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Il piacere maschile

Si parla tanto di piacere femminile, dando spesso quello maschile per scontato. Ora non più: il dott. Fabrizio Quattrini, psicologo, psicoterapeuta e sessuologo, ha pubblicato da poco con Giunti il suo ultimo libro Il piacere maschile.

Da dove è nata l’idea di scrivere un libro attorno alla sessualità maschile?

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Il testo nasce da un’esigenza che riscontro quotidianamente all’interno dell’attività clinica: fino alla fine anni ’90 inizio 2000 l’uomo probabilmente si sentiva forte e in qualche modo sicuro di quella che poteva essere anche la sua sessualità o la propria rappresentazione dell’eterosessuale, e quindi anche del piacere; ad un certo punto ha cominciato a vivere dei momenti di crisi e di non comprensione. Essi spesso dipendono dalla donna che, in qualche modo dominante, oggi ha cambiato delle regole che l’uomo non riesce o fa fatica a comprendere.

A questo punto scrivere un testo che può permettere agli uomini di rimettersi in gioco e capire al meglio tutto quello che sta succedendo lo ritenevo effettivamente di aiuto e di supporto. Non a caso all’interno del testo ci sono anche dei momenti di self help che l’uomo può viversi da solo sperimentando e quindi apprendendo dall’esperienza. L’altra cosa importante, che cambia la prospettiva rispetto ad altri testi che sono usciti sempre sull’identità maschile o sul piacere maschile, è che negli anni questo argomento è stato trattato solitamente da donne. Questo aveva probabilmente un significato perchè era il punto di vista femminile per cercare di comprendere il maschile. Non è mai stato trattato da uomini, quindi questa è l’altra novità del testo che, oltre ad aiutare gli uomini a mettersi in gioco e a comprendere meglio i vari cambiamenti anche socio-evolutivi dell’esperienza maschile e non solo, essendo scritto da un sessuologo in quanto uomo permette di avere una prospettiva che è un po’ più di parte, nel senso che conoscendo il sesso maschile diventa automaticamente più facile far arrivare alcune informazioni importanti.

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Si tratta di un testo adatto anche al pubblico femminile?

Assolutamente sì. Per l’uomo può essere utile per svincolarsi da quelle che magari sono delle incomprensioni o delle situazioni che a volte portano a delle problematiche. Oggi, ad esempio, l’uomo è vittima di se stesso rispetto al piacere, quindi potrebbe improvvisamente avere delle défiances e non saperle gestire, oppure non riuscire a capire se c’è un calo del desiderio.

La donna potrebbe, attraverso questo testo, riconoscere anche dove sta sbagliando incominciando a vedere l’uomo da una nuova prospettiva, o comunque da un’ottica completamente altra. Ad esempio all’interno del libro alcuni capitoli sono legati all’abbattimento di stereotipi e tabù del maschile: il fatto che l’uomo possa avere una certa sensibilità, possa piangere ed avere delle caratteristiche che sono femminili, se viene riconosciuto dalla donna assieme alle risorse e ai limiti maschili, riesce ad aiutarlo e insieme possono aiutarsi reciprocamente per stare meglio nella relazione. Sicuramente la donna che legge questo libro inizia un percorso di comprensione che anche in questo caso va ad abbattere i tabù e le false credenze dell’uomo e di tutto quello che appartiene al mondo maschile.

Che consigli darebbe agli uomini per vivere serenamente la propria sessualità?

Chi è lo specialista della sessualità maschile?

Sicuramente sganciarsi dagli stereotipi o le false credenze iniziando un processo e un percorso di consapevolezza chiara rispetto alla sessualità, al corpo, alla percezione del piacere sessuale corporeo evitando così di seguire il detto del popolo ma una caratteristica personale, perchè ognuno è diverso.

L’altro suggerimento è di non dimenticare che la sessualità non è espressione meccanica del piacere, che è un grande stereotipo del maschile: l’uomo ha un membro esterno che solitamente vive come se fosse staccato dalla propria persona, quasi come se ci fosse un pulsante che una volta premuto permette di attivare automaticamente l’erezione. Riuscire ad integrare la componente corporea si avvicina molto alla parte femminile emotiva della sessualità, permettendo a quel punto all’uomo di vivere la sessualità non più come un atto meccanico.

 

Sara Forniz

 

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Sara Forniz

Ho conseguito la laurea magistrale in Turismo del 2013 concludendo il percorso di studi che avevo iniziato mossa dal profondo interesse per questo settore, all'interno del quale ho maturato diverse esperienze lavorative. Parallelamente ho continuato ad alimentare le mie competenze nell'organizzazione di eventi, anche in ambito culturale. Sono affascinata dalle scienze del comportamento, dalle civiltà antiche e dall'antropologia, amo la musica e l'arte.


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