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Il rapporto genitori-figli nello sport

Se la figura dell’allenatore è fondamentale per i ragazzi che si avvicinano ad uno sport, (leggi BETTA CARBONE: LO SPORT PER ALLENARE I RAGAZZI ALLA VITA abbiamo approfondito sempre con la giornalista Betta Carbone il rapporto genitori-figli in ambito sportivo:

L’attitudine alla paternità influisce sul comportamento dei figli

Betta Carbone, sei una mamma sportiva. Com’è il rapporto con le tue figlie ?

Poco tempo fa ero all’Idroscalo a Milano, dove mia figlia aveva una garetta di triathlon, poi il pomeriggio ho gareggiato io nella stessa specialità, nella mia categoria. In quel momento sia io che mia figlia sapevamo esattamente cosa provava l’altra. Anche con la grande, che fa nuoto agonistico, succede la stessa cosa. Ci supportiamo a vicenda. Loro hanno cominciato a fare sport come hanno iniziato a bere il latte, perchè sia per me, sia per mio marito, è naturale che faccia parte della vita. È nella natura umana aver voglia di muoversi, non siamo fatti per stare 10 ore seduti ad una scrivania. Nessuna delle due probabilmente sarà una campionessa che un domani vivrà di sport, ma entrambe hanno dentro di loro la gioia nel farlo: la grande perchè ama il suo gruppo di compagne con cui condivide la passione per il nuoto, mentre la piccola vive il triathlon come un modo per sfogare la sua carica.

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Qual è il modo più corretto di supportare i figli in questo tipo di esperienze? Forse la condivisione?

“Metodo danese” per la felicità familiare

Credo che lo sport sia l’occasione di passare una giornata insieme, con i genitori e i compagni di squadra piuttosto che rinchiudersi in un centro commerciale. Poi c’è da dire che non tutti devono praticare per forza lo sport dei figli, ovviamente, però condividere con loro questa passione, questi momenti è importante.

Quali potrebbero essere i provvedimenti atti a promuovere la cultura e i valori dello sport?

Sicuramente lo sport deve entrare in modo più strutturato negli ospedali, negli asili, nelle scuole di pediatria, per far capire che questo fa parte della crescita dei bambini. Si tratta di una rivoluzione culturale che necessita di almeno due generazioni. Bisogna fare in modo che le società sportive vedano nei bambini un investimento, non un modo per attirare i genitori paganti, quindi sicuramente partire dai piccolissimi coinvolgendo la sfera genitoriale. Bisogna ripartire dal triangolo scuola-famiglia-sport, che poi da grandi diventa scuola-famiglia-lavoro. È necessario capire che lo sport è uno dei pilastri della formazione di un bambino.

 

Sara Forniz

 

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Sara Forniz

Ho conseguito la laurea magistrale in Turismo del 2013 concludendo il percorso di studi che avevo iniziato mossa dal profondo interesse per questo settore, all'interno del quale ho maturato diverse esperienze lavorative. Parallelamente ho continuato ad alimentare le mie competenze nell'organizzazione di eventi, anche in ambito culturale. Sono affascinata dalle scienze del comportamento, dalle civiltà antiche e dall'antropologia, amo la musica e l'arte.


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