L’omosessualità non è una malattia

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L’omosessualità non è una malattia

L’omosessualità non è una malattia

Se volessimo cercare nell'indice analitico di un qualsivoglia libro di Medicina il termine omosessualità non riusciremmo a trovare nulla. Questo perché l'omosessualità non è assolutamente una malattia. La diagnosi di omosessualità è stata tolta definitivamente dal Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM, manuale dove psicologi e psichiatri possono trovare le linee guida con cui stabilire la presenza o meno di un disturbo mentale) dal 1973. Il documento dell'Associazione

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Psichiatrica Americana (APA), che sanciva questa modifica, dichiarava: "L’omosessualità in sé non implica un deterioramento nel giudizio, nell'adattamento, nel valore o nelle generali abilità sociali o motivazionali di un individuo".

Non esiste ancora uno studio scientifico o un'ipotesi ufficiale che possa, con assoluta certezza, spiegare il perché una persona diventi omosessuale ed un'altra eterosessuale. L'unica cosa di cui si è certi è che l'omosessualità non sia una malattia, ma semplicemente una variante normale della sessualità umana.

Omosessualità e ormoni

Partendo dall'idea che gli ormoni hanno un'influenza fondamentale sulla vita sessuale di ognuno, ci chiediamo se ci possa essere qualche correlazione e/o particolarità fra omosessualità e ormoni.

L'omosessuale (maschio o femmina che sia) è una persona sana, è una persona "normale" come tutte le persone eterosessuali, una persona che ha tutti gli esami normali e non deve ovviamente ricevere alcun provvedimento terapeutico. È in ogni caso probabile che l'omosessuale abbia qualche "familiarità" (genetica o ambientale?) per quanto riguarda il suo orientamento sessuale anche se fino ad ora non è stato dimostrato nulla dal punto di vista genetico.

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Esistono tuttavia alcune rare patologie endocrine che possono dare iperproduzione di testosterone in soggetti di sesso femminile e ciò può verificarsi sia in epoca prenatale che nell'età evolutiva (le cosiddette sindromi surreno-genitali caratterizzate da alterazioni enzimatiche a livello delle ghiandole surrenali). In altri (rarissimi) casi di soggetti maschi vi può essere una normale o aumentata secrezione di testosterone, ma non ci sono (o sono fortemente carenti) i recettori per questo ormone: questi soggetti possono presentare con maggior frequenza atti o comportamenti omosessuali o essere francamente omosessuali. In ogni caso sono patologie molto rare anche se, entro certi limiti, curabili con terapie ormonali o anti-ormonali.

Si ribadisce quindi che l'omosessualità non è mai stata e non è una patologia, anche se individui affetti da alcune  (rare) endocrinopatie possono sviluppare atti o comportamenti più o meno omosessuali.

Appurato che non esiste nessuna correlazione tra omosessualità e malattia, sta ora nella persona omosessuale, nella famiglia e nel suo entourage la gestione di tale consapevolezza, l'accettazione di ciò che natura ha dato come un dono e non come qualcosa per cui essere discriminati.

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La psicoterapia con persone omosessuali

Molto spesso accade che i familiari della persone omosessuali chiedano aiuto allo psicoterapeuta per "aggiustare" il loro caro, con la speranza che ci sia una medicina o un percorso terapeutico che possa portare la persona a diventare eterosessuale o a fargli capire che si è sbagliato. Va sottolineato che la psicoterapia con persone omosessuali non ha l'obiettivo di modificare l'orientamento sessuale, ma piuttosto di portare a galla le problematiche relative all'accettazione di sé, all'integrazione familiare e sociale, alla vita sessuale, all'omofobia. Lo psicoterapeuta aiuta ad acquisire strumenti per fronteggiare al meglio il pregiudizio esterno e quello interno, a stare meglio con sé stessi e con gli altri (compreso il partner), a lavorare sulla vergogna ed il senso di colpa che spesso affliggono queste persone. L'idea di essere "difettosi" o contronatura comporta una sofferenza molto grande che può essere lenita dall'amore e dal riconoscimento di chi sta vicino.

 

dott. Alessandro Purinan, in collaborazione con la dott.ssa Antonella Besa

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About Author

Laureato in Medicina nel 1987 e specializzato in Endocrinologia nel 1990. Dal 1988 al 1991 ha lavorato nell'ambito della sanità Militare in qualità di Ufficiale Medico e dal 1992, dopo alcune esperienze professionali nella Medicina generale, è endocrinologo a 360 gradi. Si occupa di patologie ipofisarie, tiroidee, surrenaliche e ovviamente gonadiche (sia nell'uomo che nella donna).

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