quale mi tengo costantemente aggiornato. Nel 2014 ho intrapreso il percorso universitario alla facoltà di Scienze motorie con l'intento di proseguire nel ramo della nutrizione. Sostengo l'applicazione del buon senso nell'attività fisica, nell'alimentazione e nel lifestyle in generale.


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