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Asessualità, il quarto orientamento

In una società in cui siamo costantemente bombardati da contenuti e messaggi relativi alla sessualità non ci aspetteremo di venire a conoscenze che l’1% della popolazione mondiale sia asessuale: questo è stato il risultato di uno studio del 2004 pubblicato sul sito della CNN. Sicuramente da quella volta la percentuale sarà aumentata, anche a seguito dell’espansione in rete di gruppi e associazioni dedicati.

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Ma cosa vuol dire essere asessuale? Si tratta del cosiddetto quarto orientamento, identificato anche dalla sigla “ACE”, che non rientra ne nell’etero, ne nell’omo e neppure nella bisessualità. Non si tratta, quindi, di un disturbo del desiderio, bensì della mancanza di attrazione fisica verso qualsiasi individuo, indipendentemente dal genere. Non si tratta nemmeno di una scelta, come  nel caso della castità. Questa condizione fa sì che l’individuo non percepisca l’intimità come qualcosa di necessario, tuttavia, se gli capita di avere un rapporto sessuale, prova comunque piacere, dal momento che la sfera fisica non è in alcun modo compromessa.

Tra gli asessuali è possibile individuare uno spettro di identità:

Aromantici: Coloro che, profondamente soddisfatti delle proprie relazioni di amicizia, non sentono il bisogno di realizzarsi sotto il profilo sentimentale intraprendendo delle relazioni romantiche;

Parliamo di pansessualità

Romantici: Provano il desiderio di avere una relazione romantica senza, però, rapporti sessuali;

Demisessuali: Non provano attrazione fisica se prima non si è instaurato un forte legame emozionale ed affettivo;

Semisessuali: Provano attrazione fisica ma non hanno il desiderio di agire sessualmente;

Grey-A o Grey-Asexual: Per queste persone esiste una zona “grigia”, intermedia, tra sessualità e asessualità. In certi casi sperimentano l’attrazione fisica raramente, mentre altri non sono affatto certi di averla mai provata.

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Nonostante l’assenza di attrazione fisica le persone che si identificano come asessuali vivono comunque delle relazioni romantiche e all’insegna della felicità. L’Asexual Visibility and Education Network, la più grande comunità asessuale online del mondo,  sottolinea che questa condizione è una parte intrinseca dell’identità individuale: “L’asessualità non rende le nostre vite né migliori né peggiori, dobbiamo semplicemente affrontare una serie di sfide in più rispetto alle persone con desiderio sessuale. C’è una differenza considerevole nella comunità asessuale: ogni persona prova diversamente l’avere una relazione, l’attrazione e l’eccitazione“.

La difficoltà principale per questi individui è quella di trovare nel mondo reale persone con la medesima inclinazione, motivo per cui la comunità sta cercando di lavorare in un’ottica più concreta per stimolare l’incontro diretto e la nascita di nuove relazioni sentimentali.

 

Sara Forniz

 

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Sara Forniz

Ho conseguito la laurea magistrale in Turismo del 2013 concludendo il percorso di studi che avevo iniziato mossa dal profondo interesse per questo settore, all’interno del quale ho maturato diverse esperienze lavorative. Parallelamente ho continuato ad alimentare le mie competenze nell’organizzazione di eventi, anche in ambito culturale. Sono affascinata dalle scienze del comportamento, dalle civiltà antiche e dall’antropologia, amo la musica e l’arte.


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