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Vacanze gay friendly: libero di viaggiare come sei

Il Turismo rappresenta un settore soggetto a rapida evoluzione e quella che si sta registrando negli ultimi tempi è la richiesta di mete gay friendly, ovvero destinazioni adatte a viaggiatori omosessuali: si tratta di luoghi caratterizzati da un’apertura mentale e culturale tali da scongiurare la discriminazione e l’omofobia, permettendo per esempio ad una coppia gay di passeggiare mano nella mano senza essere arrestata.

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Scegliere la destinazione giusta, quindi, diventa fondamentale per potersi godere la vacanza senza pensieri. Per soddisfare questa richiesta sono nati Tour Operator specializzati come Quiiky, il primo in Italia: “Il bisogno principale di questo tipo di turista – spiega Alessio Virgili, direttore del brand a Roma – è vivere la propria vacanza in una destinazione turistica o in una struttura in cui verrà accettato per quello che è, potrà essere se stesso o abbracciare il proprio partner senza che nessuno lo insulti. Esistono sicuramente Paesi in cui le leggi dello Stato, la religione o la cultura non accettano l’omosessualità oppure dove non esistono leggi anti-omofobe. In questi posti è sconsigliato avere atteggiamenti troppo espliciti ed evidenti in pubblico, ma non per questo non possono essere visitati”.

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Le destinazioni da evitare sono sicuramente molti Stati arabi e asiatici, dove non è ancora stata predisposta una legislazione a tutela dell’omosessualità e dove la strada per l’accettazione di questo orientamento è ancora lunga. Egitto, Marocco e Cina assieme a Mauritius e Santo Domingo vengono sconsigliate. Di recente apertura al mondo gay e lesbo risulta essere l’India mentre tra i paesi musulmani la Tunisia è l’unico stato liberale.

Per quanto riguarda le mete più gettonate, i dati raccolti da Quiiky, hanno evidenziato come il 23% delle coppie omosessuali italiane scelga la Gran Canaria come meta ideale per la propria vacanza, mentre si posiziona al secondo posto, con il 19% delle preferenze, Tel Aviv, in Israele. Proseguendo con la classifica seguono: Barcellona (11%), Sitges, in Catalogna, e Rio de Janeiro (10%), Mykonos e Lesvos (8%), San Francisco (6%) e le Isole Vergini americane (4%).

Il turismo gay&lesbian costituisce il 7% del fatturato complessivo dell’intero comparto, corrispondente ad un giro d’affari di oltre 3,2 miliardi di euro, secondo le stime della testata TTG Italia. Una tendenza che sicuramente andrà aumentando all’insegna del motto Quiiky: “libero di viaggiare come sei”.

 

Sara Forniz

 

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Sara Forniz

Ho conseguito la laurea magistrale in Turismo del 2013 concludendo il percorso di studi che avevo iniziato mossa dal profondo interesse per questo settore, all'interno del quale ho maturato diverse esperienze lavorative. Parallelamente ho continuato ad alimentare le mie competenze nell'organizzazione di eventi, anche in ambito culturale. Sono affascinata dalle scienze del comportamento, dalle civiltà antiche e dall'antropologia, amo la musica e l'arte.


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