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La trasformazione e la rinascita di Riccardo

In attesa di FVG Pride, abbiamo chiesto a Riccardo, presidente dell’associazione La Fenice FVG, una delle associazioni promotrici delle iniziative, di condividere con noi la sua storia di trasformazione e rinascita.

Mi dicevi che non ti senti toccato personalmente dal tema dell’omosessualità perchè hai fatto un percorso diverso, visto che nella tua vita precedente eri una donna.

Si, io mi sono sempre sentito uomo eterosessuale. Il fatto è che nel rapporto con il mio ex si trattava di un matrimonio funzionale, io ero una donna e quindi vivevo la mia situazione come in una coppia eterosessuale qualunque. Il problema è che io recitavo il mio ruolo di donna ma sono sempre stato un uomo. Ho vissuto la mia vita come se fosse un’altra persona a vivere la mia. Per quanto riguarda gli eventi partecipo volentieri a creare delle iniziative pur non essendo omosessuale.

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Hai avuto due figli, come hai vissuto la maternità?

Ho vissuta la gravidanza in una maniera molto diversa rispetto ad una donna che si sente tale. Il mio è stato più un mettere al mondo una creatura che mi amasse perchè nella vita mi è sempre mancato questo, una persona alla quale non dover chiedere o elemosinare affetto. Un figlio è qualcosa che ti lega per la vita, quindi avevo voglia di diventare genitore e il mio unico modo per avere a fianco qualcuno che mi volesse bene era quello. Ho cresciuto i miei figli facendogli da madre e da padre, dato che il mio ex era spesso assente, tanto che poco dopo la nascita del secondo figlio il matrimonio è finito. A questo punto ho cominciato la transizione vera e propria, a partire da un processo di introspezione per dare un nome a ciò che sentivo. Grazie alla psicologa ho intrapreso la strada vera e propria verso la transizione. Quando ho compreso che si trattava di disforia di genere ho preso consapevolezza di essere un uomo rinchiuso in un corpo femminile. Il mio percorso è durato 6 anni sia a livello psicologico che fisico.

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Sto molto bene, mi sento perfettamente in sintonia con me stesso, sono orgoglioso di quello che ho fatto. L’unica cosa che mi manca è che da uomo eterosessuale non riesco a trovare una compagna. La diversità tra una persona che nasce così è una che invece è obbligata a ricorrere alla chirurgia per riguadagnarsi quello che si sente da sempre, fa la differenza. Nel momento in cui approccio una donna va tutto benissimo fino a quando non si tocca il tasto della sessualità: nonostante sia un uomo a tutti gli effetti ci sono ancora molti preconcetti da abbattere ed è difficile parlare di cose che sono così intime facendone capire l’importanza. Mi manca molto il contatto fisico, anche la tenerezza di un abbraccio, un gesto di affetto. Ulteriormente difficile è trovare una compagna in grado di accettare la mia sterilità. Nonostante i miei 50 anni suonati non mi sento questa età e rincorro ancora il sogno di trovare la persona giusta.

Effettivamente è come se tu fossi rinato, per te la vita è partita quasi da zero.

Assolutamente sì, sono proprio rinato nel momento in cui dopo l’operazione mi sono guardato allo specchio. Tra due settimane vado a farmi il tatuaggio di una fenice, simbolo della rinascita da quelle ceneri che non dimentico mai, perchè non scordo quello che è stato il passato, non lo rinnegarlo, perchè mi ha reso quello che sono.

 

Sara Forniz

 

 

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Sara Forniz

Ho conseguito la laurea magistrale in Turismo del 2013 concludendo il percorso di studi che avevo iniziato mossa dal profondo interesse per questo settore, all’interno del quale ho maturato diverse esperienze lavorative. Parallelamente ho continuato ad alimentare le mie competenze nell’organizzazione di eventi, anche in ambito culturale. Sono affascinata dalle scienze del comportamento, dalle civiltà antiche e dall’antropologia, amo la musica e l’arte.


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